Antonio Viscovo, da Napoli a Sydney: una vita tra ristorazione, famiglia e radici
Arrivare in Australia per un’esperienza temporanea e poi restare.
È la traiettoria di molti giovani italiani della nuova emigrazione.
Tra questi c’è un ristoratore napoletano che vive a Sydney da oltre tredici anni, dove ha costruito lavoro, impresa e famiglia senza mai recidere il legame con l’Italia.
«Sono arrivato in Australia per fare un’esperienza. Dovevo restare un anno… e invece sono passati tredici anni.»

L’arrivo: un viaggio che diventa scelta
Il primo contatto con l’Australia nasce quasi per caso, seguendo un amico milanese che aveva una parente a Bondi, quartiere costiero di Sydney.
«Sono arrivato tramite un amico. Lui poi è andato via, io sono rimasto.»
All’inizio viaggia e lavora in diverse zone del Paese: Queensland, Melbourne, fino a stabilirsi definitivamente a Sydney.
I primi anni: lingua e lavoro
L’inserimento non è immediato: lingua e burocrazia rendono difficile trovare occupazione stabile.
«Non è stato semplice: la lingua e il visto rendevano tutto più complicato.»
Arriva con un working holiday visa, che consente di lavorare un anno.
Ma l’esperienza lo convince a restare.
«Mi è piaciuto e sono rimasto. Poi passavano gli anni…»
La ristorazione italiana all’estero
Come molti emigrati italiani, trova opportunità nel settore dove la tradizione nazionale è più richiesta: la ristorazione.
Lavora per anni in ristoranti italiani fino a diventare manager.
«Ho sempre lavorato nella ristorazione. Sono cresciuto nel settore.»
Poi la svolta: aprire un locale proprio.

Il ristorante a Sydney
Da quattro anni gestisce, insieme a soci napoletani, un ristorante–pizzeria a Sydney, frequentato da italiani, italo-australiani e clientela locale.
«Abbiamo deciso di aprire il nostro ristorante. Non mi posso lamentare: lavoriamo bene.»
Il locale è anche luogo di identità: lingua, accento, cucina, socialità italiana.
«L’accento napoletano rimane sempre… come la prima moglie.»
Famiglia e stabilità
Nel tempo la vita australiana diventa completa: matrimonio e paternità.
È sposato da due anni, con una relazione di sei, ed è padre di Raffaele.
«Ormai la mia vita è qui.»
Radici che restano
Nonostante l’integrazione, il legame con l’Italia resta forte.
«L’Italia mi manca. Sono cresciuto lì: è casa mia.»
Torna spesso in vacanza per visitare la famiglia.
E non esclude un ritorno futuro.
«Mai dire mai. Un giorno potremmo tornare.»
Identità doppia
Come molti emigrati contemporanei, vive una doppia appartenenza:
- vita costruita all’estero
- radici italiane permanenti
«Le radici sono sempre lì.»
Una storia della nuova emigrazione italiana
La sua esperienza racconta un modello tipico degli ultimi vent’anni:
- partenza per esperienza
- permanenza progressiva
- inserimento nella ristorazione
- impresa italiana all’estero
- famiglia migrante
- identità doppia
Scheda
Origine: Napoli
Paese di vita: Australia (Sydney)
Anni in Australia: 13
Settore: ristorazione
Ruolo: manager → ristoratore
Attività: ristorante–pizzeria italiana
Famiglia: sposato, un figlio (Raffaele)
Prospettiva: possibile ritorno futuro in Italia



