Autore: Bartolo Scandizzo

8 novembre 2025.In un giorno d’autunno Enza Marandino ha smesso di vivere. Lo ha fatto consapevolmente, perché non poteva non sapere che quella “vita non vita” che era stata costretta a stiracchiare da troppo tempo non poteva essere la sua.Già da tempo aveva abdicato alla voglia di futuro. Era accaduto quando il “mostro” aveva falciato la vita di Giovanna, sua figlia, dopo aver percorso un lungo “calvario” tra speranze e disperazione. Le stesse strade che anche Enza ha dovuto ripercorrere, quasi a voler “pagare con la stessa moneta” l’impotenza di non essere riuscita a fare nulla per trattenerla in vita…

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L’evento si è tenuto il 31 ottobre 2025, dove sono arrivati, da diverse regioni dell’Italia peninsulare e dalla Sicilia, relatori, organizzatori e pubblico per assistere e accompagnare la consegna del “Premio di Cultura Mediterranea” ad un testimone e protagonista indiscusso della vita politica, amministrativa e culturale della storia recente dell’Italia dal dopoguerra ad oggi: Corrado Calabrò.

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Come avvocato, era profondamente umano: anche se sedeva “dall’altra parte della scrivania”, si metteva sempre al fianco dei suoi clienti, cercando soluzioni conciliative, evitando i conflitti quando possibile.
Il suo era un diritto vissuto con coscienza, non con rigidità.

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La missione che attende Don Gianluca, già parroco di San Mauro Cilento, è titanica e allo stesso tempo essenziale.
Egli ha un grande campo da arare, seminare, raccogliere, distribuire, integrare, amalgamare e far risorgere, dando una nuova configurazione pastorale e comunitaria alle realtà che gli sono state affidate dal Vescovo di Vallo della Lucania, Mons. Vincenzo Calvosa.

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Una serata tra amici per confrontarsi sulla scelta fatta “Devi venire da me! Siamo una ventina di ragazzi per discutere della mia probabile candidatura come consigliere regionale della Campania…” È Mimì Minella all’altro capo del telefono. Questo accadeva circa un mese fa … Non prometto ciò che non sono quasi sicuro di poter mantenere e, siccome sono impegnato con amici originari di Rofrano arrivati dall’Australia per una visita a Piaggine, devo declinare l’invito. Tuttavia, il loro rientro a Rofrano avviene in tempo utile per la “festa” annunciata a casa Minella: così decido di recarmi anch’io puntuale nella sua bella abitazione…

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Siamo in pochi ad essere arrivati con un leggero anticipo sull’orario, così abbiamo modo di veder sfilare molti amici e sostenitori accorsi al richiamo di Conte padre e figlio per la nuova avventura elettorale.
Sono volti noti della vita politica e sociale di Capaccio Paestum, con una predominanza di persone originarie di Piaggine, il paese dal quale, negli anni del dopoguerra, molti si stanziarono oltre il Sele, nel comune di Eboli, stanchi di transumare ogni anno dai pascoli estivi alle falde del Cervati.

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