Il 29 gennaio 2026, alle ore 11:30, l’ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ha diffuso un comunicato stampa relativo alla consegna dei lavori del programma “Parchi per il Clima”, con riferimento alla realizzazione della pista ciclabile in località Scogliera, ad Ascea Marina.
Un tracciato di circa 1200 metri, a due passi dal mare, pensato per ciclisti e appassionati delle due ruote, immerso in un paesaggio naturale di grande pregio.
«Si tratta di un percorso adatto a tutte le persone – ha dichiarato il Presidente del Parco, Giuseppe Coccorullo – per la fruizione di un cammino che costeggia la meravigliosa flora dunale del lungomare di Ascea».

Alla consegna dei lavori sono annunciati, oltre al Presidente, il Direttore Romano Gregorio, il Sindaco di Ascea Stefano Sansone (nonché Presidente della Comunità del Parco) e i tecnici incaricati.
Le opere pubbliche “parlano”
Eppure, al di là dell’annuncio, una riflessione si impone.
Camminando sul lungomare di Capaccio Paestum, tra percorsi pedonali, pinete e accessi al mare, torna alla mente una considerazione semplice ma significativa:
le opere pubbliche parlano.
Nel bene e nel male.
Parlano a chi le attraversa, a chi le utilizza, a chi le vive ogni giorno.
E raccontano non solo la qualità della realizzazione, ma soprattutto la capacità di gestione nel tempo.

Il problema non è realizzare, ma mantenere
Negli anni, nel territorio del Cilento, sono stati realizzati numerosi interventi finanziati con risorse pubbliche. Tuttavia, molti di questi risultano oggi abbandonati, incompleti o difficilmente fruibili.
Alcuni esempi sono emblematici:
- la pista ciclabile Ascea – Casal Velino, che collega il lungomare di Casal Velino Marina all’area archeologica di Velia;
- il Sentiero Ripe Rosse, tra Case del Conte e Ogliastro Marina, oggi chiuso per motivi di sicurezza;
- la Via Istmica, che collega Paestum alla Certosa di Padula, già in parte occlusa e con segnaletica inadeguata;
- il Sentiero Italia, nel tratto tra Piaggine, il Monte Cervati e Sanza, attualmente in condizioni di impraticabilità.
Eppure, proprio su questi ultimi due percorsi, il Parco ha recentemente investito oltre 500.000 euro per interventi di riqualificazione.
Nel caso del Sentiero Italia, era prevista anche la ristrutturazione di un capanno in località Acqua dei Cavalli (Comune di Piaggine): intervento mai realizzato, mentre il cartellone illustrativo dell’opera è stato rimosso.
Una criticità strutturale
Questa dinamica evidenzia una criticità ricorrente:

- programmazione incompleta;
- tempi di realizzazione non rispettati;
- mancanza di manutenzione;
- riduzione dell’attenzione pubblica dopo la conclusione formale dei lavori.
Troppo spesso ci si accontenta della chiusura amministrativa dell’opera, trascurando il suo vero obiettivo:
assolvere a un compito sociale, garantendo fruibilità, sicurezza e continuità nel tempo.

Un auspicio per Ascea
Tornando alla nuova pista ciclabile (e pedonale) di Ascea Marina, che il Parco ha finanziato e il Comune prenderà in carico, l’auspicio è chiaro:
- realizzazione nei tempi previsti;
- esecuzione a regola d’arte;
- attivazione immediata di un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Perché solo così un’infrastruttura può diventare davvero patrimonio della comunità.
Un modello virtuoso esiste
A dimostrazione che una gestione efficace è possibile, basta guardare al Sentiero degli Dei.
Qui gli interventi di manutenzione straordinaria realizzati nell’ultimo anno rappresentano un esempio concreto di:
- rispetto dei tempi;
- qualità degli interventi;
- attenzione alla fruizione turistica e ambientale.
Se è stato possibile su quei dirupi, allora è possibile ovunque.
Conclusione
Intanto, resta la curiosità – e il piacere – di percorrere presto il nuovo tracciato di Ascea Marina, per raccontarne le caratteristiche e le potenzialità.
Con una speranza semplice, ma decisiva:
che questa volta l’opera non si limiti a essere inaugurata, ma venga davvero vissuta, curata e mantenuta nel tempo.



