“Per il secondo anno consecutivo, sfuma accesso alla Serie D perdendo un’altra finale dei playoff nazionali”

Pomeriggio amaro per l’US Agropoli

L’anno scorso i delfini si fermarono sul campo del Castrovillari. Questa volta, al “Guariglia”, a infrangere il sogno del salto di categoria ci ha pensato il Brindisi, blasonata piazza pugliese.

Calcio
Cilento venerdì 14 giugno 2019
di Enrico Serrapede
Pomeriggio amaro per l’US Agropoli
Pomeriggio amaro per l’US Agropoli © Unico

Raramente ci occupiamo di calcio ma questa volta fare un’eccezione è d’obbligo. L’Us Agropoli, per il secondo anno consecutivo, sfuma l’accesso alla Serie D perdendo un’altra finale dei playoff nazionali. L’anno scorso i delfini si fermarono sul campo del Castrovillari questa volta, al “Guariglia”, a infrangere il sogno del salto di categoria ci ha pensato il Brindisi, blasonata piazza pugliese. Una sconfitta con tante storie nella storia. La più importante è quella del tecnico del Brindisi, il viestino Massimiliano Olivieri, che la passata stagione guidava proprio l’Agropoli. “Sono dispiaciuto – ha detto lo stesso a fine gara – perché ad Agropoli sono stato benissimo. Ho lasciato un grande ricordo e la porterò sempre nel mio cuore per quello che mi ha dato”. Sul campo la squadra del patron Cerruti non è bastato l’estro di Donato Capozzoli, il capitano dei delfini ha però da recriminare per due occasioni clamorose dove l’arbitro e i suoi assistenti ci hanno visto davvero poco. Un rigore solare e un gol non convalidato nonostante la palla fosse abbondantemente entrata dopo aver colpito la travesta. Il tutto proprio nel momento più importante della gara quando i cilentani cercavano gli assalti finali per cercare la rimonta. Insomma, per l’Agropoli sarà di nuovo Eccellenza salvo la strada dei ripescaggi. E un’incognita adesso rimane anche il futuro con Cerruti che ha fine gara svela: “Ad essere onesto la mia idea era quella di vincere oggi, riportare l’Agropoli in Serie D, e lasciare. Agropoli ha bisogno di una figura che viva la squadra ogni giorno, io sono fuori cinque giorni su sette, quando mi va bene. Sono pronto a dare pur sempre un gran sostegno ma c’è bisogno di altro”. Incognite, insomma, difficili da decifrare in questo momento. Sono tanti i punti interrogativi dopo la domenica pomeriggio del Guariglia. Una domenica che inoltre ha vissuto anche attimi di grande paura quando, al termine del primo tempo, un tifoso pugliese ha avvertito un malore accasciandosi al suolo. Per più di un istante si è pensato al peggio ma il provvidenziale intervento dell’unità rianimativa ha salvato la vita al tifoso sessantenne che è stato successivamente trasferito all’ospedale di Eboli. Momenti di tensione e apprensione che inoltre hanno fatto slittare la ripresa del match di oltre un’ora. Alla fine, come detto, ha vinto il Brindisi. Forse dire meritatamente è troppo. La squadra ospite alla vigilia era stata dipinta come la più forte, quella da battere. Nell’arco dei centottanta minuti però l’impressione è stata ben diversa, soprattutto nella gara di ritorno. Alla fine, quindi, non avranno vinto i più forti ma di certo i più bravi. Per l’Agropoli resta il rammarico, forte, di aver perso per il secondo anno consecutivo la finale per la Serie D.

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