Si è conclusa ieri, 23 ottobre, a Roma, nella sede UNAR (in via Aldrovandi, 16), la XIV edizione del Premio di Poesia Florida 2026, che ha riscosso anche quest’anno un ampio successo per la partecipazione di una ottantina di concorrenti, che hanno inviato ciascuno una raccolta poetica inedita, sottoponendola a una Giuria composta da Sangiuliano (Presidente), Velio Carratoni, Silvana Cirillo, Vincenzo Guarracino, Plinio Perilli, Norbert von Prellwitz. Come è risaputo, la formula del Premio prevede la pubblicazione da parte di un noto Editore della silloge che risulta vincitrice.
Nei suoi oltre quattro decenni di vita, il Premio, che annovera nomi di prestigiosi vincitori (da Sanesi, a Lunetta, a De Angelis, fino a Renato Minore della scorsa edizione col suo Per speculum et in aenigmate), vede trionfare quest’anno FABIA BALDI, il cui libro D’amore e d’altre storie con prefazione di Carlo Di Lieto, edito da Di Felice Edizioni, è risultato vincitore tra i dieci finalisti (Diego Baldassarre, Vivian Ley, Giuseppe Ligotti, Dante Maffia, Vincenzo Masi, Tiziana Monari, Francesca Semeraro, Giancarlo Stoccoro, Alba Toni), seguito a ruota dai libri di Dante Maffia e di Vincenzo Masi.
Senza entrare, per ragioni spazio, nel merito dei Magnifici Tre della terna (magari lo si farà in altra circostanza), due parole sui membri della Giuria, a partire dall’ideatore e presidente Sangiuliano, è necessario spenderle.
Sangiuliano, come una sorta di foscoliano Didimo Chierico “disincantato ma non rinsavito”, assieme a sua moglie Bruna, vive nella scrittura il suo “amore sconsolato” per la vita e per la poesia con un pugnace “sentimento al presente”, appagato dall’armoniosa solitudine della campagna romana di Aprilia in un giardino botanico di interesse internazionale, gli Horti Sangiulianei, tra essenze rare di piante e sculture all’aperto, disseminate con studiata noncuranza.
Velio Carratoni, poeta e vulcanico promotore culturale, è direttore della rivista Fermenti che da 50 è una delle più longeve fonti di stimoli e di idee, coadiuvato da sua moglie Gemma Forti.
A loro volta, Silvana Cirillo è docente di Letteratura italiana contemporanea alla “Sapienza”, così come è cattedratico di Lingua e Letteratura Spagnola presso la stessa Università Norbert von Prellwitz.
Plinio Perilli, invece, poeta e critico di chiara fama, è recentemente scomparso lasciando molti rimpianti.
Vincenzo Guarracino, infine, “cilentano” natione non moribus (vive a Como), oltre che poeta, critico letterario e d’arte, oltre che traduttore dalle lingua classiche, è leopardista di riconosciuto rilievo nazionale (e non solo, se il Ministero degli Esteri lo aveva inviato al Cairo nel 2007 come testimone del poeta di Recanati in occasione della pubblicazione della prima traduzione nel mondo arabo dei Canti).
ANTONELLA CASABURI





