Dai reflui alla risorsa: economia circolare, sostenibilità e tutela del territorio nella Piana del Sele
La Cooperativa Agricola Paestum di Spinazzo, fondata nel 1954 nell’ambito della riforma fondiaria e composta da circa 200 soci tra agricoltori e allevatori, ha scelto di affrontare in modo deciso una delle principali criticità del territorio: l’emergenza reflui.
Una problematica che negli anni ha messo in difficoltà l’intero settore bufalino, oggi cuore dell’economia agricola campana e della produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP.

Una crescita economica che pone nuove sfide ambientali
Nella Piana del Sele si allevano circa 180.000 bufale, di cui oltre 40.000 nel solo territorio di Capaccio Paestum.
Una crescita esponenziale:
- poche migliaia negli anni ’70
- circa 10.000 nel 2000
- oltre 20.000 nel 2005
- fino ai numeri attuali
Il comparto conta oggi:

- 250.000 capi a livello regionale
- 960 allevamenti
- 95 caseifici DOP
- oltre 30.000 addetti
- un fatturato vicino a 1 miliardo di euro
Ma a questa espansione si accompagna una criticità strutturale:
oltre 3 milioni di chili di reflui al giorno, pari a circa 900 milioni di chili all’anno.
Quantità che superano la capacità naturale dei suoli, con effetti su falde acquifere, corsi d’acqua e qualità dell’aria.

Normative e limiti del territorio
L’intera area è classificata come Zona Vulnerabile ai Nitrati.
La normativa europea (recepita dal D.Lgs. 152/1999) impone:
- massimo 170 kg di azoto per ettaro/anno
- limite regionale di 3 capi per ettaro
Nonostante l’acquisto di terreni in aree collinari per lo spandimento, il problema resta:
la produzione complessiva di reflui ha superato la capacità del territorio.
Continuare a spandere liquami non è più sostenibile.
Servono infrastrutture moderne, sicure e strutturali.
L’impianto di Via Gaiarda: da problema a risorsa
In questo contesto nasce il progetto dell’impianto a biometano di Via Gaiarda, con l’obiettivo di trasformare una criticità ambientale in una risorsa energetica.
Attraverso la digestione anaerobica, i reflui vengono convertiti in:
- biometano (energia rinnovabile)
- fertilizzante naturale
Un modello che completa il ciclo agricolo secondo i principi dell’economia circolare.
Numeri e potenzialità
Il potenziale energetico dei reflui bufalini campani è stimato in:
- oltre 200.000 metri cubi di metano
- valore economico di circa 100 milioni di euro
A livello nazionale:
- Nord Italia: 70% dei reflui trattati
- Mezzogiorno: solo 16%
Il gap infrastrutturale è evidente.
Per questo la Regione prevede un piano da 200 milioni di euro per circa 50 impianti, con copertura fino al 40% tramite fondi PNRR.
L’impianto di Via Gaiarda:
- tratterà 77.900 tonnellate annue
- produrrà oltre 5 milioni di metri cubi di biometano
Sicurezza e integrazione ambientale
Le strutture saranno:
- chiuse e sigillate
- costantemente monitorate
- progettate per minimizzare l’impatto ambientale
Prevista inoltre:
- interratura parziale delle strutture
- piantumazione di essenze arboree
L’obiettivo è ridurre l’impatto visivo e integrare l’impianto nel paesaggio.
Una scelta inevitabile per il futuro
Il nodo è chiaro:
o si riduce il numero dei capi bufalini rispettando rigidamente i limiti normativi,
oppure si realizzano impianti capaci di ridurre l’impatto ambientale.
Non esistono alternative sostenibili.
Ambiente, economia e territorio
L’impianto rappresenta una scelta concreta per:
- ridurre l’inquinamento
- proteggere i terreni e le acque
- sostenere gli allevatori
- rafforzare il turismo
- valorizzare la Mozzarella di Bufala Campana DOP
Una risposta chiara a un problema reale
«Quando i numeri superano i limiti del territorio, servono scelte concrete.»
L’impianto di Via Gaiarda si inserisce proprio in questa logica:
una soluzione tecnologica, ambientale e strategica per il futuro della Piana del Sele.



