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Scritto da lucio capo
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Venerdì 27 Gennaio 2012 15:41 |
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FRANCESCA PAZZANESE Ora il cagnolino “salvato”sta bene con la famiglia Rossomando, di Roccadaspide, che l’ha adottato. Ma Lucky, “Fortunato” per l’appunto, abbandonato da padroni senza cuore nella gravina in località Carpine, ha rischiato davvero la vita. Ed il suo salvataggio, è avvenuto il 17 dicembre scorso, verso le 16.30, grazie ai vigili del fuoco di Eboli, allertati dai vigili di Roccadaspide, a loro volta, attivati dalla segnalazione di un passante. Il cucciolo, di una ventina di giorni, era chiuso in un sacchetto di nylon, e verosimilmente la sera prima era stato gettato nella gravina. La fortuna ha voluto che la vegetazione avesse trattenuto il sacchetto senza farlo scivolare in profondità. «La nottata era stata fredda, ma la forza di vivere di Lucky è stata grandissima, esordisce Gianluca Cammarano, giovane rocchese amico degli animali. Figurati che il cucciolo, per alcuni giorni ha defecato pezzi di sacchetto, che avrà rosicchiato per liberarsi. Io l'ho tenuto per tre giorni, giusto il tempo che la famiglia adottiva si organizzasse. Ti confesso che ci sono andato poche volte, altrimenti non glielo avrei più ceduto». E Gianluca conclude con una speranza legata a chi, come lui, aiuta ed ama gli animali, soprattutto quelli sfortunati, in maniera totale. «C'è tanta gente che fa davvero molto per loro in assoluto anonimato e solitudine. C'è una signora di Capaccio, ad esempio, che a casa sua ha 30 cani. A volte, un evento come quello del cagnolino salvato, ci dà speranza, in un momento in cui si consente di sparare ai gatti (Svizzera) o si sterminano cani per un europeo di calcio (Polonia/Ucraina). E, se nel futuro avrai la possibilità di trattare ancora dei nostri amici, conta pure su di me». Non è superfluo, purtroppo, ribadire che attualmente abbandonare un animale è un reato gravissimo. E, su questo tema è intervenuta la legge 189 del 2004, che vede negli animali dei veri e propri soggetti da tutelare. Con questa normativa sono stati ,quindi, inseriti nel codice penale degli articoli che considerano i comportamenti, penalmente rilevanti, tenuti verso gli animali. Tra questi, vi è l'art. 727, che prevede che chiunque abbandoni animali domestici è punito con l'arresto fino a un anno o con l'ammenda da1.000 a10.000 euro. Stessa pena anche per chi detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura o che producano gravi sofferenze. In tali casi può intervenire qualunque organo di polizia giudiziaria. Il cittadino, o l'associazione, che assistono o hanno notizia di uno di questi reati possono presentare una denuncia-querela presso un qualunque organo di polizia giudiziaria o alla Procura della Repubblica presso il Tribunale del luogo in cui è avvenuto il fatto. Ma, ora, Lucky, per fortuna dorme sonni tranquilli…
Francesca Pazzanese
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DERBY DELLA SOLIDARIETA’ TRA PUNTOTEL SALA CONSILINA E BIANCOFORNO SANTA CROCE IN CAMPO PER PROMUOVE |
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Scritto da Antonella Citro
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Venerdì 27 Gennaio 2012 15:36 |
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La seconda giornata di ritorno del campionato di volley femminile di serie A2 si caratterizza, fra l’altro, per il “derby della solidarietà” che si giocherà domenica, 29 gennaio, presso il PalaPozzillo di Sala Consilina. A partire dalle ore 18,00, le padrone di casa della Puntotel si confronteranno con il Biancoforno Santa Croce. Le due squadre, da inizio anno, sono le portabandiera nazionali della Fratres, associazione di volontariato impegnata nella promozione della cultura della donazione di sangue. La Puntotel ed il Biancoforno, sulle proprie magliette, hanno, infatti, impresso il logo della Fratres. Non solo sport, dunque, sul parquet salese domenica prossima, ma anche promozione della cultura della donazione. Sul campo, fra l’altro, campeggerà la frase: “ Dona il tuo sangue e doni la vita”. Un messaggio significativo che i due roster vogliono inviare ai tifosi del volley femminile, e non solo, per continuare a portare avanti la loro “missione” di volontariato socio-culturale. Sugli spalti, inoltre, sarà