Gli asili nido hanno una lunga storia che risale al XIX secolo, quando furono istituiti per fornire assistenza e cura ai bambini piccoli delle famiglie lavoratrici. Nel corso del XX secolo, gli asili nido si sono evoluti per diventare servizi educativi e di cura per i bambini da 0 a 3 anni, con l’obiettivo di supportare lo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo dei bambini. Assolvono una funzione fondamentale nella vita dei bimbi e delle famiglie, offrendo un ambiente sicuro e stimolante per la crescita e lo sviluppo dei piccoli. Sono noti, fra l’altro, come nidi d’infanzia, strutture educative che accompagnano i bambini sino all’ingresso della scuola materna. Di fatto, occorre dire, le originali esperienze che riconducono agli attuali asili nido, alle note scuole d’infanzia, trovano collocazione nel 1700; fu proprio il filantropo Robert Owen che se ne occupò per primo; questi aprì una scuola d’Infanzia in Scozia. Friedrich Frobel ribattezzò poi, nel 1840, la sua “Scuola di giochi ed attività” fondata nel 1837 in Germania. Furono proprio le educatrici di quest’ultimo che aprirono in modo più diffuso le scuole. Queste istituzioni assistenziali ed educative si rappresentarono opportuna risposta alle esigenze dell’età moderna. A Milano, nel 1850, sorse il “Ricovero per lattanti” anche per soddisfare le necessità delle operaie. Prezioso allora si rivelò il contributo della filantropa Laura Solera Mantegazza che, insieme a un gruppo di studiosi, permise lo sviluppo di queste istituzioni laiche e gratuite. Queste scuole andavano via via diffondendosi e indussero all’abolizione della Ruota degli esposti nel 1868. Con Mussolini, nel 1925, fu istituita l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia, istituzione laica e gratuita. L’opera, per volontà del regime fascista, fu di grande aiuto alle madri indigenti. Il Regime promosse la diffusione di conoscenze scientifiche riguardo alla puericultura e istituì asili nido, con carattere assistenziale, nelle fabbriche in cui lavoravano più di 50 donne. Esempi di asili aziendali s’ebbero col contributo fattivo di Filanda Maiani di Forlì, nel 1923, con il sostegno del Fascio Femminile. In realtà, la legge che istituisce gli asili nido, è datata 1971, la 1044/71. Il “nido”, se pure con funzione assistenzialistica, con questo provvedimento legislativo, diventò “servizio sociale di interesse pubblico”. L’asilo assume una peculiare valenza pedagogica. E’ determinante per lo sviluppo cognitivo, sociale, emotivo, per il supporto alla genitorialità e per la preparazione alla scuola. L’asilo nido offre un ambiente stimolante per lo sviluppo cognitivo dei pargoli, attraverso attività di gioco, esplorazione e apprendimento; aiuta i piccini a sviluppare abilità sociali, come la condivisione, la cooperazione e la comunicazione, attraverso l’interazione con gli altri bambini e gli educatori; fornisce un ambiente sicuro e di supporto per lo sviluppo emotivo dei figli, aiutandoli a gestire le emozioni e a sviluppare l’autostima; offre supporto ai genitori, fornendo loro informazioni e risorse per aiutare i piccoli a crescere e svilupparsi in modo sano; aiuta i bambini a prepararsi per la scuola, sviluppando abilità come la curiosità, la creatività e l’indipendenza. Il valore pedagogico dell’asilo nido è quindi fondamentale per lo sviluppo dei bimbi e per supportare le famiglie nella loro crescita e sviluppo. E’, infatti l’età da 0 a 2 anni una fase delicatissima dell’esistenza; è una fase di sviluppo cruciale per le piccole creature, caratterizzata da rapidi cambiamenti fisici, cognitivi e emotivi. Il bambino cresce e si sviluppa rapidamente, imparando a controllare il corpo e a muoversi in modo più coordinato; inizia a comprendere il mondo intorno a sé, imparando a riconoscere oggetti e persone, a sviluppare