Un ricordo che attraversa una vita, una terra, una musica
Amico, compagno di scuola, custode dell’anima antica della Valle del Calore
Nato nel 1955 come l’autore di questo ricordo, Emilio ha attraversato la vita rimanendo fedele alle sue radici, alla sua terra e alla musica. Un uomo capace di custodire la memoria profonda della comunità di Piaggine e di trasmetterla ai figli, agli amici, a un intero territorio che oggi ne piange la scomparsa.
Gemelli di tempo e di luogo

Con Emilio eravamo gemelli di nascita, perché nati entrambi nel 1955; ma anche gemelli di luogo, perché siamo entrati nella vita al di là del ponte dove il fiume Calore incontra per la prima volta i segni della presenza umana.
Siamo stati compagni di banco alle scuole elementari di Piaggine, con gli stessi maestri, risalendo insieme il paese fino all’“edificio” fatto costruire dal primo sindaco del dopoguerra, Custode Petraglia.
Strade che si dividono, radici che restano
Ci siamo ritrovati al Magistrale di Piaggine, dopo il mio rientro dal seminario di Vallo della Lucania.
Poi le nostre strade si sono divise: io a Napoli, all’ISEF; lui a Salerno, all’Università.
Io al Nord, a Varese.
Lui sempre nella Valle del Calore, fedele alla sua vera passione: la musica.
Quando sono tornato nella terra dei padri, i nostri incontri sono stati tra i più cari. Emilio non ha mai smesso di considerarmi l’amico di sempre.
La musica, i figli, la memoria

Ho assistito più volte alle sue esibizioni da cantante e autore.
Ma Emilio era soprattutto un custode della memoria popolare: proverbi, poesie, canti, storie, episodi che altri avevano lasciato ai margini del pensiero.
Parlava con orgoglio dei suoi figli Carmelo e Luca, avviati sulla strada della musica.
E diventava un fiume in piena quando rievocava l’infanzia, i luoghi, la “palata”, le rocce levigate: un mondo antico che non ha mai smesso di abitare in lui.
Un uomo che ha dato voce all’anima della sua terra
Non è solo vero che “era una persona speciale”.
È vero anche che pochi dei suoi coetanei hanno saputo interpretare con tanta profondità l’anima antica della comunità chiainara.
Tra migliaia di studenti del Magistrale di Piaggine, Emilio ha portato fino all’ultimo quel senso profondo di appartenenza a una terra che non si dimentica.
Un’eredità che resta

Forse per questo non completò gli studi universitari: scelse la musica, che non lo lasciò mai solo e lo rese protagonista della storia dell’Alta Valle del Calore.
Alla moglie Angela, ai figli Carmelo e Luca, alla sorella Giuseppina, al cognato Giovanni, ai suoceri Elena e Carmelo, va l’abbraccio di un paese intero che oggi perde una persona buona.



