Uno spettacolo della natura a 1707 metri s.l.m.

Monte Gelbison: il gigante del Cilento

Il percorso, della durata di circa due ore, è molto panoramico, ben disegnato e sale in maniera costante senza affaticare il camminatore.

Cultura
Cilento mercoledì 15 novembre 2017
di Veronica Gatta
Il Monte Gelbison innevato
Il Monte Gelbison innevato © Giuseppe Palladino

Nel cuore del Cilento, alle spalle di Vallo della Lucania, si erge il Monte Gelbison (più comunemente conosciuto come “Monte Sacro” o “Monte di Novi Velia” perché frazione di questo Comune). È un grande cono verdeggiante che, in virtù dei suoi 1707 metri di altezza sul livello del mare, rappresenta la vetta più alta del gruppo dei monti del Cilento. È senza alcun dubbio il più spettacolare punto di osservazione su tutto il territorio del nostro Parco Nazionale a 360°, dalla costiera, alle valli, alle quote più elevate: dal mare di Ascea, l’area archeologica di Velia, Capo Palinuro, fino alla valle di Rofrano e il monte Cervati con i suoi 1898 metri.

Il nome del monte è di etimologia saracena, “Gebil-el-Son” – la “Montagna dell’Idolo”, perché questa montagna era considerata sacra già prima che i Monaci Basiliani, nel X sec., fondassero il santuario sulla vetta. La sacralità dei luoghi si avverte già all’imbocco del sentiero dove, tra la folta e suggestiva vegetazione, il torrente Torna scorre saltellando qua e là tra i massi di arenarie formando una successione di pozze e piccole cascate.

Lungo il percorso che da Novi Velia porta alla vetta del Gelbison, la vegetazione muta piuttosto rapidamente e i castagni cedono il passo ad abeti di diverse specie. Serpeggiando nel folto del bosco, il sentiero si fa sempre più stretto e aumenta anche la pendenza, finché ricompare l'ontano e cominciano ad aprirsi radure pittoresche in cui prevalgono gli arbusti del sottobosco. Fra questi spiccano splendidi esemplari di corbezzolo. Si giunge così al pianoro in cui sgorga la sorgente di Fiumefreddo (1060 metri) dove un'acqua sempre limpida e fresca zampilla vicino ad un'effigie della Madonna. Lo spiazzo naturale rappresenta anche il luogo ideale per una sosta utile a rifocillarsi. L'ultimo tratto del percorso lastricato è piuttosto ripido e attraversa la vasta faggeta che circonda la cima del Monte Gelbison.

Il percorso, della durata di circa due ore, è molto panoramico, ben disegnato e sale in maniera costante senza affaticare il camminatore.

Da alcuni belvedere situati lungo il tragitto è possibile ammirare il sito dell’antica Elea-Velia, e Capo Palinuro. Dopo circa 3 km il sentiero finisce sulla strada asfaltata in una curva. Si prosegue a sinistra in salita, e dopo circa 1 km si giunge ai piedi dell’area del Santuario della Madonna del Sacro Monte. L’ultimo tratto del percorso lastricato è piuttosto ripido e attraversa la vasta faggeta che circonda la cima del Monte Gelbison.

Giunti qui, si nota un grande ammasso di pietre votive, disposte a cono, sovrastate da una croce.

Si prosegue sempre in salita fino alla piazza antistante la Chiesa principale. Da qui la splendida vista panoramica ripaga della faticosa scalata.

Inoltre, un enorme croce di ferro, domina la cima del monte, ed è visibile da tutto il Cilento quando è illuminata.

Leggi alcune Curiosità e leggende sul Monte Gelbison in questo articolo.


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