La proposta arriva inaspettata… É Rosalia che mi invita a partecipare al “Cammino” da Bellosguardo al Sacro Monte di Novi Velia. Bartolo, mio marito, si rifiuta di venire!

Sono molto indecisa ma seriamente tentata di “tentare” un’impresa che mi riporterebbe ai tempi della mia fanciullezza…
Tergiverso molto; valuto ogni aspetto; mi immagino sulle strade che percorsi bambina con mio padre Giuseppe, mia madre Maria e mia sorella Antonella…
Bartolo mi incoraggia, mi rassicura e mi promette che mi raggiungerà la domenica in cima al “monte”…
Ed eccomi a Bellosguardo in partenza per il Sacro Monte di Novi Velia sul “Cammino di Comunità”.

Ci sono: Valentino e Pinuccia, genitori di Enrico che continuano ad esserci per tutti, Gerardo responsabile del gruppo durante il Cammino, Alberto da supporto al gruppo, Davide addetto alla logistica e cucina, Cristiano responsabile della cucina e stornellatore, Pietro con la sua poesia. È un “evento” che i bellosguardesi organizzano da una ventina d’anni… si tratta di percorrere poco meno di 60 Km che separano il santuario da Bellosguardo.
La memoria va ai miei genitori, Maria e Giuseppe, che ogni anno non perdevano l’occasione per ricondurre me e Antonella, mia sorella, in un luogo che è considerato sacro ma è anche un’evasione dalla “routine” quotidiana.
Preparo l’occorrente e nello zaino metto tutto il necessario…

È venerdì 25 luglio… con il termometro che segna una temperatura di oltre 40°, ci ritroviamo nella chiesa di Bellosguardo per la Santa Messa e la benedizione del parroco, don Michele.
È d’uso che le persone del paese… accompagnino il gruppo dei Pellegrini fino alle porte del Paese per augurare loro il “Buon Cammino”.
Siamo tanti, forse un centinaio le persone… poco più di una sessantina i pellegrini…
Il caldo e la salita mettono a dura prova i componenti del gruppo. Solo quando si arriva alla fontana, prendiamo fiato per una sosta rigenerante…

Ci fermiamo, ci laviamo, ci cambiamo, beviamo, chiacchieriamo, ci conosciamo, ci ricarichiamo e riprendiamo il Cammino…
Entriamo in paese in processione per intonare canti popolari dialettali tipici di chi fa pellegrinaggi.
Poi tutti in piazza a degustare la “Cena del Pellegrino”…
Riprendiamo il Cammino che è già notte… le torce a batteria sulla fronte ci fanno “strada”…
Ci arriviamo all’una di notte! C’è grande fermento per montare le tende…

Sono le due di notte quando, stanchi e spossati ma felici, ci stendiamo sui materassini…
Sono le 5 del mattino di sabato 26 luglio… comincia ad albeggiare e qualcuno dice “sveglia”.
Ma la colazione del mattino ha davvero l’oro in bocca… ci danno la spinta per questa nuova giornata.

Il sole fa il suo “dovere” di renderci la salita più dura… ma quando arriviamo a vedere il Mare della Costa Cilentana, il paesaggio… ci ripaga della fatica.
Anche la nostra meta fa capolino sulla nostra sinistra… un viatico per “cacciare” indietro la stanchezza.
Il menù prevede pasta semi fredda al pesto… e tanto amore.
I “reduci”… si avviano verso Cannalonga, ultimo borgo prima di Novi. Purtroppo, un perentorio acquazzone ci investe e “inzuppa” per bene.
Il campo viene montato nel chiostro del Convento… dove trascorreremo una notte tranquilla.
La serata continua… all’insegna del rilassamento del buonumore…
È domenica 27 luglio… pronti per affrontare l’ultimo tratto del nostro Cammino verso il monte Gelbison…
Il sentiero, che io ho fatto già tante volte, è fantastico anche se è tutto in salita.
Il bosco è avvolto dalla nebbia; sembra di essere trasportati in una bolla…
Tra una chiacchiera, un selfie e molte risate… eccoci giunti alla “Pietra della Madonna”.
Ognuno di noi vi “deposita” le sue preghiere… speranze positive per sé e i propri cari!
Alla “Croce” l’intero gruppo si ricompone…
In chiesa la messa è tutta per la comunità di Bellosguardo…
Poi, tutti alla Casa del Pellegrino… dove il solito gruppo di giovani cuochi sta già preparando il pranzo della domenica.
Si allestisce un tavolo, si predispongono le sedie, si scattano foto, si fanno i “conti” dell’esperienza…
Sono le 17:00 quando la “brigata” è richiamata in chiesa per l’ultimo saluto alla Madonna.
Dopo l’ultima invocazione… si scende verso Novi…
Sono contenta di aver deciso di andare… verso un’esperienza che potevo solo immaginare e che nella realtà è più bella che nella fantasia!
Per questo dico grazie alla comunità di Bellosguardo che mi ha fatto sentire una di loro.
Un ultimo pensiero lo rivolgo alle mie due compagne di viaggio, Rosalia e Angela…
Insieme, posso dire, che ce la siamo goduta questa esperienza fuori dagli schemi!
Pertanto, a loro dico … arrivederci sulle strade del mondo e del “Monte”.




1 commento
Il popolo della Valle del Calore è stato sempre molto devoto ala Madonna del Sacro monte forse perché il località “Maruzza” in agro di Felitto c’è il Santuario della Madonna Nera (in base a una credenza popolare sorella della Madonna del Sacro monte).
Mia madre che è cresciuta in località “Fiume jano” in agro di Cannalonga, a monte della diga del Carmine, a circa 800/900 metri s/lm, mi raccontava che aspettavano con grande entusiasmo il paesaggio della compagnia ‘re lo Casiello”, così la chiamava.
Passavano quasi all’imbrunire e si fermavano la sera nella chiesa di Cannalonga, per ripartire all’alba del giorno dopo.
Bellissimi ricordi.