Il Figlio amato che rivela il volto del Padre
Dal nascondimento alla rivelazione
Il Vangelo dell’Epifania ha descritto il riconoscimento del bambino Gesù come Messia; oggi propone un episodio avvenuto trent’anni dopo, trascorso il periodo di nascondimento a Nazareth, dove Gesù vive da figlio obbediente, da ragazzo in formazione, da umile apprendista falegname, sempre attento lettore delle Scritture.

Il passo proposto traccia la differenza tra il battesimo di Giovanni, segno di conversione, e quello cristiano. Lo si desume dal prezioso riferimento «al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo». Inoltre, il fatto che non vengano riportati episodi durante i quali Gesù battezza e il suo invito a farlo dopo la sua resurrezione dimostra che il rito trova il suo senso in relazione al Cristo morto e risorto.
“Per ora lascia fare”
Per comprenderla occorre considerare il dialogo tra Giovanni, che non vuole procedere, e Gesù che insiste.
«Io devo essere battezzato da te»
«Per ora lascia fare»
E, mentre esce dall’acqua, una voce proclama:
«Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento»
Il Figlio prediletto
Gesù è il prediletto: la dichiarazione di paternità lo proclama Figlio di Dio fin dall’eternità.
Nel battesimo Gesù manifesta questa condizione, fa comprendere il suo rapporto con Dio: generato dall’eternità, immutabilmente Figlio prediletto del Padre.
La voce non attesta un’adozione che avviene in quel momento, ma un pubblico riconoscimento a beneficio degli uomini.
La gioia di Dio
Nel racconto di Matteo il centro non è il rito, ma la voce celeste che assicura all’umanità l’urgente amore di Dio, Buona Novella del cristianesimo.
Dio ama ciascuno di noi come ama Gesù, in un crescendo di intensità, di calda emozione, di coinvolgente slancio.
Anche quando l’uomo non ascolta, fugge o tradisce, si sente dire:
«Tu come persona comunque mi piaci»
Figlio mio, mio amore, mia gioia
La grandiosa scena del battesimo, che richiama per alcuni aspetti la Trasfigurazione, è anche una descrizione degli effetti del battesimo cristiano, esaltati in tre parole:
- Figlio mio
- Mio amore
- Mia gioia
La musicalità di queste espressioni conferisce speranza e si trasforma in cantico di gloria a Dio.
Per il nostro cammino
Abbiamo ricevuto il battesimo da bambini, quando non eravamo in grado di comprendere la portata del rito. I genitori si sono fatti carico della responsabilità di stimolare la crescita della nostra fede.
Oggi la liturgia della Parola diventa occasione di esame di coscienza e invito a gustare l’amore di Dio che ci accompagna per tutto il nuovo anno.



