Il giornalista Antonio Corbisiero, che per il “Mattino” ha firmato l’apprezzata rubrica “Salernitani con la valigia” riscuotendo un grande successo di lettori e che collabora con la rubrica “La Restanza”, ispirandosi all’omonimo libro dell’antropologo Vito Teti, è autore del giallo “Il mistero di Pamela Reynolds”, che indaga su un caso di cronaca nera avvenuto a Capri negli anni ’30.
Attraverso un’attenta analisi dei documenti dell’epoca e dei diari della poetessa di Birmingham che a vent’anni morì ad Anacapri, Corbisiero ripercorre la tragica vicenda rimasta irrisolta: un giallo che avvolge la poetessa inglese che a soli 20 anni precipita da una rupe di Capri.
Il volume indaga la tragica vicenda di Pamela Reynolds, poetessa famosa in tutta Europa per la bellezza dei suoi splendidi versi. Il libro presenta la rilevazione dell’analisi calligrafica, illustrata da esperti, della grafia della giovane poetessa di ricca famiglia e dalle amicizie intellettuali, come testimoniano le numerose epistole indirizzate a grandi personaggi del tempo come Edwin Cerio.
Il volume ha l’introduzione di Patrizia Rinaldi, che così scrive: “Nel riuscito pamphlet ‘Il mistero di Pamela Reynolds’, Antonio Corbisiero non solo ricostruisce eventi storiche e dinamiche private, ma mette in evidenza i temi della poetica di Pamela, la sua modernità forsennata, il suo anticipare travagli tipici della cultura mitteleuropea”.
Nella postfazione Francesco D’Episcopo evidenzia: ” Molte sono le domande che questo saggio solleva su Pamela, sepolta nel cimitero acattolico di Capri, dove riposano personaggi, quali Norman Douglas, Thomas Spencer. Colpisce, poi, emotivamente, che la figlia di un’isolana, pittrice, che aiutò i Reynolds nelle faccende domestiche, abbia dato a sua figlia il nome Pamela, il cui “caso” a Capri, come per altri luoghi celebri, tutto sommato, meta turistica d’estate, ma paese d’inverno, viene ancora ricordato ma non riesumato. Lo ha fatto questo giornalista editore, curioso certamente ma soprattutto amoroso nei confronti di una donna, di una poetessa, di non trascurabile personalità e talento, che merita certamente, come detto d’inizio, una maggiore attenzione e un più analitico trattamento umano e culturale”.
Il lavoro di Antonio Corbisiero ha suscitato un vivo interesse nella critica: ne hanno scritto, tra gli altri, Massimo Novelli del “Mattino”, Jessica Chia del “Corriere della Sera” e Massimo Onofri di “Avvenire”.
L’opera del giornalista Corbisiero riflette sulla tragica e ancora oscura morte di una promettente poetessa inglese trasferitasi a Capri nel 1920. Il saggio approfondisce l’intera esistenza di Pamela, che il 27 maggio 1935 precipitò da una rupe nel mare di Capri. Archiviato inizialmente come suicidio, Corbisiero suggerisce l’ipotesi di un insabbiamento del caso.
Il mistero avvolge la morte di Pamela Reynold, e Antonio Corbisiero ci invita a riflettere sulle diverse ipotesi per addentrarsi nelle ombre di un mistero che resta ancora fitto.



