Emozioni, ricordi e cammini sospesi tra cielo e mare
Una tre giorni che viene da lontano e che mi ha fatto rivivere emozioni poderose…
È stato un viaggio in cui il tempo si è vibrato nell’aria di un luogo che, per sé stesso, è verticale.
Sto scrivendo della Costa Diva, dove ogni cosa si può osservare da due angolazioni: dal basso e dall’alto; e la terza dimensione, la più sorprendente, vi si accede dal mare.
Il ricordo del 2021

Con Gina, nel 2021, avevamo già camminato a piedi da Salerno a Sorrento in quattro giorni. In quell’occasione assaporammo per la prima volta la dimensione della sospensione tra cielo e mare: non vertigine, ma abbraccio che avvolge, senza confondersi con ciò che distrae.
L’arrivo a Praiano
Su invito di Giuseppe Mazzeo, amico conosciuto a Melbourne nel 2017, arriviamo al Grand Hotel Tritone di Praiano, luogo sospeso tra Amalfi e Positano.

L’accoglienza impeccabile, i comfort della stanza e il terrazzo che si apre su un orizzonte dove cielo e mare si confondono, preannunciano tre giorni da vivere intensamente.
Il Tritone, incastonato nella scogliera dal 1957, è frutto dell’impresa visionaria di Giuseppe Gagliano, docente di lettere al liceo classico di Amalfi. La sua storia, narrata nell’intervista del figlio Salvatore raccolta in un libro, intreccia ricordi personali e tappe di costruzione di quello che fu il primo hotel eretto fuori dal centro abitato.

Tra le pieghe di quel racconto mi imbatto in due episodi che toccano il mio amor proprio: la visita di Nicola Lettieri, sottosegretario al Ministero degli Interni e compagno di militanza politica di mio padre Giuseppe; e il ricordo di Gerardo Donatiello di Valle dell’Angelo, con il figlio Paolo, impegnati nei lavori che durarono oltre sei anni.

Il tempo passato, davvero, non aspetta altro che buone occasioni per riaffacciarsi e ricordarci chi siamo diventati.
Sul Sentiero degli Dei
La splendida esperienza a Praiano mi riporta alla mente un’altra prima volta in Costiera: il Sentiero degli Dei.

Accetto con entusiasmo la proposta di Giuseppe: risalire i 1700 gradini fino a Nocelle e scendere poi verso Praiano. A guidarci, il giovane Anthony, figlio di Giuseppe, che ci precede lungo i 10 km di percorso.
La salita da Positano a Nocelle è impegnativa, ma solo quando si arriva alla piazzetta con il punto ristoro si ha la certezza di avercela fatta. Da lì in avanti, in direzione Agerola, si apre uno spettacolo grandioso: la natura protagonista, il mare punteggiato da centinaia di barche, i saluti scambiati con gli escursionisti che arrivano da nord.
La “Costadiva”, intanto, si mostra vanitosa sotto il sole che scivola verso l’orizzonte, mai lo stesso, dove ogni sera cala il sipario.
Il ritorno a Praiano
Con Anthony come battistrada, imbocchiamo il sentiero verso il Convento di Sant’Antonio. La stanchezza si fa sentire, ma lo scenario ripaga: archi naturali di roccia, la chiesa di Santa Maria a Castro e l’annesso convento di San Domenico, a quota 364 metri. Dopo una visita e una sosta ristoratrice, riprendiamo il cammino verso la SS 163.

Il traffico e il rumore della strada ci riportano con i piedi per terra. Tre chilometri e siamo di nuovo in hotel. Un tuffo nel mare rigenera corpo e spirito, e la cena al Tritone – un capolavoro di sapori e servizio impeccabile – chiude in bellezza un’altra giornata indimenticabile.
Il rientro

Martedì 16 settembre, con Gina, riprendiamo la via di casa. Dopo pochi chilometri verso Amalfi, il primo blocco del traffico ci costringe a fare dietrofront e a puntare su Sorrento.
Nonostante il contachilometri giri, i tempi restano ragionevoli. Una sosta a Cava de’ Tirreni per un impegno, poi il caos di Salerno con la fila interminabile di tir diretti al porto. Tre ore dopo, finalmente, imbocchiamo l’A2 e ci sentiamo liberi di tornare a casa.
Un ricordo che resta
Il soggiorno in Costiera con Giuseppe, Anthony, Hanne e Ann è stato indimenticabile. Sarà sempre un termine di paragone con i tanti luoghi e hotel che continueremo a visitare.

L’esperienza umana ed esistenziale di questo inizio autunno 2025 difficilmente può essere espressa a parole, ma solo scrivendo riesco a interiorizzarla e custodirla. Per richiamarla alla mente, un giorno, quando il cielo sopra di noi non sarà così luminoso come lo è stato il 14, 15 e 16 settembre 2025, vissuti a contatto con amici conosciuti per caso ma che resteranno, per sempre, in nostra compagnia.



