Oleoturismo e agriturismo possono aprire nuove opportunità per le imprese e il lavoro. La sfida è costruire esperienze capaci di attrarre visitatori nelle diverse stagioni, trasformando il patrimonio agricolo in un’economia che aiuti a vivere nei paesi.Il futuro dei nostri paesi potrebbe cominciare anche da un cancello che si apre su un uliveto, da un produttore che racconta il proprio lavoro, da una famiglia che arriva per una degustazione e decide di fermarsi qualche giorno. Nel Cilento, nel Vallo di Diano e negli Alburni, dove il paesaggio agricolo custodisce una parte importante della memoria delle comunità, il rapporto tra oleoturismo…
Autore: Vito Gerardo Roberto
La prima promozione del territorio deve cominciare nelle scuole di ogni ordine e grado. Dai primi racconti ai progetti professionali, ragazze e ragazzi possono imparare a conoscere i propri paesi, diventare i loro primi ambasciatori e contribuire a costruire un turismo capace di generare lavoro durante tutto l’anno.Ci sono luoghi che attraversiamo ogni giorno senza sapere quante storie custodiscano. Una strada che sale verso il paese, una chiesa davanti alla quale passiamo, un edificio chiuso, un sentiero tra i campi o nei boschi: a volte ci sembrano così familiari da non suscitare più domande. Poi qualcuno ci racconta chi ha…
La Trazzera degli Stranieri, che attraversava il territorio di Bellosguardo, Monte Pruno e Roscigno per proseguire verso il Vallo di Diano, potrebbe diventare il cuore di un progetto turistico capace di unire storia, trekking, cantine e tradizioni gastronomiche. Una rete tra Comuni e imprese per valorizzare l’entroterra, attrarre visitatori e creare nuove opportunità di lavoro.C’erano strade, molti secoli fa, che attraversavano montagne e vallate, superavano i valichi e permettevano a uomini, merci e conoscenze di raggiungere territori lontani. Erano percorse da commercianti, pastori e viaggiatori, contribuendo allo sviluppo delle comunità e favorendo gli scambi tra popolazioni differenti.Una di queste antiche…
Roscigno Vecchia non è costruita per il turista distratto, per chi arriva nel Cilento interno, in provincia di Salerno, attraversa rapidamente la grande piazza, fotografa la fontana, guarda qualche facciata e riparte convinto di avere conosciuto il paese, perché questo luogo concede molto poco a chi ha fretta e, al contrario, restituisce moltissimo a chi accetta di rallentare, di osservare le differenze tra le abitazioni, di seguire con lo sguardo una scala, un portale, una stalla, una vecchia bottega o uno dei palazzotti che ancora dominano discretamente il tessuto del borgo.Bisogna arrivarci senza aspettarsi una scenografia preparata per impressionare il…
Portare nuovi abitanti in un piccolo paese può essere relativamente facile rispetto alla sfida che arriva dopo: creare le condizioni perché quelle persone possano rimanere. È probabilmente questa la domanda più difficile, e allo stesso tempo più concreta, che dovrebbero porsi le politiche contro lo spopolamento delle aree interne. Perché una casa economica può convincere qualcuno a trasferirsi, un contributo può alleggerire le prime spese e la bellezza di un territorio può alimentare il desiderio di cambiare vita, ma dopo l’entusiasmo iniziale restano questioni molto più quotidiane: il reddito, il lavoro, la scuola per i bambini, l’assistenza sanitaria, la connessione…
Del Cilento parlano tutti. Se ne parla quando si promuovono paesi, borghi e spiagge, quando si raccontano prodotti tipici, sentieri, montagne e tradizioni, ma anche quando si affrontano questioni decisive per il futuro delle aree interne, come lo spopolamento, la mancanza di lavoro, i servizi e le opportunità di sviluppo. Eppure basta fare una domanda apparentemente semplice per scoprire che dietro una parola che sembra chiarissima si nasconde una questione storica e geografica molto più complessa: dove comincia e dove finisce davvero il Cilento?Provare a tracciarne i confini su una carta geografica significa accorgersi quasi subito che le risposte possono…
