La Camera approva la legge sulle Aree Protette, meno tutela e più distruzione

Parchi Nazionali svenduti in nome del dio denaro

Nelle Aree Protette si potrà cacciare, cementificare, trivellare e fare anche esercitazioni militari.

Ambiente
Cilento martedì 12 settembre 2017
di Lucio Capo
Parchi
Parchi © web

La Camera approva la legge sulle Aree Protette, meno tutela e più distruzione. La nuova legge sui parchi svende la natura in cambio di 30 denari. Le aree protette diventano terra di scorribanda per le multinazionali, le lobby del petrolio e i gli speculatori. Invece di una legge a favore della biodiversità, la natura e storia, si è scelto di approvare una legge contro i Parchi. Nelle Aree Protette si potrà, cacciare, cementificare, trivellare e fare anche esercitazioni militari. Se tutto questo non bastasse si potrà vendere, per una manciata di denari, un patrimonio che appartiene a tutti noi. Gli Enti Parco potranno finanziarsi con i soldi dei privati. I Presidenti e i Direttori beneficerebbero delle Royalties, canoni una tantum, che le multinazionali pagherebbero per lo sfruttamento delle risorse naturali. Si svende la natura per fare soldi, nell’interesse di pochi a danno delle comunità locali. In poche parole si privatizzano gli utili e si socializzano le perdite. Un vero e proprio ribaltamento della realtà, i parchi non saranno più lo scrigno della bellezza e della natura, ma un territorio in svendita a favore di pochi. La sopravvivenza dell’Ente Parco viene affidata alle Royalties, invece della tutela si prospetta una bella distruzione ambientale. Più distruzione della natura, più Royalties, più soldi per l’Ente Parco. Nei Parchi sarà possibile fare di tutto e di più, le comunità locali non potranno più opporsi alla distruzione dei loro territori, i consigli dei parchi saranno composti dai lobbysti, dai latifondisti, dai cacciatori e dai costruttori. La tragedia e il paradosso insita nella nuova legge sui Parchi innesca un meccanismo perverso, controllore e controllato coincidono, i privati con una mano pagano per sfruttare le risorse naturali pubbliche, e, con l’altra mano incassano i soldi versati, una partita di giro insomma. Svendere il patrimonio naturale è il vero obbiettivo della nuova legge sui parchi. Questa legge è una sconfitta per la natura e per l’ambiente. Questa legge è una sconfitta per quel poco di natura e ambiente che tra incendi dolosi, terre dei fuochi, inquinamenti, abusi edilizi e cementificazioni costiere, ancora rimane in quello che una volta era considerato il Bel Paese. Questa legge è una sconfitta per tutti quelli che come Angelo Vassallo, si sono battuti per la tutela ambientale e la legalità. E’ la sconfitta di una nazione che si azzuffa sulle quisquiglie, e, non s’interessa delle questioni serie e strutturali. La nuova legge sui Parchi è stata concepita da incapiscienti e nell’indifferenza generale e per ironia della sorte è stata licenziata proprio nel giorno in cui sono stati diffusi i dati sui 500mila italiani costretti a lasciare il proprio paese per mancanza di prospettiva di vita. Questa nuova legge sui Parchi cancella il futuro dignitoso di migliaia di giovani costretti a lasciare il proprio territorio, governato da incompetenti e mafiosi. Eppure, se solo investissimo seriamente sulla difesa del nostro territorio e sull’ambiente potremmo creare milioni di posti di lavoro. Se queste sono le premesse per una controriforma sulle aree protette, non ci resta che piangere e flagellarci, e, dare ragione ai sindaci del Cilento, degli Alburni e del Vallo di Diano, che vogliono uscire dal Parco Nazionale e non essere complici di coloro che fintamente e falsamente si fanno paladini della tutela dell’ambiente, solo per scopi personali e in nome di carriere e interessi di bottega

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