Quarta domenica del Tempo Ordinario. La carta costituzionale del Regno di Dio proclamata da Gesù
Le Beatitudini sono la “carta costituzionale del Regno”, che rende beati promettendo la felicità e risponde al desiderio di serenità che pervade ogni uomo.
La felicità di Cristo è nascosta ai sapienti e agli intelligenti ed è rivelata ai semplici, come afferma Gandhi definendo questo passo «le parole più alte del pensiero umano».
Gesù, umile di cuore e partecipe della sofferenza, si pone al nostro fianco, consapevole che vivere coerentemente è difficile, per farci vivere liberi e gustare la dolcezza evangelica.
La mitezza diventa forza autentica: il mite è il vero conquistatore perché incontra il Signore e possiede la terra.
Le Beatitudini reinterpretano i rapporti umani, assicurando felicità anche a chi piange, ai perseguitati per la giustizia, ai misericordiosi e agli operatori di pace.

Il Regno di Dio non è rinviato a un futuro indeterminato, ma è già in mezzo a noi, presente nello stile di vita dei fedeli.
La conversione riguarda la coscienza, sede di pensieri, volontà e affetti, chiamata a trasformarsi in amore vivo e palpitante.
Dio ha scelto ciò che è debole, come ricorda Paolo, ponendo Cristo al centro del cosmo come sapienza, giustizia, santificazione e redenzione.
Il “piccolo resto” annunciato dal profeta Sofonia vive questo stile e diventa segno concreto del Regno.
La beatitudine non è passiva rassegnazione, ma impegno quotidiano contro l’ambizione del potere e il desiderio di possesso.



