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Se la vita a volte appare un deserto nel quale siamo condannati a vagare, allora la prima lettura si trasforma in un messaggio di speranza: il dono dell’acqua e della manna consente di affrontare i pericoli e avere la forza per entrare nella Terra Promessa

L’angoscia per un futuro incerto e un presente segnato da disagi, dolore e morte genera una paura costante, accentuata dall’assenza di una figura capace di rassicurarci e di guidarci verso la luce oltre il tunnel. Ci percepiamo fragili, quasi vasi di creta, costretti a contendere le briciole dell’esistenza con chi appare più forte.

Viviamo in anni di profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali. In un tempo segnato da instabilità, paure diffuse e ricerca di punti fermi, anche il panorama della classe dirigente spesso non offre esempi rassicuranti. Astuzia, arroganza, pretesa impunità e senso di superiorità sembrano talvolta prevalere sul servizio autentico al bene comune. Nella società dell’immagine, dominata da slogan e leadership effimere, cresce il successo di presunti “guru” ai quali si delega persino il compito di pensare.