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In un tempo segnato da crisi culturali e fragilità relazionali, la Festa della Santa Famiglia invita a riscoprire il valore profondo della famiglia come luogo di responsabilità, amore e protezione. Attraverso la figura di Giuseppe, Maria e Gesù, la liturgia richiama ogni credente a vivere la famiglia come spazio di salvezza, di fiducia e di speranza, anche nelle difficoltà e nelle “notti” della storia. Un invito a lodare Dio per i doni ricevuti e a guardare con fiducia al nuovo anno.

La liturgia della Parola accompagna i credenti al cuore del mistero dell’Incarnazione, presentando Maria e Giuseppe come testimoni di una fede che nasce dall’ascolto, attraversa il dubbio e si compie nell’obbedienza. Il Sì silenzioso di Giuseppe diventa modello per accogliere un Dio che sorprende e chiede di fidarsi, aprendo orizzonti nuovi di salvezza.

Che cosa dobbiamo fare? Domanda rivolta al Battista e che anche noi ci poniamo. L’interrogativo coinvolge tutte le categorie sociali. Il Precursore raccomanda di rimanere nel proprio stato, pronti a donare, perfino la propria tunica, per riscaldare il corpo e colmare la solitudine interiore del fratello.

La scorsa settimana la professoressa Lucia Garifalos ci ha salutato, dopo averci accompagnato per l’intero ciclo triennale liturgico, guidandoci nella riflessione sulla liturgia della Parola domenicale.
Prendo il suo posto con l’auspicio di non far avvertire troppo l’assenza del suo stile letterario, sempre stimolante, e mantenendo vivo il suo invito finale a vivere il giorno festivo nella serenità e nel calore della famiglia.

Dopo quasi 20 anni di guida, fede, cultura, attenzione ai giovani, cura degli anziani, sostegno nei momenti difficili, promozione delle tradizioni, progetti sociali, eventi culturali e pastorali, don Luigi Rossi lascia un segno indelebile nella nostra storia.

Dalla Caritas al restauro della Chiesa, dalle iniziative dell’Oratorio al gemellaggio con Maiorca, dalle celebrazioni più importanti ai momenti di dolore, dagli eventi scientifici e culturali ai film e alle attività teatrali: tutto porta la sua impronta.

Gesù, salendo a Gerusalemme per la Pasqua, entra nel Tempio e vede una scena ormai consueta:
persone che fanno i propri affari, mercanti di bestiame per i sacrifici