A Melbourne, in Australia, esistono sentieri urbani lunghi chilometri che attraversano la città senza interruzioni. Camminando lungo il Dandenong Creek Trail si scopre un modello di gestione del territorio che fa riflettere anche sul futuro della sentieristica del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Il sentiero che non si interrompe mai
Nella periferia di Melbourne, lungo il corso del Dandenong Creek, si sviluppa una delle reti ciclopedonali più frequentate della città.
Il Dandenong Parkrun Trail è un percorso di circa 5 chilometri, facile e accessibile a tutti. Non è una pista isolata, ma parte di un sistema molto più ampio: un corridoio verde che collega parchi, quartieri e aree naturali.

Ciò che colpisce non è soltanto la bellezza del paesaggio, ma la continuità del percorso.
Il sentiero passa sotto strade e autostrade, evita intersezioni pericolose, attraversa parchi e zone umide senza interrompersi. Chi corre o cammina può percorrerlo per chilometri senza dover uscire dal tracciato.
Non è solo un sentiero: è una vera infrastruttura del movimento lento.
Una comunità che cammina
Ogni settimana il percorso ospita il parkrun, una corsa non competitiva di 5 chilometri aperta a tutti.
Non è una gara. È un appuntamento sociale.
Famiglie, bambini, anziani, corridori e semplici camminatori si incontrano nello stesso luogo. Alcuni corrono, altri passeggiano, altri semplicemente si siedono nel verde.
Intorno al sentiero ci sono prati curati, alberi, aree di sosta, campi sportivi e zone naturali dove è facile osservare uccelli e fauna locale.
Il risultato è uno spazio pubblico vissuto ogni giorno.
Il paesaggio come infrastruttura
Quello che in Australia appare quasi naturale è in realtà il risultato di una scelta precisa: considerare il paesaggio come parte delle infrastrutture della città.
Un sentiero non è visto come un elemento accessorio o turistico.
È un servizio pubblico.
Serve per muoversi, fare sport, incontrarsi, vivere il territorio.
Ed è gestito con continuità: manutenzione, segnaletica, sicurezza e accessibilità sono parte integrante del sistema.

Lo specchio del Cilento
Guardando questi percorsi viene spontaneo pensare alla situazione della sentieristica nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Negli ultimi anni il Parco ha realizzato una rete di sentieri molto estesa, con interventi di tracciamento, cartellonistica e valorizzazione del patrimonio naturalistico.
Tuttavia la gestione quotidiana presenta spesso alcune criticità.
Molti tracciati sono stati affidati ai comuni, che non sempre dispongono delle risorse o delle strutture necessarie per garantirne la manutenzione costante.
Il risultato è che alcuni percorsi rischiano di diventare discontinui, poco curati o difficili da percorrere, proprio nel momento in cui cresce l’interesse per il turismo lento, il trekking e il cammino nei paesaggi interni.
Una lezione che arriva da lontano
Il confronto tra Melbourne e il Cilento non serve per stabilire chi fa meglio.
Serve piuttosto per capire che la differenza non sta nel paesaggio.
Il Cilento, dal punto di vista naturalistico, è uno dei territori più straordinari d’Europa.
La vera sfida riguarda la gestione nel tempo.
Un sentiero non nasce quando viene inaugurato.
Nasce quando qualcuno decide di prendersene cura ogni giorno, come si fa con un giardino.
Ed è proprio questa continuità — nella manutenzione, nella gestione e nella visione — che trasforma un semplice percorso in una infrastruttura di comunità.
Forse è questa la lezione più importante che arriva da un sentiero dall’altra parte del mondo.
E che potrebbe essere utile anche tra i monti del Cilento.



