La riforma degli istituti tecnici e professionali in Italia, con particolare riferimento alla filiera “4+2” (quattro anni di istituto tecnico/professionale + due anni di ITS Academy), voluta da Bianchi e dall’attuale Ministro del MIM, Giuseppe Valditara, ha acceso un dibattito nel contesto scolastico e nel mondo del lavoro. L’aspetto favorevole preminente della riforma interessa la necessità di allineamento con il mercato del lavoro. Le posizioni contrastanti, invece, sollevano dubbi pedagogici e strutturali. Gli aspetti positivi richiamano, in buona sostanza, il bisogno di limitare le divergenze tra formazione scolastica e domanda del mercato, in continua evoluzione. Di fatto il modello 4+2 vuole creare un percorso più rapido e integrato con le ITS Academy, favorendo un inserimento lavorativo più immediato e qualificato. L’occhio favorevole guarda con entusiasmo una rinnovata offerta formativa. La riforma, infatti, prevede una certa flessibilità nei quadri orari per adattarsi meglio alle specificità locali e produttive. Non secondarie le esperienze intorno ai Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO); viene potenziato il collegamento con le imprese attraverso percorsi formativi più pratici, utili a sviluppare talenti applicabili nel mondo del lavoro. Inoltre viene rilanciata la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning) finalizzata ad allineare la formazione tecnica agli standard europei. Diffuse anche le ragioni contrarie. Si teme la riduzione culturale, il taglio di personale e di cattedre, l’eccessiva anticipazione della scelta lavorativa, si ravvisano incertezze lavorative. Anief e Uil Scuola hanno espresso contrarietà alla tempistica della sperimentazione, chiedendo un rinvio e un maggiore confronto politico per non penalizzare la didattica. Ulteriori perplessità riguardano l’efficacia di condensare il percorso formativo in soli 4 anni per l’accesso agli ITS. Di recente sono state inviate alle scuole le indicazioni per l’avvio della riforma. Il 19 marzo us è stata trasmessa alle scuole la nota 1397, a firma del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, contenente le indicazioni operative per l’avvio, dal prossimo anno scolastico, della riforma degli istituti tecnici, che troverà applicazione a partire dalle classi prime. Il Ministro Valditara accenna nella nota, in chiosa, alla sua volontà di proporre un emendamento in sede di conversione in legge del DL 19/2026. Valditara intende in tal modo quindi rimediare alle criticità.Vuole salvaguardare la titolarità dei proff. in servizio negli istituti tecnici. Per molti sarebbe stato opportuno prorogare l’avvio della riforma per poter meglio apportare interventi correttivi.
La CISL Scuola, in verità, auspicava nel rinvio di un anno allo scopo di una revisione, ma i vincoli con gli obiettivi del PNRR, hanno impedito la realizzazione di questa ipotesi. Un maggiore coinvolgimento delle parti sociali avrebbe sicuramente garantito l’adozione qualitativa delle scelte. Necessita una profonda revisione asserisce la CISL specialmente sul quadro orario, vedi “..iltaglio delle 33 ore annuali di geografia nel biennio, scelta che risale al 2022 con l’emanazione del decreto PNRR e che troverà applicazione dal 1° settembre. Ne deriva un evidente rischio di situazioni di soprannumerarietà, se non di esuberi: resta il fatto che è da considerare assai discutibile la soppressione di un insegnamento riguardante una disciplina afferente l’istruzione generale nel settore dell’istruzione tecnica”. La CISL Scuola chiede un urgente nuovo incontro per quanto riguarda l’abbinamento dei nuovi insegnamenti alle classi di concorso, oggetto di specifico decreto ministeriale. La riforma degli istituti tecnici, come facilmente si percepisce, è un tema molto dibattuto tra gli studiosi e gli operatori del settore. Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso un parere favorevole alla riforma, ma con alcune riserve. Secondo il CSPI, la riforma rappresenta un passo importante per modernizzare l’istruzione tecnica in Italia, ma è necessario affrontare alcune criticità. Oltre alla maggiore flessibilità curricolare, alla facilitazione del rapporto col mondo del lavoro, alla promozione della innovazione didattica, non si possono negare la mancanza di risorse, la tempistica ritardata, l’incertezza sugli organici. Secondo Egidio Pagano, ex dirigente scolastico, la riforma è un’occasione mancata, poiché non prevede investimenti aggiuntivi per la formazione dei docenti e l’attuazione dei nuovi percorsi, poi perché l’emanazione del decreto è arrivata tardi, limitando la pianificazione efficace in fase di orientamento e iscrizione, perché mancano ancora chiarimenti sulle classi di concorso e gli organici dei docenti. È necessario, secondo Pagano, avviare un dibattito costruttivo e approfondito sulle implicazioni della riforma, coinvolgendo tutti gli attori del mondo scolastico. “Sono 10.500 gli studenti, scrive Il sole24ore, che per l’anno 2026-27 si iscriveranno per la prima volta agli istituti tecnici e professionali che hanno aderito alla riforma del 4+2, la misura «bandiera» del ministro Valditara: si tratta di un nuovo percorso di sei anni, con quattro (invece di cinque) di istruzione secondaria, seguiti da due negli Its Academy. Rispetto all’anno precedente, l’aumento è stato di 5.000 unità. È un risultato positivo, ma ancora insoddisfacente, dato che rappresenta non più del 4% dei neo-iscritti a tutti i percorsi tecnici e professionali”. Intanto il MIM ha già destinato alle istituzioni scolastiche le necessarie indicazioni operative. Il Dicastero di Viale Trastevere legge diversamente i dati, rispetto a quest’ultima testata. Il risultato più rilevante della recente tornata di iscrizioni, scrive il MIM, è relativo alla filiera 4+2, che unisce un percorso tecnico-professionale di quattro anni allo sbocco nell’istruzione terziaria, verso gli ITS Academy, ma anche verso le Università, in alternativa all’ingresso diretto nel mondo del lavoro. Con 10.532 iscritti, il numero è quasi raddoppiato rispetto ai 5.449 dello scorso anno. Un’adesione che testimonia un apprezzamento indiscutibile, con oltre 20.000 studenti complessivamente coinvolti nei percorsi quadriennali. Il Ministro Valditara si dice soddisfatto: “I percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale oggi sono una realtà che incontra l’interesse crescente degli studenti e delle famiglie. I dati delle iscrizioni confermano che siamo riusciti a costruire un canale formativo di prim’ordine tramite un dialogo e un’interlocuzione costanti con le imprese e il mondo del lavoro. Molto positivo il dato dell’adesione al Sud. Il numero di istituti che si stanno dotando a livello nazione di percorsi 4+2 è un segnale inequivocabile: la riforma, in linea con le migliori pratiche europee, offre una scelta all’altezza delle sfide del futuro, in grado di fare emergere i talenti e le inclinazioni di ogni studente e di offrire validi sbocchi occupazionali” (elgr)
Decreto concernente l’attuazione degli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, recante la revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti tecnici e la definizione degli indirizzi, delle articolazioni, dei corrispondenti quadri orari e dei risultati di apprendimento in esito ai relativi percorsi. INDICAZIONI OPERATIVE
Facendo seguito alle precedenti note del 25 febbraio e del 9 marzo u.s della Direzione Generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica superiore, con riferimento all’applicazione del decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, si forniscono le seguenti ulteriori indicazioni, finalizzate al miglior accompagnamento delle istituzioni scolastiche e degli Uffici dell’Amministrazione scolastica periferica anche nella fase di definizione delle proposte di organico. PREMESSA Il DM n. 29/2026, adottato in applicazione del decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45 nella cornice dettata dall’articolo 26 del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, si muove in un’ottica di valorizzazione delle esperienze delle scuole ove sono presenti indirizzi di istruzione tecnica; infatti, la revisione non ha riguardato la tipologia dei percorsi del precedente ordinamento, che sono rimasti alla base delle attività di orientamento e delle iscrizioni. Il decreto, quindi, non interviene stravolgendo la forte identità dell’istruzione tecnica, ma definisce alcune innovazioni a distanza di 15 anni dall’emanazione del precedente regolamento. Uno degli elementi caratterizzanti la riforma è un forte investimento sull’autonomia delle istituzioni scolastiche, principio cardine del DPR 275/99. ELABORAZIONE DEI CURRICOLI E DEFINIZIONE DELLE DOTAZIONI ORGANICHE Il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento presuppone una fase di transizione nell’ambito della quale le istituzioni scolastiche sono