Autore: Bartolo Scandizzo

L’iniziativa, destinata a 500 anziani over 65 in condizioni di disagio e isolamento, rappresenta un’innovazione sociale che trasforma il territorio in una comunità più coesa, attenta e solidale. “Grazie alle attività proposte, gli anziani non saranno più visti come soggetti fragilie marginali, ma come veri protagonisti della vita comunitaria, portatori di esperienza e custodi di valori etradizioni”, sottolinea la sindaca Cimino

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Tra la seconda metà del 1800 e gli inizi del 1900 emigrarono negli Stati Uniti e si stabilirono in quel piccolo angolo del mondo, dove trovarono lavoro, specialmente nelle miniere e nella costruzione delle ferrovia agli inizi e successivamente anche nell’industria tessile. Partivano giovani coraggiosi, coppie ed anche intere famiglie, spendendo tutti i loro miseri averi, ed anche facendo debiti, per pagare le spese di viaggio.

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Alla tecnologia è deputato il ruolo di elemento favorente per la condivisione delle informazioni tra professionisti della stratificazione della popolazione. Questo aiuterà a mettere in comune la storia clinica del paziente per favorire “il corretto orientamento all’interno del percorso di assistenza e cura. Inoltre, andrà anche a favore di una migliore aderenza alle terapie e un maggior coinvolgimento attivo della persona nel suo percorso di cura. Infine, questo atteggiamento avvicinerà il sistema sanitario ai cittadini”.

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Siamo a poco meno di 4 Km dal “traguardo” … scendiamo verso il mare, svoltiamo a destra correndo verso porta Marina. Passiamo sul ponticello che scavalca il fiume che collega il porto Greco al mare, e vediamo, sullo sfondo il “Vicolo delle Tavernelle” rinato a nuova vita ai tempi di Franco Palumbo Sindaco.
L’ingresso nell’area archeologica per via Magna Graecia è il premio di un impegno fisico e mentale durato due ore e trenta circa, 10’ in più della mia ultima prestazione a Salerno.

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     Sono nata e vissuta fino all’età di 7 anni in via Santa Teresa a Napoli prima che la mia famiglia si trasferisse a Capodimonte. La casa natia era grande e antica, molto luminosa. Ricordo che all’ingresso, nel piccolo corridoio, c’era un altarino addobbato sempre di fiori freschi che ospitava una statuetta della Madonna che, appartenuta alla nonna di mia nonna, era segno tangibile della sua presenza materna e protettiva sulla famiglia. Mi piaceva guardarla e ogni mattina davanti a lei recitavo un’Ave Maria. La Vergine indossava un abito bianco con sopra un manto celeste, cucito da mia nonna stessa…

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EPIGRAFE

Io che, già lieto e verde, alto cantai nel mio stato fiorito, or tristo e bianco pianger convegno i miei dolenti guai…..ma mentre che tacito meco medesimo queste cose riandava, e che a piagnere colla penna e lamentarmi m’apparecchiava, mi parve che sopra il capo mi fosse una Donna apparita, degna di molta reverenza… ella, accostandosi più appresso, in su la strema sponda del mio letticciuolo si pose a sedere, e guardando nel mio volto grave del pianto, e bassato in terra per lo dolore, cominciò del perturbamento della nostra mente a rammaricarsi …Non altrimente, che s’è di sopra raccontato, dissipate le nebbie della mia tristezza, vidi la luce, e ripigliai forza a poter conoscere chi quella fosse, che venuta era per medicarmi; il perchè, tosto che rivolsi gli occhi a lei, e le affisai addosso lo sguardo, scorsi la mia balia Filosofia, nelle cui case m’era infino da giovanezza allevato.

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