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Un incontro, a Paestum, per ripercorrere trent’anni di storia editoriale nata quasi per scommessa e diventata nel tempo una comunità di idee, relazioni e impegno civile.
Collaboratori storici e nuove firme di UNICO si sono ritrovati per raccontarsi, confrontarsi e riconoscersi in un’esperienza che ha formato oltre cento giovani giornalisti.
Tra memoria e futuro, la serata ha restituito il senso profondo di un progetto che ha sempre scelto di dare voce al territorio senza mettersi al servizio di nessuno.
Un racconto corale che conferma come l’informazione locale possa ancora essere scuola di pensiero, palestra di cittadinanza e presidio culturale.
Camminare come esperienza di lettura del territorio
Camminare è una passione che riserva sorprese, conferme e occasioni per riflettere. È accaduto anche durante l’ennesima passeggiata lungo un tratto del Cammino del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, nella sua parte costiera che va da Pioppi ad Ascea Marina.
Una giornata inondata dal sole dicembrino ha reso il percorso piacevole, confermando quanto sia possibile muoversi a piedi lungo la costa lontano dal traffico, dai rumori estivi e dall’affollamento delle spiagge.
Un ricordo intimo e profondo di Emilio, uomo della Valle del Calore, musicista e custode della memoria popolare. Nato nel 1955 a Piaggine, compagno di scuola e amico di una vita, Emilio ha attraversato il tempo restando fedele alle sue radici, alla musica e alla comunità che lo ha generato. Un omaggio a una persona buona, capace di interpretare l’anima antica della sua terra e di trasmetterla alle nuove generazioni.
L’Europa appare sempre più priva di un’identità condivisa e incapace di affrontare le crisi che essa stessa genera. La risposta passa anche dalla pace ecologica, dalla valorizzazione dei territori marginali e da una nuova coscienza culturale che rimetta al centro l’uomo, la storia e l’ambiente. Il Cilento e il Vallo di Diano come paradigma possibile.
Nata nel 1995 nel cuore della Valle del Calore, la nostra esperienza editoriale ha attraversato tre decenni di cambiamenti, accompagnando la nascita del Parco Nazionale, la trasformazione delle comunità locali, l’evoluzione dei media e la sfida del digitale. Trent’anni vissuti con coerenza, radici salde e uno sguardo sempre rivolto al domani.
Primo presidente del Parco Nazionale, botanico ed etnobotanico di respiro mediterraneo, La Valva ha trasformato la tutela dell’ambiente in una visione culturale capace di unire storia, biodiversità e comunità. La sua lezione, ancora attuale, mostra come il paesaggio sia un dialogo millenario tra uomo e natura, e perché comprenderlo significhi proteggere il futuro del territorio.
Il neo presidente Roberto Fico ha parlato di aree interne. Bene. Era inevitabile. Ma le dichiarazioni non bastano più. Le aree interne non hanno bisogno di compassione, hanno bisogno di scelte politiche vere.
Il dato più eclatante è, nonostante tutto, l’ulteriore calo degli elettori, che sta a significare una cosa chiara: la “gente” è stanca di un rito democratico che seleziona una classe dirigente alla quale affidare le sorti amministrative della Regione Campania senza che cambi realmente nulla.
Sono positivi consigli di Uncem, che per la “legna gastronomica” cita la recente ricerca di PEFC Italia con Altrefiamme e l’Università di Scienze Gastronomiche di Slow Food a Pollenzo.
Le Sette Sorelle non sono soltanto mete di pellegrinaggi, ma pagine viventi di un racconto millenario, dove la natura, la fede e la storia si intrecciano in un unico grande disegno.
“La ferrovia Sicignano degli Alburni – Lagonegro riaprirà!” – annunciò allora il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, parlando di “resurrezione” del tratto ferroviario abbandonato a sé stesso dal 1987.
Il Rapporto Montagne d’Italia 2025, edito da Rubbettino (778 pagine), fotografa questa realtà e la rilancia come sfida collettiva.