abilità come la memoria e l’attenzione; inizia a sviluppare emozioni e a imparare a gestirle, grazie all’interazione con gli adulti e gli altri bambini; inizia a comunicare attraverso il linguaggio del corpo, i suoni e le prime parole. Il Ministro Valditara, oggi, sa bene che, in questa fase, è fondamentale fornire ai piccoli un ambiente sicuro e stimolante, capace di favorire lo sviluppo e la crescita. E’ ben chiaro che il bambino abbisogna d’interazione con gli adulti e cogli altri suoi coetanei al fine della sua crescita e che genitori e scuola giocano un ruolo cruciale nello sviluppo, fornendo amore, cura e supporto. Si muove fattivamente la politica scolastica a favore dei piccoli. A favore degli asili nido, infatti, è in arrivo l’autorizzazione di 578 milioni. Con questi fondi s’intende rafforzare l’offerta educativa 0-2 anni. Il Ministro dell’istruzione e del merito, il 23 maggio, ha firmato tre nuovi decreti. L’obiettivo è il potenziamento dell’offerta educativa. Le risorse autorizzate, corrispondenti a 578 milioni, si assommano, assicura il MIM, agli oltre 4 miliardi di euro già investiti per il settore, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in termini di nuovi posti nido attivati. Circa il 74% delle risorse, ribadiscono dal MIM, è destinato alle regioni del Mezzogiorno, sulle quali il Ministero continua a concentrare particolare attenzione, anche nell’ottica di rafforzare la copertura dei servizi per l’infanzia. “Con questi provvedimenti, ha dichiarato il Ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, vengono autorizzati 641 interventi, tra costruzione di nuovi asili nido e riconversione di edifici pubblici. Continuiamo a lavorare per garantire pari opportunità educative sin dalla prima infanzia, riducendo i divari sociali e territoriali e assicurando a ogni bambino il diritto a un’educazione di qualità, indipendentemente dal Comune o dalla Regione di appartenenza”, ha dichiarato il Ministro. Ho voluto introdurre anche un’azione innovativa, stanziando 150 milioni di euro per permettere ai Comuni di arredare in modo moderno e funzionale i nuovi asili. Un passo importante per supportare concretamente l’offerta educativa per i più piccoli. Investire nell’istruzione fin dai primi anni significa costruire il futuro del Paese”. Questi i comuni finanziati nel nostro territorio. Nell’area a sud della Provincia di Salerno sono stati ammessi a finanziamento: Ascea (480.000,00), Buccino (576.000,00, Castellabate (560.000,00), CastelnuovoCilento (576.000,00), Centola (480.000,00), Ceraso (400.000,00), Colliano (672.000,00), Eboli (2.016.000,00), Montecorice ente capofila dell’adesione in forma aggregata (480.000,00), Montesano sulla Marcellana (480.000,00), Novi Velia (576.000,00), Sala Consilina (864.000,00), Sapri (400.000,00), Serre (576.000,00), Teggiano (360.000,00), Futani,(480.000,00), Cannalonga (288.000,00), Sessa Cilento (300.000,00), San Pietro al Tanagro (400.000,00), Alfano (179.000,00), Agropoli (864.000,00), Postiglione (1.008.000,00), Auletta (792.000,00), Casal Velino (576.000,000).
578 milioni a favore degli Asili nido. Valditara intende rafforzare l’offerta educativa 0-2 anni
Cenni storici e rilevanza pedagogica degli asili nido. Oggi si muove fattivamente la politica scolastica a favore dei piccoli. L’obiettivo è il potenziamento dell’offerta educativa. Valditara: “Con questi provvedimenti vengono autorizzati 641 interventi, tra costruzione di nuovi asili nido e riconversione di edifici pubblici. Continuiamo a lavorare per garantire pari opportunità educative sin dalla prima infanzia, riducendo i divari sociali e territoriali e assicurando a ogni bambino il diritto a un’educazione di qualità, indipendentemente dal Comune o dalla Regione di appartenenza".
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