Gesù a Gerusalemme e il dramma della Passione.
- L’autore evidenzia la “grande settimana dell’amore”, in cui Gesù si dona fino alla morte di croce.
- Il servo sofferente di Isaia diventa immagine di Cristo che, pur perseguitato, resta fiducioso.
- Viene sottolineato che la vera gloria di Gesù nasce proprio dall’obbedienza che lo porta al patibolo: è l’esaltazione nella debolezza. Il paradosso divino: un Dio che si fa servo

Gesù, prima della sua morte, compie il gesto scandaloso del lavare i piedi ai discepoli, segno del Dio che si abbassa per amore.
- “Dio lava-piedi” è un’immagine provocatoria che rovescia ogni idea di potere divino basata sulla forza.
- Cristo bacia chi lo tradisce e offre se stesso come sacrificio d’amore, non come punizione ma come rivelazione di misericordia.La fede che nasce dalla croce
Il testo invita a riconoscere che la fede non nasce solo dal sepolcro vuoto ma anche dall’esperienza del Venerdì Santo, quando Gesù muore gridando l’abbandono.
- La debolezza diventa rivelazione di potenza, la morte luogo di nascita della gloria.
- Il centurione che proclama “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio” è indicato come l’immagine del primo credente, l’estraneo che riconosce il divino nella sofferenza.
Il messaggio di Filippesi 2,6-11
L’inno cristologico, riportato nella liturgia, riassume il cuore del mistero pasquale:
- Abbassamento (kenosi) di Dio nell’incarnazione e nella croce.
- Esaltazione del Cristo risorto come Signore universale.
La croce diventa dunque manifestazione suprema dell’amore divino, più forte della morte.
Settimana Santa: cammino di rinnovamento
Vivere la Settimana Santa come tempo di conversione e contemplazione:
- Gesù attraversa gioia, tradimento, solitudine e dolore, condividendo fino in fondo la condizione umana.
- La croce “innesta il divino nella storia dell’umanità” e svela un Dio che non scende dal patibolo, ma redime il dolore vivendolo fino in fondo.
- Anche Maria, la Madre, partecipa al mistero con un dolore che abbraccia il Figlio e l’umanità intera.