distribuita una significativa lettera-messaggio di Luigi Cardini, presidente nazionale della Fratres. “Essere portabandiera della Fratres ci onora tantissimo, dichiara Benedetto Mazzariello, nella sua doppia veste di dirigente della Puntotel e di referente zonale dell’associazione Fratres. Domenica sul parquet salese si vivrà una grande giornata di sport all’insegna della solidarietà. Donare il proprio sangue è un atto di amore verso il prossimo””. Dal punto di vista squisitamente sportivo, invece, la gara con il Biancoforno per la Puntotel si presenta davvero difficile. Le cicognine dovranno confrontarsi con una compagine accreditata a centrare l’obiettivo play off. Il Biancoforno, inoltre, sta attraversando un ottimo momento di forma. La squadra toscana, non a caso, in settimana si è qualificata per disputare, il 3 e 4 marzo prossimi a Giaveno, la Final Four della 15 ^ Coppa Italia. Insomma, capitan Ronconi e compagne dovranno superarsi per avere la meglio su di un roster che vanta tra le proprie fila elementi del calibro della palleggiatrice Giorgia Tartulli , dell’opposto Natalia Brussa e della schiacciatrice Valeria Rosso. Malgrado tutto ciò, le ragazze della Puntotel sono pronte a giocarsi il match sino all’ultima palla. Tutti indistintamente, staff tecnico e roster, hanno voglia di riscattarsi e di smuovere la classifica.
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LIUCCIO. CAPACCIO/PAESTUM: PENSARE GRECO AGIRE ROMANO PER INVESTIRE IN CULTURA |
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Scritto da lucio capo
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Mercoledì 25 Gennaio 2012 22:32 |
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Un pò dappertutto, nel territorio provinciale, ci sono monumenti e pagine di storia che ci richiamano alla memoria i nostri Padri Greci e Romani, che hanno lasciato tracce del loro passaggio. Una delle località più emblematiche di questa ossificazione della storia passata, che spesso si riattualizza e diventa vademecum di vita anche per il presente, è fuori dubbio Paestum.
La città dissepolta della Magna Grecia, punto di approdo e snodo delle rotte del Mediterraneo, che influenzarono cultura, economia e costumi dei territori di mare, sempre, e di quelli dell'interno, qualche volta, è alle prese con una campagna elettorale per rinnovare l'amministrazione comunale nella prossima primavera. L'esito influenzerà lo sviluppo di Capaccio/Paestum, ma anche di buona parte dei comuni delle colline, che hanno come loro punto di riferimento la vasta e ricca pianura del Sele.Il dibattito investe anche la valorizzazione della cultura e della memoria storica, come è giusto che sia, nella consapevolezza abbastanza diffusa che il Turismo Culturale può dare una svolta radicale all'offerta di qualità sui mercati nazionali ed internazionali
Ne ho scritto e parlato a lungo per amore di cultura, innanzitutto, ma anche per orgoglio di identità e di appartenenza, giacchè è la terra che mi ha dato i natali e, nel mio vagabondaggio inquieto ed irrequieto per l'Italia e per il mondo, l'ho sempre considerata la mia Itaca, il mio porto/quiete a recupero di ricordi personali e di memorie collettive.
Anche per questo mi piacerebbe che i miei conterranei, in una prova importante che influenzerà il loro futuro, pensassero GRECO ed agissero ROMANO,riscoprendo parte di vocabolario e prassi quotidiana dei Nostri Antenati.
I Greci usavano la parola UBRIS per sottolineare la tracotanza, caricandola, però, di un significato più profondo, quasi sacro, per esprimere una sorta di oltraggio agli dei, per cieco e bieco atto di superbia.
Come contrappeso ricorrevano al termine SOFROSUNE per sottolineare saggezza ponderata a ristabilire l'equilibrio. C'era, poi, un terzo termine, ATARASSIA (imperturbabilità) coniato dai filosofi per indicare serenità d'animo di fronte agli eventi, ma che, nell'uso della quotidianità, ebbe una accezione meno nobile, per sottolineare indifferenza o, più volgarmente, menefreghismo
Mi dispiace registrare che oggi a Paestum c'è traccia tangibile di "ubris", là dove occorrerebbe una buona dose di "sofrosune". Volteggiano per il territorio schegge impazzite di "ubris" in molti dei candidati. C'è tracotanza ed arroganza nella manifesta volonta di reiterare esperienze amministrative decisamente fallimentari che si giustificano solo per insaziabile sete di potere. o per sciocca ripicca.
