8 giugno 2025 – Domenica di Pentecoste
Ho l’hobby della fotografia fin da quando all’età di dieci anni partecipai ad un concorso indetto da una industria dolciaria produttrice di biscotti che con il latte facevano parte della mia prima colazione. Vinsi il secondo premio: una macchina fotografica.
Le mie foto non sono perfette, sono semplici scatti che catturano un sorriso, uno scorcio di panorama, un tramonto. Sono occasione di racconto di emozioni e di ricordi.

Fra le tante incorniciate e sistemate su un mobile nel mio soggiorno c’è quella che scattai a Diletta il giorno del suo Battesimo.
Il tempo passa veloce. Un anno è già trascorso da quando la mia nipotina ha ricevuto il primo dei Sacramenti con il quale si è ammessi alla comunità cristiana e si riceve lo Spirito Santo.
La Chiesa, come oggi, quella domenica festeggiava la Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli Apostoli e la nascita della Chiesa militante, la comunità dei credenti inviati a portare l’annuncio del Vangelo e a testimoniare con l’esempio l’amore di Dio, punto di partenza nella vita di fede.
Questa solennità che cade 50 giorni dopo la Pasqua per gli Ebrei era inizialmente una festa di ringraziamento per il raccolto agricolo e per ricordare l’alleanza di Dio con il popolo di Israele realizzata con la consegna delle tavole dei dieci comandamenti a Mosè sul monte Sinai.
Per noi cristiani conclude il periodo pasquale e celebra la terza persona della Trinità che noi nominiamo ogni volta che facciamo il segno della croce o quando recitiamo il Credo.
Lo Spirito Santo, il Paraclito, dal greco “colui che sta presso di noi”, il Consolatore, prese il posto di Gesù dal momento della sua Ascensione al Cielo e operò la trasformazione di un gruppo di persone impaurite in testimoni coraggiosi, in una comunità di salvezza.
Gesù infatti ci ha donato lo Spirito Santo che ci accompagna e ci sostiene nel nostro cammino, ci guida a comprendere ciò che è giusto, ci conforta nei momenti di tristezza o di affanno, ci trasforma interiormente dando forza e capacità nuove per contestare il male della società e testimoniare con la nostra vita il messaggio evangelico.
E’ un dono divino che, come un vento forte, spazza via le divisioni e i contrasti; che, come fuoco, brucia ogni violenza e ogni forma di razzismo, pregiudizio e indifferenza; che, come la luce da cui tutto prende vita, illumina e scalda i cuori più diversi facendo comprendere che si vive d’amore e in pace se si parla tutti lo stesso linguaggio con la stessa capacità di farsi capire e di capire gli altri.
Nel passo del Vangelo di Giovanni lo Spirito Santo è descritto da Gesù attraverso tre azioni: rimarrà con voi per sempre, vi insegnerà ogni cosa, vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.
Quando ci sentiamo smarriti, quando ci aspettano decisioni difficili da prendere, quando serve costanza nella prova, usciamo dai nostri cenacoli, vinciamo le nostre paure.
Invochiamo e riscopriamo lo Spirito Santo, “lo sconosciuto della nostra fede”, come diceva Papa Francesco! Recupereremo fiducia e speranza per un futuro migliore. Santa domenica in famiglia.