C’è una parola che accompagna sempre più spesso il dibattito sull’intelligenza artificiale: la paura. Paura di perdere il lavoro, di non riuscire più a distinguere il vero dal falso, di vedere crescere tecnologie troppo potenti rispetto alla nostra capacità di comprenderle, di ritrovarci improvvisamente dentro un cambiamento che corre più velocemente delle nostre competenze, della scuola, delle imprese e perfino delle istituzioni chiamate a stabilire regole e responsabilità.È una paura comprensibile, perché l’intelligenza artificiale non sta cambiando soltanto alcuni strumenti che utilizziamo ogni giorno, ma sta entrando direttamente nel cuore di attività che fino a pochi anni fa consideravamo esclusivamente…
La SP 418, nel tratto Roscigno–Bellosguardo, attraversa una parte del territorio degli Alburni e rappresenta molto più di una semplice infrastruttura viaria, perché per chi vive ogni giorno in questi paesi significa collegamento, mobilità, accesso ai servizi, possibilità di raggiungere il lavoro e, soprattutto, diritto a muoversi in condizioni dignitose e sicure.Il 5 settembre 2026 ho percorso ancora una volta la SP 418, nel tratto Roscigno–Bellosguardo, e osservando le condizioni di alcuni punti della strada viene spontaneo chiedersi fino a quando dovremo continuare a considerare normale ciò che, in un territorio che vuole parlare seriamente di sicurezza, sviluppo, turismo, qualità…
Paesi pieni durante l’estate e nuovamente silenziosi quando termina la stagione, strutture ricettive che lavorano soltanto per una parte dell’anno, musei e servizi che riducono gli orari, ristoranti che vedono diminuire i clienti e giovani che, anche quando vorrebbero restare, faticano a trovare opportunità professionali sufficientemente stabili. È una fotografia che appartiene a molte aree interne italiane e che pone una domanda molto più concreta delle tante dichiarazioni sulla destagionalizzazione ripetute negli ultimi anni: come si portano realmente turisti, pernottamenti, consumi e lavoro in un territorio quando la domanda spontanea diminuisce?La Spagna una risposta ha provato a costruirla da tempo…
Nelle aree interne italiane si parla da anni di reti turistiche, accordi tra Comuni, itinerari condivisi, marchi territoriali e progetti comuni, ma troppo spesso la parola “rete” viene utilizzata per descrivere organizzazioni che rimangono prevalentemente formali, costruite intorno a protocolli d’intesa, siti internet, materiali promozionali o iniziative limitate nel tempo, senza riuscire a trasformarsi in una struttura economica stabile, capace di coordinare servizi, imprese, beni culturali, accoglienza, commercializzazione e professionalità secondo una strategia comune.Quando si parla di reti turistiche “sulla carta” non si intende accusare specifiche amministrazioni, organizzazioni o soggetti, ma descrivere un modello generale nel quale la collaborazione rimane…
«Da noi, ciò che dovrebbe essere normale amministrazione finisce troppo spesso per essere celebrato come qualcosa di straordinario.»Questa frase torna inevitabilmente alla mente ogni volta che si parla della Fondovalle Calore, perché riesce a sintetizzare con grande efficacia una contraddizione che nelle aree interne conosciamo fin troppo bene, dove infrastrutture necessarie, collegamenti essenziali e interventi che dovrebbero rientrare nella normale programmazione di un territorio finiscono spesso per essere raccontati come risultati eccezionali, accompagnati da comunicati stampa, dichiarazioni solenni e annunci che rischiano di trasformare in evento straordinario ciò che dovrebbe invece rappresentare il normale esercizio della responsabilità pubblica nei confronti…
L’Europa entra in una nuova fase della regolamentazione dell’intelligenza artificiale, nella quale non conta soltanto ciò che una tecnologia è capace di fare, ma anche la possibilità per le persone di comprendere quando stanno interagendo con un sistema automatico o quando ciò che vedono, ascoltano e leggono è stato creato o modificato artificialmente.Per molti anni abbiamo osservato l’intelligenza artificiale chiedendoci soprattutto fino a dove sarebbe riuscita ad arrivare, quali lavori avrebbe potuto svolgere, quali problemi sarebbe stata capace di risolvere e quanto sarebbe diventata simile all’intelligenza umana, mentre oggi quella domanda sta progressivamente lasciando spazio a un problema quasi opposto,…



