La silloge intitolata “Francesco” (Poesie e frammenti con commenti a fronte), di Emilio La Greca Romano si presenta come un ambizioso e complesso poema corale, un tributo poetico e spirituale alla figura del poverello d’Assisi, ma anche un’esplorazione profonda dei valori, delle virtù e delle contraddizioni che egli incarna. Attraverso una tessitura di immagini, simboli e riflessioni, l’autore ci guida in un viaggio che travalica i confini del tempo e dello spazio, mostrando la rilevanza eterna di Francesco d’Assisi come modello di povertà, umiltà e amore universale. Il testo si configura come un mosaico di strofe che si intrecciano in un crescendo di intensità, dove il senso religioso si fonde con un lirismo esistenziale, rendendo la figura del santo non solo un punto di riferimento storico, ma anche un simbolo di rinascita spirituale e di radicale dedizione all’umanità. La poesia si apre con un’immagine suggestiva dell’ascetica rosata di Assisi, un paesaggio che fonde elementi naturali e spirituali – la roccia, la valle, il profumo di rosa – creando un’atmosfera di sacralità e di eterno ritorno al cuore della povertà e della luce francescana. Emilio La Greca Romano si adopera, con una lingua densa e ricca di metafore, a dipingere Francesco come un essere che trascende le contraddizioni tra mondanità e spiritualità, tra povertà e ricchezza di amore. La sua figura diventa un simbolo universale di fraternità e di ricerca di verità, in cui ogni gesto, ogni parola, assume una valenza liturgica, un ponte tra l’umano e il divino. La poesia si sofferma sui momenti chiave della vita di Francesco: dalla sua nascita e giovinezza tumultuosa, alla vocazione radicale, fino alla sua morte nuda e devota, sottolineando il suo essere “nudo, nuovo Adamo” e “umile scalzo santo servo folle”, figure che incarnano la semplicità e l’estasi del vero essere. Nel secondo movimento, si evidenzia il profondo legame tra Francesco e la natura, tra il suo essere “più italiano dei santi” e il suo ruolo di pioniere dell’umanesimo spirituale. La sua figura si staglia come un “paesaggio di luce”, un pittore che trasforma il colore della tela della Chiesa e del creato, restituendo una visione di rinascita attraverso l’arte dell’umiltà e della carità. La poesia si dilata in un’ode alla sua capacità di elevare l’umano, di trasformare il piombo dell’esistenza in oro di luce, di infondere speranza nei cuori oppressi e di incarnare l’ideale di pace e di perdono. Il testo si arricchisce di riflessioni sulla sua vocazione di povero e sulla sua missione di carità, evidenziando la sua capacità di scendere negli abissi della sofferenza umana, di abbracciare i lebbrosi, di uscire dal mondo per ritrovarsi nel silenzio e nella preghiera, in un continuo dialogo con il divino. La sua figura emerge come un “nudo, nuovo Adamo”, un essere che si spoglia di ogni vanto terreno per vestirsi di purezza e di amore incondizionato. La sua povertà diventa così un atto di rivolta contro l’idolatria delle ricchezze e del potere, una scelta di vita che si fa esempio e insegnamento universale. Alcuni componimenti dell’Autore si presentano come una preghiera‑filosofica che intreccia il lessico della teologia francescana con termini di logica e metafisica, creando un “assioma” poetico in cui la semplicità diventa la chiave di un sapere più alto, una meditazione che trasforma la povertà francescana in un principio logico‑ontologico. L’umiltà, la semplicità e la modestia non sono solo virtù morali, ma strutture fondamentali che rendono possibile la conoscenza del sacro e la partecipazione a una realtà più ampia, dove “la luce che avvolge” è sia metafora che verità ultima. Altri componimenti poetici di La Greca Romano, invece, si rivelano preghiera laica intessuta di parole‑chiave che risuonano come un canto di chiesa antica.
“Francesco”, nuovo libro di Emilio La Greca Romano
La pubblicazione, in fase di stampa, è tutta ispirata a San Francesco d’Assisi. Il libro potrà essere ordinato anche nelle principali librerie online: mondadoristore, amazon, ibs, feltrinelli, libreriauniversitaria ecc. Alcuni componimenti dell’Autore si presentano come una preghiera‑filosofica che intreccia il lessico della teologia francescana con termini di logica e metafisica, creando un “assioma” poetico in cui la semplicità diventa la chiave di un sapere più alto, una meditazione che trasforma la povertà francescana in un principio logico‑ontologico; altri, invece, si rivelano preghiera laica intessuta di parole‑chiave che risuonano come un canto di chiesa antica.
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