Che cosa deve offrire un paese perché una
giovane coppia scelga di mettervi al mondo
un figlio?
Autore: Bartolo Scandizzo
COMUNI
QUOTA DI TERRITORIO COMPRESA NEL PARCO
VARIAZIONE POPOLAZIONE
2001-2024
0-20% → +1,3%
20-50% → -7,5%
50-80% → -17,6%
80-95% → -19,2%
95-100% → -9,5%
Il dato è aggregato per fascia e non dimostra un rapporto di causa-effetto
Spicchi di parco
Santa Marina 3,1%
Casalbuono 3,1%
Montesano sulla Marcellana 4,8%
Torre Orsaia 5,8%
Auletta 6,6%
Giungano 8,4%
Tortorella 10,0%
Capaccio Paestum 14,2%
Castel San Lorenzo 16,6%
Castelnuovo Cilento 16,7%
Agropoli 16,7%
Sicignano degli Alburni 19,3%
Le case restano.
Le piazze restano.
Il patrimonio storico resta.
La vita quotidiana segna il passo!
Il sindaco di Sanza e presidente della Comunità Montana Vallo di Diano, Vittorio Esposito, denuncia il rischio di un’Italia divisa tra Nord e Sud e richiama quattro diritti fondamentali: salute, istruzione, mobilità e lavoro. Un grido che merita ascolto, ma che impone anche una riflessione sulle responsabilità locali. Che cosa hanno prodotto, in trent’anni, le ingenti risorse arrivate nel Cilento, Vallo di Diano e Alburni? E soprattutto, quanta parte di quelle risorse è diventata realmente lavoro, salario e possibilità di restare?
Il nuovo rapporto del Joint Research Centre
della Commissione europea fotografa un continente che invecchia, fa meno figli
e rischia di perdere oltre 50 milioni di abitanti entro la fine del secolo.
Ma nei piccoli Comuni dell’interno del Parco quella che l’Europa considera una prospettiva futura è già una realtà quotidiana.
La costa guadagna 4.376 abitanti
L’interno ne perde 20.589 abitanti
2001
13 COMUNI COSTIERI: 85.721 abitanti
2024 90.097 abitanti +4.376 = +5,1%
2001
67 COMUNI INTERNI 135.822 abitanti
2024 115.233 abitanti -20.589= -15,2%
Paestum porta da quasi trent’anni il mondo dell’archeologia dentro una grande manifestazione internazionale. Ora potrebbe porsi un obiettivo concreto per la prossima edizione: restituire ai bambini, alle scuole e al territorio il Museo Narrante di Hera Argiva alla Foce del Sele. Una sfida alla Direttrice Tiziana D’Angelo e al Ministero della Cultura. La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si tiene a Paestum dal 1998. Fu immaginata in un’altra epoca, quando internet non aveva ancora rivoluzionato la promozione turistica e mettere nello stesso luogo siti archeologici, operatori, studiosi e istituzioni rappresentava già di per sé una grande occasione. Da allora il…
Che cosa si perde insieme agli abitanti?
Bambini classi scolastiche più fragili
Famiglie minore domanda di servizi
Lavoratori meno economia locale
Clienti negozi e attività a rischio
Contribuenti minori risorse e maggiore costo pro capite
Partecipazione → associazioni e comunità più deboli
2001
80 COMUNI DEL PARCO
221.543 Residenti
2024
205.330 residenti -16.213 abitanti -7,3%
Casi più evidenti:
Valle dell’Angelo -43,6%
Roscigno -42%
Piaggine -39,1%
Laurino -38%
Corleto Monforte -37%
TRENTESIMA DOMENICA PER ANNUM: Esodo 22,21-27; Tessalonicesi 1,5c-10; Mt 22,34-40
“Devastante”, “spietato”, “cattivo”, “fare male”, “affondare il colpo”, “non fare prigionieri”. Il calcio viene raccontato sempre più spesso con parole prese in prestito dalla guerra. Ma il linguaggio non si limita a descrivere il gioco: contribuisce anche a insegnarci come viverlo. È devastante. Deve fare male. Bisogna essere cattivi. Bisogna avere fame. Essere spietati. Affondare il colpo. Non fare prigionieri. Schiacciare. Assediare. Colpire. Basterebbe togliere queste espressioni dal contesto calcistico e metterle una dietro l’altra per accorgersi di quanto possa risultare singolare il vocabolario con cui raccontiamo quello che, in fondo, continua a essere un gioco. Eppure non ci facciamo…



