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Nel Vangelo di Giovanni Gesù è rivelato come l’Agnello che toglie il peccato del mondo: non un Messia vendicatore, ma il volto mite e misericordioso di un Dio che salva nel presente della storia

Gesù è il prediletto: la dichiarazione di paternità lo proclama Figlio di Dio fin dall’eternità.
Nel battesimo Gesù manifesta questa condizione, fa comprendere il suo rapporto con Dio: generato dall’eternità, immutabilmente Figlio prediletto del Padre.

Il Verbo che pone la tenda tra noi
La seconda domenica dopo Natale invita a una sosta contemplativa davanti al mistero dell’Incarnazione: la Parola eterna sceglie di abitare la nostra storia.
Dalla Sapienza che scende nel Siracide al Prologo di Giovanni, passando per Paolo, Dio si fa vicino all’uomo per renderlo figlio nel Figlio.

Il 2025 lascia in eredità l’ombra di un’epoca segnata dall’aggressività, dal cinismo del potere e da competizioni egoistiche che hanno ferito il tessuto umano. L’augurio per il nuovo anno è quello di ritrovare fiducia: innanzitutto in noi stessi, per costruire un futuro condiviso, capace di riscoprire la mitezza, la pace e la responsabilità verso gli altri.

In un tempo segnato da crisi culturali e fragilità relazionali, la Festa della Santa Famiglia invita a riscoprire il valore profondo della famiglia come luogo di responsabilità, amore e protezione. Attraverso la figura di Giuseppe, Maria e Gesù, la liturgia richiama ogni credente a vivere la famiglia come spazio di salvezza, di fiducia e di speranza, anche nelle difficoltà e nelle “notti” della storia. Un invito a lodare Dio per i doni ricevuti e a guardare con fiducia al nuovo anno.

La liturgia della Parola accompagna i credenti al cuore del mistero dell’Incarnazione, presentando Maria e Giuseppe come testimoni di una fede che nasce dall’ascolto, attraversa il dubbio e si compie nell’obbedienza. Il Sì silenzioso di Giuseppe diventa modello per accogliere un Dio che sorprende e chiede di fidarsi, aprendo orizzonti nuovi di salvezza.

Che cosa dobbiamo fare? Domanda rivolta al Battista e che anche noi ci poniamo. L’interrogativo coinvolge tutte le categorie sociali. Il Precursore raccomanda di rimanere nel proprio stato, pronti a donare, perfino la propria tunica, per riscaldare il corpo e colmare la solitudine interiore del fratello.

La scorsa settimana la professoressa Lucia Garifalos ci ha salutato, dopo averci accompagnato per l’intero ciclo triennale liturgico, guidandoci nella riflessione sulla liturgia della Parola domenicale.
Prendo il suo posto con l’auspicio di non far avvertire troppo l’assenza del suo stile letterario, sempre stimolante, e mantenendo vivo il suo invito finale a vivere il giorno festivo nella serenità e nel calore della famiglia.