Nel mondo del running, dove spesso numeri, iscrizioni e classifiche sembrano prevalere, c’è ancora spazio per uno sport autentico, fatto di valori, esempio e partecipazione.

«È una cosa che non si è mai vista», racconta Gianpiero Amato, tornato a organizzare la Corsa del Mare a Santa Maria di Castellabate.
«Io corro da una quindicina d’anni, ma introdurre categorie che corrono gratis è stata una scelta precisa, voluta personalmente.»
Una decisione controcorrente, che nasce da un’idea chiara: lo sport deve includere, non escludere.
Giovani da incentivare, non da scoraggiare
Il primo pensiero va ai più giovani.
«Un ragazzo di 17-18 anni deve essere invogliato a fare una gara.»
In un’età in cui si costruiscono passioni e abitudini, abbattere le barriere economiche significa offrire una possibilità concreta di avvicinarsi allo sport.
«Farli correre gratis può sembrare una sciocchezza… ma è un segnale.»
Un segnale forte, che parla di fiducia nel futuro.

Over 70: l’esempio che vale più di mille parole
Accanto ai giovani, c’è un’altra categoria che merita attenzione: gli over 70.
«Una persona che ha compiuto 70 anni e continua a correre è un esempio. Deve correre gratis.»
Non è solo una scelta organizzativa, ma una vera presa di posizione culturale.
Chi continua a correre a quell’età rappresenta la continuità, la determinazione, la vita attiva.
«Sono esempi da seguire. Più ce ne sono alle gare, meglio è.»

Una scelta controcorrente
In un sistema dove spesso ogni partecipazione ha un costo, questa scelta rompe gli schemi.
«Far pagare queste categorie significa, secondo me, lucrarci sopra al 1000%.»
Parole forti, che chiariscono una visione precisa: lo sport non deve diventare solo mercato, ma restare passione.
La sostanza prima della visibilità
Questa iniziativa non è stata enfatizzata.
«L’abbiamo fatta un po’ in sordina, senza amplificarla.»
Eppure, proprio in questo sta la sua forza.
«A noi interessa la sostanza, non la visibilità.»
Un modo di fare che richiama quello che lui stesso definisce “sport romantico”.
Correre diventa esperienza
E poi c’è il percorso.
Un tracciato unico, che ti porta a sfiorare il mare, a respirare il profumo della salsedine, a entrare e uscire dal centro abitato, a attraversare il parco delle rose di Villa Matarazzo, fino a sentire la sabbia sotto le scarpe.
In quel momento, la gara smette di essere solo competizione.
Diventa esperienza.
Diventa memoria.
Diventa qualcosa da portare con sé.
Una promessa di sport vero
Grazie Gianpiero, con l’augurio di rivederti presto su una linea di partenza.
Magari per correre insieme i primi 500 metri, e poi vederti andare via per la tua strada… con la certezza di ritrovarci ancora, in un’altra gara, in un altro tratto di strada, dentro lo stesso spirito autentico dello sport.