Non cìè ancora traccia di robusta "sofrosune" da parte di quasi tutti, alcuni dei quali ne dovrebbero avere da vendere per intelligenza e cultura. Sullo sfondo l' "atarassia" di intellettuali, imprenditori, vasta società civile, che assistono "indifferenti", o quas, alla casa che brucia senza lanciare l'SOS dei soccorsi e limitare i danni. Stanno a guardare; non scendono in campo, hanno paura di "sporcarsi" con la politica, ma al momento opportuno masticano amaro e non risparmiano giudizi taglienti e condanne sommarie per quanti , presi dal sacro fuore dell'impegno civile, annunziano la decisione di scendere in campo: Lo fanno, però, nei cnciliaboli privati, nelle chiacchiere da carbonari, ma quasi mai alla luce del sole, assumendosì paternità di giudizi e proponendo alternative credibili.Per loro potrei tirar fuori almeno altri tre termini del vocabolario greco: "apatia", "abulia", "afasia".in cui l'alfa privativa sta ad indicare che manca loro il "pathos" interiore che metta "thumos", sangue ed entusiasmo a cuore, anima e pensieri e trasformi l'abulia in volontà attiva e propositiva e trasformi l'afasia in voce alta e forte a proclamare l'impegno convinto che trasforma ogni uomo in "cittadino" consapevole della partecipazione per far crescere e progredire la propria collettività
E vengo, così, alla necessità doverosa e all' "ETICA DELLA RESPONSABILITA" che dovrebbero contagiare i miei conterranei sulla scia dell'esempio dei Padri Romani e Lucani, questa volta. che erano uomini del fare. delle decisioni rapide e dell'attività feconda, che dava risultati concreti, della "prassi" insomma. Però ricordo anche che il termine "candidato" viene proprio dalla lingua latina e sta ad indicare che i romani pretesero che quelli che aspiravano alle cariche pubbliche elettive si presentassero ai "comitia" del "forum" con la tunica rigidamente bianca, immacolata, a testimoniare la loro pulizia ed il loro candore morale, condizione indipensabile per ottenere la fiducia attraverso l'espressione del voto, e, dare,naturalmente inequivocabile prova di competenza, professionalità ed 'affidabilità Domanda conclusiva: esiste in una città di oltre 22,000 abitanti una squadra di 16/20 uomini in grado di dare garanzia di avere queste qualità, capaci, cioè, di "PENSARE GRECO ed AGIRE ROMANO con competenza, professionalità, affidabilità e naturalmente, onestà a correttezza di comportamento, mettendo da parte, per una volta tanto,i retropensieri di approvare il PUC con occhio attento all'inserimento di proprietà proprie o di familiari ed amici, e lasciandosi guidare dalla stessa polare della CULTURA, che contrariamente ad una sciocca convinzione diffusa, è da considerarsi attività produttiva in grado di produrre ricchezza ed occupazione e fare,quindi, dell'impegno "INVESTIRE IN CULTURA" la bandiera/logo della propria campagna elettorale?
Me lo auguro di tutto cuore e lo auguro alla mia terra. Buon lavoro!
Giuseppe Liuccio
g.liuccio@alice. it
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L’ARCO DI ULISSE di Oscar NicodemoAutenticità, altrimenti addio Cilento! |
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Scritto da lucio capo
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Mercoledì 25 Gennaio 2012 22:31 |
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L’ARCO DI ULISSEdi Oscar NicodemoAutenticità, altrimenti addio Cilento!
