C’è una parola che accompagna sempre più spesso il dibattito sull’intelligenza artificiale: la paura. Paura di perdere il lavoro, di non riuscire più a distinguere il vero dal falso, di vedere crescere tecnologie troppo potenti rispetto alla nostra capacità di comprenderle, di ritrovarci improvvisamente dentro un cambiamento che corre più velocemente delle nostre competenze, della scuola, delle imprese e perfino delle istituzioni chiamate a stabilire regole e responsabilità.È una paura comprensibile, perché l’intelligenza artificiale non sta cambiando soltanto alcuni strumenti che utilizziamo ogni giorno, ma sta entrando direttamente nel cuore di attività che fino a pochi anni fa consideravamo esclusivamente…
Autore: Vito Gerardo Roberto
La SP 418, nel tratto Roscigno–Bellosguardo, attraversa una parte del territorio degli Alburni e rappresenta molto più di una semplice infrastruttura viaria, perché per chi vive ogni giorno in questi paesi significa collegamento, mobilità, accesso ai servizi, possibilità di raggiungere il lavoro e, soprattutto, diritto a muoversi in condizioni dignitose e sicure.Il 5 settembre 2026 ho percorso ancora una volta la SP 418, nel tratto Roscigno–Bellosguardo, e osservando le condizioni di alcuni punti della strada viene spontaneo chiedersi fino a quando dovremo continuare a considerare normale ciò che, in un territorio che vuole parlare seriamente di sicurezza, sviluppo, turismo, qualità…
Paesi pieni durante l’estate e nuovamente silenziosi quando termina la stagione, strutture ricettive che lavorano soltanto per una parte dell’anno, musei e servizi che riducono gli orari, ristoranti che vedono diminuire i clienti e giovani che, anche quando vorrebbero restare, faticano a trovare opportunità professionali sufficientemente stabili. È una fotografia che appartiene a molte aree interne italiane e che pone una domanda molto più concreta delle tante dichiarazioni sulla destagionalizzazione ripetute negli ultimi anni: come si portano realmente turisti, pernottamenti, consumi e lavoro in un territorio quando la domanda spontanea diminuisce?La Spagna una risposta ha provato a costruirla da tempo…
Nelle aree interne italiane si parla da anni di reti turistiche, accordi tra Comuni, itinerari condivisi, marchi territoriali e progetti comuni, ma troppo spesso la parola “rete” viene utilizzata per descrivere organizzazioni che rimangono prevalentemente formali, costruite intorno a protocolli d’intesa, siti internet, materiali promozionali o iniziative limitate nel tempo, senza riuscire a trasformarsi in una struttura economica stabile, capace di coordinare servizi, imprese, beni culturali, accoglienza, commercializzazione e professionalità secondo una strategia comune.Quando si parla di reti turistiche “sulla carta” non si intende accusare specifiche amministrazioni, organizzazioni o soggetti, ma descrivere un modello generale nel quale la collaborazione rimane…
«Da noi, ciò che dovrebbe essere normale amministrazione finisce troppo spesso per essere celebrato come qualcosa di straordinario.»Questa frase torna inevitabilmente alla mente ogni volta che si parla della Fondovalle Calore, perché riesce a sintetizzare con grande efficacia una contraddizione che nelle aree interne conosciamo fin troppo bene, dove infrastrutture necessarie, collegamenti essenziali e interventi che dovrebbero rientrare nella normale programmazione di un territorio finiscono spesso per essere raccontati come risultati eccezionali, accompagnati da comunicati stampa, dichiarazioni solenni e annunci che rischiano di trasformare in evento straordinario ciò che dovrebbe invece rappresentare il normale esercizio della responsabilità pubblica nei confronti…
L’Europa entra in una nuova fase della regolamentazione dell’intelligenza artificiale, nella quale non conta soltanto ciò che una tecnologia è capace di fare, ma anche la possibilità per le persone di comprendere quando stanno interagendo con un sistema automatico o quando ciò che vedono, ascoltano e leggono è stato creato o modificato artificialmente.Per molti anni abbiamo osservato l’intelligenza artificiale chiedendoci soprattutto fino a dove sarebbe riuscita ad arrivare, quali lavori avrebbe potuto svolgere, quali problemi sarebbe stata capace di risolvere e quanto sarebbe diventata simile all’intelligenza umana, mentre oggi quella domanda sta progressivamente lasciando spazio a un problema quasi opposto,…
