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Arrivata giovanissima in Australia, Maria ha lavorato prima in una fabbrica di lana, poi in una sartoria e in una fabbrica di carta. A Melbourne ha conosciuto il marito, con cui ha costruito una famiglia. Dopo più di sessant’anni vissuti in Australia continua però a mantenere un legame profondo con l’Italia, con il suo paese d’origine e con Rofrano, dove negli anni ha trovato amicizie e affetti.
Un percorso semplice, accessibile, utilizzato ogni giorno da centinaia di persone per correre, camminare o andare in bicicletta. Il Dandenong Parkrun Trail, lungo circa 5 chilometri, dimostra come una rete di sentieri possa diventare infrastruttura pubblica e spazio di comunità. Un modello che fa emergere, per contrasto, alcune criticità nella gestione dei percorsi naturalistici del Cilento.
Crescere tra due mondi, difendersi con l’ironia e costruire un’impresa con cento dipendenti. L’intervista a Carmine “Charly” Ventieri racconta una storia che appartiene a migliaia di famiglie italiane partite per l’Australia.
Teresa Losinno in Ventieri, dall’Italia all’Australia con la nave Achille Lauro La storia dell’emigrazione italiana…
«Mi chiamo Anastasia Rinaldi, sono nata a Napoli. Sono multiculturale: mia madre e le mie sorelle sono bulgare, mentre io e mio padre siamo italiani. Vivo in Australia da cinquant’anni.»
Peter Vernieri, da Melbourne in Tasmania per “costruire” la sua vita La storia dell’emigrazione italiana…
«Sono arrivato tramite un amico. Lui poi è andato via, io sono rimasto.»
All’inizio viaggia e lavora in diverse zone del Paese: Queensland, Melbourne, fino a stabilirsi definitivamente a Sydney.
Chi lavora la terra sa che i tempi non sono immediati.
La farm rappresenta un progetto di lungo periodo, destinato a trasformare un terreno selvatico in spazio agricolo produttivo e abitato.
«Sono originaria di Roccadaspide. La mia storia all’estero è iniziata nel 2008, quando ho cominciato a viaggiare per lavoro. Sentivo che l’Italia, da un certo punto di vista, mi stava un po’ stretta: avevo il desiderio di crescere e mettermi alla prova in contesti diversi.»
«Mio padre era venuto nel 1958. Poi mia sorella e mio fratello, Giuseppe e Maria, nel ’59. Dopo siamo arrivati noi: mia madre Carmela, mio fratello Antonio, mia sorella Felicetta e io, che ero il più piccolo. C’era anche un fratello più grande, Pasquale, che faceva il militare e arrivò dopo.»
Oggi si va negli spazi “infiniti” della campagna che separa la metropoli dalla fascia costiera. Saremo ospiti di Giuseppe Mazzeo,
Dal primo incontro con Demetrio Scandizzo alla sua eredità nei figli oggi protagonisti internazionali dell’hairstyling, il racconto ricostruisce la trama profonda di una famiglia migrante tra Italia e Australia. A Melbourne la memoria si fa presenza: il padre resta la radice, i figli l’orizzonte.



