Si è concluso l’ iter di adozione delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione per quanto di competenza del Ministero dell’istruzione e del merito. Al termine di una articolata fase preparatoria, caratterizzata dalla formulazione di una proposta da parte della commissione di esperti presieduta dalla Prof.ssa Perla, dalla audizione delle società scientifiche, delle organizzazioni sindacali, degli enti e delle associazioni professionali e disciplinari, nonché da un’ampia consultazione pubblica, anche il Cspi ha reso il necessario parere. Pertanto il Ministero, tenuto conto anche delle osservazioni da ultimo formulate dal CSPI, ha ora predisposto il testo definitivo, che sarà trasmesso al Consiglio di Stato per il relativo parere. Le premesse culturali alle Indicazioni Nazionali fatte nel documento delle Indicazioni Nazionali per il curricolo Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione, considerano la persona , la scuola,la famiglia. Il testo evidenzia l’importanza della persona, della scuola e della famiglia nel contesto educativo, sottolineando che la Costituzione italiana pone l’individuo al centro, con lo Stato concepito per l’uomo. La scuola gioca un ruolo cruciale nel promuovere lo sviluppo integrale degli studenti, valorizzando le loro diverse dimensioni: cognitive, affettive, relazionali, corporee, estetiche, etiche, spirituali e religiose. La nozione di “persona” ha radici storiche significative ed è riconosciuta a livello globale come portatrice di diritti universali e inviolabili. A scuola, gli studenti esplorano la loro identità personale e sociale, caratterizzata dalla relazione con gli altri, che è fondamentale per il loro sviluppo. La scuola accompagna i giovani nel conoscere sé stessi e il proprio ruolo nella comunità, ma questo processo richiede la collaborazione imprescindibile della famiglia. Entrambi, scuola e famiglia, sono elementi essenziali nella crescita e nell’apprendimento degli individui, specialmente in un’epoca in cui l’educazione si estende oltre le mura scolastiche e abbraccia anche il mondo digitale. L’educazione avviene attraverso una rete di relazioni che coinvolge la comunità, dove diversi attori (insegnanti, genitori e organizzazioni) lavorano insieme per promuovere il benessere e la crescita dei bambini, enfatizzando l’importanza della partecipazione e del rispetto delle diversità. In seno alle premesse culturali alle Indicazioni Nazionali, viene focalizzata l’attenzione su Scuole e famiglie in un nuovo patto di alleanza. La nota sottolinea l’importanza di un’alleanza tra scuola e famiglia per un’efficace educazione. La scuola è vista come il principale luogo di trasmissione delle conoscenze e di crescita personale, ma per raggiungere obiettivi educativi significativi è fondamentale che ci sia una collaborazione autentica e rispettosa tra le due istituzioni. Attraverso il “patto educativo di corresponsabilità”, già esistente, si possono creare occasioni di dialogo tra studenti, insegnanti e genitori, sia all’interno della comunità scolastica che con la comunità territoriale. Questo dialogo aiuta a comprendere i cambiamenti sociali e a costruire una visione educativa condivisa. I genitori sono riconosciuti come i “primi alleati” della scuola, devono educare i propri figli riguardo al valore della scuola come bene sociale da tutelare. Il testo evidenzia che atti di vandalismo o mancanza di rispetto nei confronti della scuola e del personale educativo non solo sono moralmente riprovevoli, ma riflettono un deterioramento dei valori fondamentali di rispetto e fiducia nel sistema educativo. Infine, si enfatizza la necessità di riconoscere la dignità e il ruolo cruciale di insegnanti e dirigenti, affermando che tanto rispetto è dovuto agli studenti quanto agli educatori. ll testo, inoltre, evidenzia il ruolo fondamentale dell’insegnante come “magister”, ovvero come guida che stimola il desiderio di apprendere degli studenti. Questa figura deve avere autorevolezza e capacità di orientare gli allievi verso le esperienze e i contenuti del curricolo, ponendo al centro la persona dello studente. La dimensione educativa di una scuola si manifesta attraverso l’impegno collettivo di insegnanti e personale scolastico nel comprendere e valorizzare le famiglie e l’ambiente educativo. Nonostante i cambiamenti generazionali, i bisogni dei bambini e dei ragazzi rimangono costanti: necessitano di sicurezza, amore, autostima e un ambiente sereno per apprendere con gioia. Da qui scaturisce la necessità di una rinnovata alleanza educativa tra insegnanti e genitori, improntata alla valorizzazione reciproca. Il testo in premessa, inoltre, analizza il ruolo della scuola come luogo di formazione umanistica e sviluppo personale, attraverso il concetto di nuovo umanesimo. La scuola, partendo dall’infanzia, mira a fornire conoscenze e abilità fondamentali per coltivare competenze culturali in ambito umanistico, scientifico e tecnologico, favorendo lo sviluppo integrale della persona e dei suoi talenti. Il talento è visto come l’espressione attiva delle potenzialità individuali, stimolata in ambienti educativi capaci di riconoscere e sostenere l’autonomia degli studenti, anche in situazioni di fragilità, promuovendo l’autorealizzazione e l’emancipazione personale. L’educazione si basa sul principio di centralità dello studente, soggetto attivo che impara a governare la propria libertà, valore fondamentale dell’Occidente e fondamento