LA DISFUNZIONE ERETTILE: I RISCHI DI VIAGRA, CIALIS E LEVITRA

Sono farmaci molto diffusi ma non sono privi di effetti collaterali.

FARMACIA DI MURIA In Farmacia
Cilento - giovedì 27 maggio 2021
LA DISFUNZIONE ERETTILE: I RISCHI DI VIAGRA, CIALIS E LEVITRA
LA DISFUNZIONE ERETTILE: I RISCHI DI VIAGRA, CIALIS E LEVITRA © web

Viagra, Levitra e Cialis sono i nomi commerciali dei farmaci più utilizzati in presenza di una disfunzione erettile, con risultati spesso soddisfacenti sia in termini di efficienza che di tollerabilità. Questi farmaci, inibiscono la degradazione enzimatica del cGMP, un messaggero enzimatico che porta ad una dilatazione delle arteriole del pene, con conseguente aumento del turgore e della dimensione dell'organo. Non sono medicinali afrodisiaci, perché non aumentano il desiderio sessuale, ma si limitano a rendere più vigorosa e duratura l'erezione.

Sono farmaci molto diffusi ma non sono privi di effetti collaterali. Innanzi tutto andrebbero utilizzati con particolare cautela se si soffre di ipotensione, problemi cardiaci e retinici. Le reazioni avverse più segnalate sono state cefalea, vampate di calore, dispepsia, disturbi della vista, congestione nasale, capogiri e alterata percezione del colori. Più raramente possono dare ipotensione, priapismo, dispepsia e sordità.

Infine vanno valutate le possibili interazioni con gli altri farmaci assorbiti dal paziente. I farmaci inibitori del citocromo P450 3A4 possono aumentare l’esposizione ai PDE5I; ricordiamo: ritonavir, ketoconazolo, eritromicina, ketoconazolo, itraconazolo, claritromicina, HIV proteasi e succo di pompelmo. Viceversa, i suoi induttori, quali rifampicina, carbamazepina, fenitoina e fenobarbital aumentano la metabolizzazione e quindi diminuiscono la loro efficacia. 

La co-somministrazione di nitrati e PDE5i può quindi provocare un forte accumulo di cGMP con marcata vasodilatazione e conseguente ipotensione. Quindi i PDE5i sono controindicati in associazione con tutti i nitrati. Per tutti gli α-bloccanti la co-somministrazione insieme ai PDE5i aumenta il rischio di ipotensione. 

 

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