chiamate ad importanti scelte che riguardano soprattutto l’utilizzo della quota del curricolo che la norma affida alle loro autonome determinazioni e che concorre alla progressiva riprogettazione dei percorsi in coerenza con il PECUP introdotto dal DL 45/2025. Appare evidente che le scelte dovranno necessariamente essere frutto di una approfondita riflessione, in un’ottica di graduale adattamento, sia dal punto vista didattico che sul piano organizzativo. Si ritiene, quindi, che nel primo biennio l’utilizzo della quota del curricolo a disposizione delle scuole (66 ore per ciascun anno del biennio) debba tener conto di alcuni elementi imprescindibili, al fine di garantire il mantenimento degli organici dei docenti e di evitare il determinarsi di situazioni di soprannumero a livello di scuola e di esubero a livello provinciale. Si forniscono al riguardo alcune indicazioni: nel primo biennio degli indirizzi del settore economico, la quota di cui sopra sarà utilizzata per il potenziamento delle ore di geografia e/o di seconda lingua comunitaria; nel primo biennio degli indirizzi del settore tecnologico-ambientale, la quota sarà destinata al potenziamento delle discipline scientifiche, afferenti alle scienze sperimentali; sempre con riguardo alle scienze sperimentali, tale insegnamento sarà affidato nella stessa classe a più docenti di diverse classi di concorso anche facendo ricorso alle diverse metodologie didattiche suggerite dall’art. 26 del DL 144/2022 quali la progettazione interdisciplinare e le unità di apprendimento; per quanto concerne le tecnologie di base e gli elementi di base degli indirizzi, la scuola potrà programmare l’organizzazione e la determinazione del curricolo nel primo biennio, considerando la possibilità di ridistribuire le discipline tra il primo e il secondo anno o, in via subordinata, di ripartire il monte ore d’ambito annuale (99h) tra le due discipline, sempre avendo come fine quello di non determinare soprannumero; nel caso in cui una disciplina, come previsto nel nuovo ordinamento, possa essere affidata a più classi di concorso di cui una o più non presenti nel previgente ordinamento, l’insegnamento della medesima, per continuità, sarà assegnato alle classi di concorso già presenti. Tali indicazioni attengono, quindi, all’adozione di idonee misure didattico/organizzative finalizzate ad un passaggio al nuovo ordinamento che possa valorizzare le innovazioni previste dalla nuova norma, senza creare discontinuità nella progettualità e nella gestione delle risorse professionali già presenti nell’organico dell’autonomia, fattore quest’ultimo che deve essere tenuto ben presente. Restano confermate le indicazioni riportate nelle precedenti note. In particolare: – – – le classi del primo anno degli istituti tecnici sono riconducibili ai nuovi codici già presenti in SIDI. per accedere alla funzione in oggetto è necessario selezionare l’area “Organico di Diritto = >Scuole Secondarie Di Secondo Grado = >Acquisizione dati” e dal menù la funzionalità Acquisizione/Rettifica Organico/Ore Residue Maxisperimentali. In caso di necessità è possibile consultare le guide operative disponibili al percorso SIDI Documenti e Manuali-Organici. al fine di provvedere al perfezionamento di tali operazioni, è in corso di trasmissione la tabella di corrispondenza tra discipline e classi di concorso, che permetterà alle istituzioni scolastiche e agli Uffici di elaborare lo sviluppo. Tenendo conto della necessità di procedere con una elaborazione manuale degli organici delle classi prime per l’anno scolastico 2026/2027, gli Uffici scolastici regionali e le loro articolazioni consentiranno alle istituzioni scolastiche di poter disporre di tempi congrui, prestando il massimo supporto ai dirigenti scolastici, nella consueta ottica di collaborazione. Inoltre, gli USR garantiranno la piena applicazione delle presenti indicazioni operative nella definizione dell’organico delle istituzioni scolastiche interessate. Al fine di assicurare la progressiva messa a regime della revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti tecnici in piena attuazione del PNRR e al contempo consolidare, anche per gli anni scolastici successivi, le suddette indicazioni riguardanti il primo biennio dei percorsi dell’istruzione tecnica, è allo studio l’adeguamento dell’Allegato 2-ter dell’articolo 26-bis, comma 1, del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 novembre 2022, n. 175.