All’occhio dell’esteta il territorio al di là del Sele, proseguendo verso sud, ha confini ideali che vanno ben oltre la regione di appartenenza. Ci si trova infatti in un’area dove, nell’antichità, storia, filosofia e architettura hanno trovato un ideale asilo. Pare ovvio abbastanza che se politicamente sottoposta al famigerato “sistema Campania”, questa rischia di trasformarsi in una zona franca da piegare alla logica miserabile di appetibili speculazioni, in grado di trasformarne la morfologia, deturpandone l’identità ancestrale e l’anima in essa contenuta.Fatta eccezione per la fascia costiera, il resto del Cilento, dunque, sarebbe da considerarsi una terra economicamente depressa, considerata la scarsa incidenza delle attività lavorative nel creare benessere.Da un’analisi sommaria, alla portata di tutti, emerge un dato preoccupante che dovrebbe far riflettere anche il più inguaribile ottimista in fatto di previsioni inerenti agli introiti di mercato, sia esso turistico che agricolo. Per meglio dire, il Cilento, in particolare quello interno, rischia di essere tra vent’anni una riserva di poveri. La classe impiegatizia, da sola, non potrà garantirne un’economia in salute, e un ritardo dello svecchiamento della popolazione potrebbe addirittura decretarne un disastroso prospetto anagrafico, facendo prefigurare paesi fantasma e intere zone deserte. Orbene, tutto questo, conserva in sé un’enorme anomalia, che non è affatto giustificabile con gli effetti della crisi permanente di ordine nazionale ed europeo. Se è vero che la prima industria al mondo sia quella del turismo culturale, va da sé che nella maniera di amministrare il territorio e di sovrintenderne le attività relative alle vacanze vi è qualcosa di profondamente sbagliato.Il Cilento, nella sua interezza, con i suoi distinti luoghi di attrazione, dalla natura più variegata alla storia più sorprendente, costituisce una meta di grande impatto emotivo. Potenzialmente, l’economia turistica cilentana, perde ogni anno oltre il 50% del suo badget d’affari. Ogni imprenditore del settore conosce perfettamente quanto la propria azienda guadagni, ma ignora la consistenza del suo mancato incasso! Il mondo va verso un appiattimento totale, e spingere l’esperienza turistica verso una tendenza di massa, stancante e ripetitiva, è un errore che il Cilento, oggi, non può permettersi di compiere.Una proposta semplice per iniziare un percorso che richiami il turismo internazionale nel Cilento? Eccone una per linee generali: sobrietà e creatività al servizio della storia e dell’autenticità del territorio. (oscar nicodemo)
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LA RAPINA DI AGROPOLI. Notti criminali. Escalation di violenza |
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Scritto da lucio capo
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Mercoledì 25 Gennaio 2012 22:28 |
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Alfieri affronta il tema (politico) ordine e sicurezzaVetrine infrante, una mazza di ferro e qualche bossolo rimasto a terra. Questo è quel che resta dell’episodio di lunedì sera. Un episodio singolare che rompe la consueta tranquillità serale dell’isola pedonale di Agropoli. Ore 20.00, i negozi ancora non hanno abbassato le saracinesche, ai tavolini dei bar c’è chi beve un caffè, chi un aperitivo; c’è anche chi chiacchiera e passeggia, c’è chi si ritira a casa. Un vetro infranto con violenza e la quiete in pochi secondi si trasforma in caos. Tra le urla e la dispersione venutasi a creare (decine di persone che popolavano la piazza), in due, con guanti e passamontagna, assaltano la vetrina principale della nota gioielleria Rizzo, danneggiano la vetrina antisfondamento e afferrano con astuzia costosi Rolex e altri oggetti di valore, mentre un terzo malvivente armato di pistola alla vista dei Carabinieri, a una trentina di metri di distanza per ordinari controlli, inizia a sparare per scoraggiare l’intervento dei militari. Bottino alla mano (migliaia di euro di refurtiva) i tre si dileguano a bordo di uno scooter mentre i Carabinieri tentano l’inseguimento con scarsi risultati. Sei i colpi esplosi, due quelli vaganti ad altezza uomo nell’isola pedonale e quattro, nel vicolo adiacente alla gioielleria, per coprire la fuga. Nonostante il caso abbia voluto che i proiettili siano andati a finire nel palazzo di fronte la gioielleria, uno in una vetrina di un negozio di abbigliamento e un altro nel balcone di uno studio dentistico (fortunatamente chiuso in quel momento), s’è corso il rischio che durante la sparatoria qualcuno venisse compito. Negli istanti immediatamente successivi alla rapina, tra il panico dei presenti e lo sconcerto del titolare della gioielleria e del suo collaboratore, in quel momento insieme a due clienti, la zona è