L’impegno da nutrizionista del giovane Stefano Gallo

Intervista a Stefano Gallo. Da Montesano al Potenza Calcio

Gallo, 27 anni, è componente dello staff sanitario della compagine della Basilicata e vanta un ricco curriculum. Vanta uno stage presso A.S. Roma e affianca il nutrizionista, si laurea alla magistrale in Scienze dell’alimentazione

Calcio
Cilento martedì 11 febbraio 2020
di Antonella Citro
Stefano Gallo
Stefano Gallo © Unico

Con Stefano Gallo di Montesano sulla Marcellana, il biologo nutrizionista del Potenza calcio abbiamo parlato del valore del nutrimento relativo a una squadra di calcio. Gallo, 27 anni, è componente dello staff sanitario della compagine della Basilicata e vanta un ricco curriculum. Vanta uno stage presso A.S. Roma e affianca il nutrizionista, si laurea alla magistrale in Scienze dell’alimentazione e nutrizione umana presso il Campus Bio – medico, si laurea poi in Scienze motorie, ha un master in Nutrizione dello sport ed integrazione dello sportivo, è un libero professionista tra Roma e Arenabianca.

Cosa fa un nutrizionista in questo settore sportivo?

Il ruolo del nutrizionista nelle squadre di calcio, negli ultimi anni sta avendo sempre più rilevanza, si può pensare molto banalmente che ci occupiamo di diete o di altri esami specifici. Il nutrizionista si occupa di nutrizione che investe ogni settore. Ci occupiamo allora non solo delle diete, dei diversi esami per accertarci dello stato del paziente per una valutazione generale del nutrizionale del calciatore ma anche della ristorazione collettiva. Deve stare a stretto contatto con il team manager della squadra per la preparazione dei pranzi in trasferta e per i cestini post partita e deve occuparsi anche del ristorante dove i giocatori sono soliti andare a pranzare. Deve stare in contatto con lo chef e con tutto il personale e inoltre si deve occupare anche di un’altra branca che è quella della integrazione e della supplementazione, quella branca che si occupa delle proteine in polvere, della creatina che sono anche importanti nel mondo della nutrizione dello sport.

Una sinergia molto importante con il Potenza calcio che arriva anche in un momento molto delicato della tua crescita personale e professionale. Cosa vuol dire questa esperienza per te?

Sicuramente per me è una opportunità importante e mi ritengo fortunato di farne parte. Già in passato mi è capitato di frequentare altri ambienti, avendo fatto uno stage alla Roma, affiancando i colleghi ho avuto la fortuna di imparare meglio il mestiere che ho scelto e arrivare al Potenza calcio per me rappresenta un orgoglio per me e per la mia famiglia e per tutti i sacrifici che abbiamo fatto. Sacrifici che hanno fatto soprattutto i miei genitori, attualmente poteva venire fuori qualcosa di diverso per la mia vita professionale, che anche a livello economico mi avrebbe portato qualcosa di più, però questo è ciò che sogno da bambino e ciò non ha prezzo.

Quali sono i cibi cosiddetti vietati per uno sportivo?

Partendo dal presupposto che nessuna dieta è uguale all’altra, ogni giocatore è seguito singolarmente. Naturalmente la dieta del portiere è diversa da quella dell’attaccante. Non mi piace parlare di alimenti vietati ma l’unico vero nemico del calciatore ma per l’atleta in generale è l’alcol a causa di diversi elementi a livello fisiologico di recupero. Mentre per le fritture o dolci si parla sempre di ragazzi dunque anche il loro andare oltre le righe in diverse occasioni, l’importante in quel caso è limitarli mentre in fase di preparazione precampionato non c’è sgarro che tenga!

Tanti gli obiettivi nel tuo futuro, qual è quello più immediato?

Voglio continuare a crescere, ad imparare, ad approfondire e vorrei crescere con la cultura del lavoro, dell’umiltà. Tra qualche anno mi piacerebbe arrivare all’Inter ma non so il futuro cosa mi riserva.

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