La Galilea delle genti diventa il luogo della rivelazione: Gesù inizia la missione chiamando uomini comuni a costruire il Regno di Dio
Luce e gioia animano la liturgia della Parola: la luce cancella le tenebre, simbolo del nulla e della morte; così inizia una nuova creazione, dominata dalla gioia nella Galilea delle genti, dove, invece della divisione tra razze e culture, tutti sono invitati a vivere in armonia.

Il Vangelo di Matteo pone attenzione al compimento delle Scritture nella vita di Gesù, Parola di Dio che inizia il ministero pubblico in libera obbedienza al Padre. Gesù sceglie di risiedere a Cafarnao, città di frontiera e luogo di transito. La sua presenza illumina l’oscurità e inonda di calore: è la Buona Notizia.
Giovanni Battista è stato arrestato; Gesù prende il suo posto e sente l’urgenza del ministero. Abbandona casa e lavoro, non porta nulla con sé, sceglie una frontiera disprezzata per iniziare la predicazione e riassume il suo annuncio in parole decisive:
«Convertitevi, perché il regno dei cieli si è avvicinato», invito a cambiare mentalità.
La conversione presuppone un prima e un dopo: non è un atto unico e definitivo, ma una dinamica quotidiana. La presenza di Gesù trasforma la vita, rinnova i rapporti, avvia la rivoluzione cristiana che cambia il modo di vedere Dio e la realtà: questo è il Regno.
Gesù convoca persone e le invita a passare dalle tenebre alla luce, superando divisioni e incomprensioni. Quattro uomini, sedotti dalla sua parola, abbandonano tutto come chi ha trovato un tesoro. Egli insegna, predica e cura.
Gesù non si nasconde di fronte alla minaccia: esce allo scoperto e inizia la missione in una terra di confine, dove le culture si mescolano. Non cerca discepoli, ma li chiama; non vuole semplici ascoltatori, ma collaboratori. Li sceglie tra la gente comune.
Il contenuto dell’annuncio è duplice: Regno di Dio e conversione. Nel Vangelo di Matteo ricorre spesso l’espressione Regno dei cieli, a indicare un’umanità che si apre alla sovranità di Dio e cerca di diventare pacifica, giusta e fraterna, come pensata fin dalla creazione. La conversione è la prima condizione per costruire il Regno, compito affidato a tutti.
Un particolare apre anche alla riflessione ecumenica. Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni sono fratelli: così devono ricordarlo le Chiese da loro fondate. Niente divisioni, come accadeva a Corinto ai tempi di Paolo. È la potenza della Parola che trasforma uomini diversi in comunità, chiamata a insegnare, predicare e curare, illuminata dall’esempio di Cristo.
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