della democrazia. La libertà, insegnata a scuola, non è solo autodeterminazione, ma anche sviluppo critico e autonomo del pensiero, nel rispetto delle diversità culturali e umane. Inoltre, l’educazione alla libertà implica l’interiorizzazione di valori come il rispetto, la solidarietà e la responsabilità, fondamentali per una convivenza civile e inclusiva. In sintesi, la scuola promuove l’inclusione, il rispetto dell’altro e la crescita di cittadini consapevoli e autonomi, in un’ottica di umanesimo rinnovato che valorizza la dignità di ogni persona e il suo ruolo nello sviluppo di una società più giusta e solidale. Il testo, inoltre, evidenzia come la scuola debba essere un luogo di educazione alle relazioni, all’empatia e al rispetto della persona, promuovendo il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze individuali. L’educazione civica mira a sviluppare nei ragazzi sentimenti come fiducia, gentilezza e solidarietà, attraverso esperienze pratiche e interdisciplinari, coinvolgendo anche famiglie e comunità. In un contesto di insicurezze sociali, la scuola deve decostruire stereotipi e rafforzare il rispetto reciproco, favorendo un patto tra i sessi e l’autodeterminazione femminile. Inoltre, la scuola si impegna a creare culture educative orientate alla cura di sé e dell’ambiente, alla creatività e al senso critico, attraverso pratiche comunitarie stabili e collaborative, con spazi di apprendimento flessibili e inclusivi. La responsabilità di prendersi cura del pianeta e di affrontare le sfide delle tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale, è centrale: occorre promuovere un uso critico e consapevole delle tecnologie digitali, integrandole in modo etico e relazionale. Infine, la scuola deve sviluppare competenze digitali e informatiche, favorendo l’autonomia nell’universo digitale, ma sempre tutelando la libertà e la coscienza umana di fronte ai rischi di un controllo tecnologico crescente. In sintesi, l’educazione scolastica deve essere un percorso di crescita empatica, inclusiva e critica, capace di accompagnare gli studenti verso una cittadinanza responsabile e consapevole in un mondo in rapido cambiamento. La nota, fra l’altro, sottolinea che scrivere, più di una semplice funzione linguistica, rappresenta un modo di vivere e di pensare, sviluppato già nei primi anni di scuola attraverso pratiche come la calligrafia, il riassunto e l’ascolto attento. La scrittura favorisce il pensiero critico, la riflessione e la comprensione, richiedendo lentezza, attenzione e silenzio, e costituisce un elemento fondamentale per l’apprendimento e la crescita personale. La scuola si impegna a essere inclusiva, evolvendosi da oltre quarant’anni nel rispetto dei bisogni educativi speciali e promuovendo ambienti scolastici più aperti e partecipativi per tutti, anche con attenzione alle diversità linguistiche, culturali e di provenienza. La personalizzazione dell’insegnamento, l’uso di tecnologie innovative e l’applicazione di modelli come il Universal Design for Learning (UDL) sono strumenti chiave per garantire pari opportunità di apprendimento. L’internazionalizzazione rappresenta un’altra dimensione essenziale: attraverso lo studio delle lingue straniere, programmi di gemellaggio e metodologie come il CLIL, la scuola favorisce l’incontro con l’altro, stimolando crescita personale, autonomia e consapevolezza interculturale. Infine, l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale diventa parte integrante dell’educazione civica, preparando i giovani a comprendere e affrontare con consapevolezza le sfide di un mondo complesso e in continuo cambiamento. In relazione alle finalità della scuola dell’infanzia e delle scuole del primo ciclo di istruzione viene poi, in buona sostanza, riferito che la scuola italiana, pubblica e paritaria, ha il compito fondamentale di formare ogni individuo e promuovere la crescita civile, sociale ed economica del Paese, garantendo almeno dieci anni di istruzione obbligatoria. Collaborando con le famiglie e le altre formazioni sociali, la scuola contribuisce allo sviluppo culturale e all’innovazione, tutelando la libertà di insegnamento e promuovendo l’autonomia scolastica, che permette di personalizzare i percorsi formativi per favorire l’equità e l’uguaglianza delle opportunità. Le scuole devono elaborare curricula coerenti con gli obiettivi nazionali e internazionali, tra cui le competenze chiave dell’Europa, come alfabetizzazione, multilinguismo, competenze digitali, civiche, imprenditoriali e culturali. Questi obiettivi sono parte di un processo di educazione permanente che si estende oltre il primo ciclo, coinvolgendo anche i percorsi di istruzione secondaria e i CPIA, per garantire a tutti un’educazione continua e di qualità, orientata allo sviluppo di competenze fondamentali per la vita.
Concluso l’iter di competenza del MIM intorno alle Indicazioni nazionali per il curricolo Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione
“Le nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo, ha dichiarato il Ministro dell'istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, rappresentano una svolta culturale importante per una formazione di sempre maggiore qualità, all'insegna di un modello di scuola centrata sulla persona dello studente e sui valori costituzionali. Una scuola capace di coniugare la storia e la cultura del nostro passato con l'innovazione".
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