stata circondata dai Carabinieri chiamati a intervenire e dai passati forse più increduli che incuriositi dall’accaduto. Un atto di criminalità, che scuote gli animi della “tranquilla” Agropoli. Analizzare le registrazioni delle videocamere di sorveglianza, raccolti da terra i colpi esplosi e la mazza con la quale è stata danneggiata la vetrina, aiuterà il cap. Raffaele Annicchiarico e la Compagnia dai lui diretta nelle indagini e nella caccia ai tre malviventi. Intanto anche le istituzioni prendono provvedimenti. All’indomani dell’accaduto il sindaco Franco Alfieri ha deciso di convocare urgentemente un tavolo di coordinamento per l’ordine e la sicurezza con tutte le forze dell’ordine locali. «Dopo tale fatto – dice il sindaco Franco Alfieri – che non ha avuto risvolti drammatici solo per un caso fortuito, si impone una seria riflessione sull’innalzamento delle misure di sicurezza in città. Per questo motivo saranno convocate le forze dell’ordine locali per dare vita ad una task force per individuare, con urgenza, le criticità e trovare soluzioni immediate. Agropoli, seppure resti una città tranquilla, non è immune da atti penalmente rilevanti ed è compito delle istituzioni e dei rappresentanti delle forze dell’ordine dare risposte precise e tempestive». Ciò nonostante, il tema sicurezza è oggetto di dibattito politico e c’è già chi lancia l’allarme criminalità, c’è chi vorrebbe puntare il dito contro l'amministrazione comunale. Purtroppo l’incremento degli episodi di violenza che negli ultimi mesi hanno caratterizzato la cronaca agropolese (furti nelle abitazioni, scippi, l’omicidio della prostituta) non può non far aprire gli occhi su una realtà che non è più quella di un piccolo paese di provincia ma sempre più grande, sempre più “cittadina”, con tutti i pro e i contro. Serena Sgroi
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Piano Rifiuti, dimissioni dell’assessore provinciale Antonio Fasolino |
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Scritto da lucio capo
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Lunedì 23 Gennaio 2012 13:36 |
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“Come preannunciato non potrà essere il sottoscritto ad aiutare misure “arcaiche” ed illogiche per il nostro territorio”. Così l’assessore provinciale Antonio Fasolino motiva le sue dimissioni in seguito all’approvazione del Piano rifiuti della Regione Campania.
“L’approvazione del Piano Romano in Consiglio Regionale – precisa l’assessore Fasolino - e l’assenza degli emendamenti concordati, fanno sì che lo strumento di pianificazione giungesse in Europa privo della spinta innovatrice proposta e voluta dai cittadini, dalle associazioni e dalle istituzioni presenti sul territorio della Provincia di Salerno”.
“Il piano ha resettato in un sol colpo tutto il lavoro svolto e l’individuazione di soluzioni condivise per ambiti – conclude - purtuttavia auspico che l’Unione Europea dia il proprio assenso al Piano, il primo dopo oltre venti anni, e chi come me non lo condivide per gli aspetti legati al proprio territorio, fa bene a mettersi da parte”.
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E' in atto una vera e propria rivoluzione all'interno del mondo della gestione del ciclo dei rifiuti della Regione Campania, perchè il Piano, così come è stato redatto dall'assessore all'ambiente Giovanni Romano, non piace a nessuno, a cominciare dagli amministratori locali di tutta la provincia di Salerno, tanto che l'assessore provinciale ANTONIO FASOLINO, nel corso della giornata, proprio in segno di protesta nei confronti delle politiche regionali, potrebbe anche rassegnare le proprie dimissioni nelle mani del Presidente della Provincia Edmondo Cirielli.
Il punto cruciale del dissenso sta tutto nel fatto che il piano, redatto a Napoli, non prende in considerazione il lavoro già svolto in provincia di salerno, con il programma per l'apertura delle nuove discariche provinciali, già avviato, ed in parte anche concordato con le popolazioni locali, come per il caso di Vallo della Lucania e del Polo Ecologico.Intanto, a Battipaglia, nel corso di una affollata assemblea generale, tra cittadini, associazioni, comitati antidiscarica ed amministratori, è stato ribadito il NO alla ipotesi di SERRONI, località del centro della Piana del Sele, come possibile sede di una nuova discarica sub provinciale. Dopo il corteo dei giorni scorsi, ancora una volta la gente di Battipaglia esprime un parere contrario alla ipotesi del commissario VARDE'.Ed intanto lo stesso VARDE', che nonostante il Piano Regionale pare intenzionato a proseguire il progetto per l'apertura delle discariche di ambito, tanto da annunciare l'avvio dei primi sondaggi sul territorio del comune di Caggiano.
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