Nata a Castelnuovo Cilento nel 2000, artista e tatuatrice professionista, ha costruito il proprio percorso tra Accademie di Belle Arti, ricerca grafica e una poetica che unisce natura, ricordo e introspezione.

Nata nel 2000 a Castelnuovo Cilento, Mafalda Francesca Perri ha vissuto nel cuore del Cilento fino ai diciannove anni, mantenendo ancora oggi un legame profondo con la propria terra d’origine. Sebbene viva attualmente a Bologna, dove ha completato gli studi presso l’Accademia di Belle Arti e svolge l’attività di tatuatrice professionista, il rapporto con il Cilento continua a rinnovarsi attraverso frequenti ritorni, inseriti tra le numerose trasferte lavorative che la portano in Italia e all’estero.
Il suo percorso nel mondo del tatuaggio comincia molto presto, intorno ai diciassette anni, durante gli anni del liceo. È proprio allora che questa passione inizia a trasformarsi in una prospettiva concreta, orientando anche le successive scelte formative. La decisione di intraprendere studi artistici nasce infatti dall’esigenza di costruire una preparazione solida che potesse arricchire e sostenere, in parallelo, il lavoro sul tatuaggio.
Dopo la qualificazione professionale conseguita a Firenze, Mafalda lavora stabilmente dal 2021 come tatuatrice professionista. Parallelamente completa il proprio percorso accademico con il diploma di laurea triennale presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e il diploma biennale presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, entrambi in Grafica d’Arte.
Una formazione che ha inciso profondamente sul suo approccio al tatuaggio, influenzandone lo stile e ampliandone la visione. Il tatuaggio diventa così non soltanto una professione, ma uno spazio di ricerca artistica, capace di esprimere una dimensione più libera, personale e consapevole del gesto creativo.
La sua ricerca si sviluppa proprio nel dialogo continuo tra questi due mondi: da un lato il tatuaggio, forma d’arte destinata agli altri, visibile e condivisa; dall’altro l’incisione e la grafica, più intime e introspettive, rivolte a una riflessione personale e silenziosa. Due linguaggi che si contaminano costantemente, nel tentativo di costruire un ponte tra espressione pubblica e profondità interiore.

Al centro della sua poetica emergono temi ricorrenti e fortemente evocativi: l’attenzione agli elementi silenziosi che accompagnano lo scorrere della vita, la natura come presenza ciclica che scandisce tempo e spazio, e quel mondo sensibile capace di generare sinestesie, richiamando memoria, nostalgia e viaggio interiore.
È una ricerca che guarda al dettaglio invisibile, a ciò che resta sullo sfondo ma che, proprio per questo, custodisce una forza simbolica profonda. Il ricordo, il paesaggio, le stratificazioni emotive diventano materia visiva e segno.
Nel corso degli anni, Mafalda Francesca Perri ha preso parte a numerose esposizioni collettive e progetti internazionali. Tra questi, il progetto “Chiado, Carmo and the Arts in the Public Sphere 2022” tra Francia e Portogallo, “Il mio nome è incisione” a Istanbul e Ankara, oltre alla selezione al “Premio Ilaria Ciardi 2022” di Ravenna e al “Premio MUG EmilBanca” 2023.
Particolarmente significativo il riconoscimento ottenuto alla XXXVII edizione del Premio di incisione Giorgio Morandi 2025, dove l’opera selezionata “Quando un ricordo s’intrica” ha ricevuto una menzione speciale per la qualità del lavoro, confermando la maturità di una ricerca artistica capace di trasformare memoria e sensibilità in linguaggio visivo autentico.