Una riflessione sociologica ed economica sui rischi che nascono quando amicizie, cerchie ristrette e intermediazioni personali prendono il posto delle competenze, delle regole trasparenti e delle opportunità aperte a tutti. Esistono parole che appartengono formalmente al passato, ma continuano a descrivere il presente con una precisione sorprendente. Una di queste è “Luigini”, l’espressione con cui Carlo Levi rappresentò non soltanto un personaggio, ma una particolare struttura del potere, fondata sull’intermediazione, sulla dipendenza e sulla capacità di controllare l’accesso alle opportunità senza necessariamente crearne di nuove. Il termine deriva da don Luigino Magalone, personaggio letterario ispirato al podestà Luigi Garambone di…
Nei piccoli paesi delle aree interne il potere può diventare progressivamente più chiuso proprio mentre il territorio si indebolisce, perché la diminuzione degli abitanti, delle attività economiche, delle competenze e delle persone disposte a partecipare alla vita pubblica rischia di restringere non soltanto la dimensione delle comunità, ma anche gli spazi della democrazia locale. Nascono così quelle che potremmo definire “autarchie locali”, sistemi nei quali decisioni, informazioni, incarichi e opportunità continuano a circolare all’interno di relazioni consolidate, mentre le competenze indipendenti, le proposte provenienti dall’esterno e le idee capaci di modificare gli equilibri esistenti vengono spesso accolte con diffidenza. Non…
Nei territori devastati dallo spopolamento non basta più annunciare, inaugurare e raccontare ciò che si fa, perché è arrivato il momento di comprendere quanto delle risorse investite riesca davvero a trasformarsi in lavoro, economia, servizi e nuove ragioni per restare Forse è arrivato il momento di avere il coraggio di guardare con maggiore sincerità ciò che sta accadendo nei nostri territori, soprattutto in quelle aree interne che da molti anni continuano silenziosamente a perdere abitanti, giovani, famiglie, attività economiche, servizi, competenze e capacità imprenditoriale, mentre contemporaneamente assistiamo a una continua successione di progetti, finanziamenti, inaugurazioni, convegni, manifestazioni, campagne promozionali e…
Per troppo tempo abbiamo pensato al turismo come a un passaggio veloce, a una visita di poche ore, a una fotografia scattata davanti a un panorama, a un pranzo consumato in fretta e a una macchina che riparte prima ancora che il territorio abbia avuto il tempo di raccontarsi davvero. Questo modello, che possiamo chiamare turismo mordi e fuggi, può portare movimento, può riempire per qualche ora una piazza, può dare l’impressione che qualcosa stia accadendo, ma difficilmente riesce a costruire economia stabile, lavoro duraturo, nuove imprese e possibilità concrete per i giovani che vorrebbero restare.I nostri territori non possono…
Le aree interne possono diventare uno dei luoghi più interessanti del nuovo sviluppo italiano, perché custodiscono paesaggi, comunità, competenze, memoria, qualità della vita e spazi nei quali è ancora possibile costruire un’economia più umana, più innovativa e più sostenibile.Per troppo tempo sono state raccontate soprattutto attraverso le difficoltà, ma oggi la tecnologia, l’intelligenza artificiale, il lavoro da remoto, la formazione digitale e le nuove imprese innovative aprono una stagione completamente diversa, nella quale questi territori possono smettere di guardare il futuro da lontano e cominciare a costruirlo da protagonisti.La grande occasione delle aree interne nasce proprio dall’incontro tra ciò che…
I piccoli comuni devono arrivare ai tavoli della programmazione con progetti già maturi, modelli di gestione sostenibili e obiettivi occupazionali verificabili. Altrimenti continueranno ad adattarsi alle priorità decise altrove.La questione economica più importante per il futuro delle aree interne del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni non riguarda soltanto la quantità di finanziamenti che potranno essere intercettati nei prossimi anni. Riguarda soprattutto la capacità dei territori di trasformare quelle risorse in servizi duraturi, attività produttive, reddito locale e nuova occupazione.Un finanziamento ottenuto non equivale automaticamente a un investimento riuscito. La differenza dipende da ciò che rimane quando il…



