Dalla nascita nel 1973 alla crisi attuale, passando per delocalizzazioni mai realizzate e nodi irrisolti sulla proprietà: il Mercato ortofrutticolo di Capaccio Paestum è oggi a un bivio. Il presidente Vittorio Merola: “Siamo all’anno zero, ma non ci arrendiamo”
Autore: Bartolo Scandizzo
Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni invoca una governance unitaria, ma i numeri e le alleanze raccontano un’altra realtà: quella di un sistema che rischia di moltiplicare i centri decisionali
Una problematica che negli anni ha messo in difficoltà l’intero settore bufalino, oggi cuore dell’economia agricola campana e della produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP.
Il primo pensiero va ai più giovani.
«Un ragazzo di 17-18 anni deve essere invogliato a fare una gara.»
In un’età in cui si costruiscono passioni e abitudini, abbattere le barriere economiche significa offrire una possibilità concreta di avvicinarsi allo sport.
«Farli correre gratis può sembrare una sciocchezza… ma è un segnale.»
Un segnale forte, che parla di fiducia nel futuro.
«Si tratta di un percorso adatto a tutte le persone – ha dichiarato il Presidente del Parco, Giuseppe Coccorullo – per la fruizione di un cammino che costeggia la meravigliosa flora dunale del lungomare di Ascea».
Una storia che diventa famiglia nel 2017, anno del matrimonio. Per l’occasione i genitori tornano in Sardegna, insieme a tutta la famiglia di Antonio, che vive proprio sull’isola.
Antonio è arrivato a Sydney circa tredici anni fa.
«Sono arrivato tramite un amico di Milano, Roberto, che era stato qui per fare un’esperienza. Io sono venuto con lui, ma poi lui è tornato in Italia e io sono rimasto».
Mentre ci accompagna in una visita guidata nella sua bellissima casa, racconta la sua storia con naturalezza. Oggi vive con Pietro, il compagno della sua seconda vita, ma il suo percorso non è stato semplice.
Mentre gli altri tirano dritto, egli si ferma, anche se non chiamato, perché ogni incontro con l’uomo per lui è una meta, al contrario di chi si reputa suo discepolo e di fronte agli ultimi, bisognosi nati malati o divenuti tali, s’interroga per cercare di attribuire loro le responsabilità dei limiti e del male.
Arrivato giovane in Australia, Antonio Scandizzo ha vissuto a Melbourne, dove ha lavorato e costruito la sua famiglia. Come molti emigranti della sua generazione, ha mantenuto per tutta la vita un legame profondo con il paese d’origine, Rofrano, dove è tornato più volte negli anni.
Nato a Rofrano nel 1939, a vent’anni lascia l’Italia. Prima lavora per qualche mese in Francia, poi viene chiamato dalla sorella già emigrata in Australia. Arriva a Melbourne dopo un viaggio di un mese in nave e trova lavoro in una fabbrica di materassi dove resterà per tutta la vita, diventando capo operaio. Una storia di lavoro, famiglia e legame costante con il paese d’origine.
L’iniziativa realizzata nell’ambito del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promossa dal Ministero della Cultura (MiC) e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), School Experience 5 – a cura del responsabile scientifico Antonia Grimaldi e del project manager Marco Cesaro – con ben 120 giorni di attività coinvolgerà 17.879 studenti, 1.962 docenti e 192 plessi scolastici per un totale di 3.609 scuole


