A Santa Barbara di Ceraso il 1 luglio 2026 si è svolta la cerimonia dell’intitolazione di un Largo, nei pressi della piazza principale del paese, a due illustri personaggi dell’800: Tiberio e Felice Testa, uomini di cultura e di legge.
La cerimonia, con relativo svelamento della targa toponomastica, ha visto la partecipazione di un nutrito numero di cittadini e di illustri relatori, a partire dall’ encomiabile ideatore e promotore dell’iniziativa, l’ arch. Remigio Cammarano, che ha spiegato il significato e l’alto valore civile dell’iniziativa.
Il Sindaco, avv. Aniello Crocamo, dopo i saluti istituzionali ha svelato la targa, posta sull’edificio dell’antica via Selce, antistante all’antica dimora dei Testa.

Ha poi preso la parola il prof. Enzo Di Gironimo, rappresentante dei discendenti degli illustri intestatari, il quale, con convincenti parole, ne ha tracciato il profilo umano e culturale mettendo soprattutto in evidenza la loro personalità e cultura in un’epoca di tumultuose vicende, tra rivolte popolari e Restaurazione e ancora fermenti libertari culminati con l’Unità d’Italia, con al centro personaggi quali Napoleone prima e Garibaldi poi: accadimenti che non potevano non suscitare contrastanti sentimenti anche nel Cilento. A tutto questo il dotto e appassionato relatore, già Dirigente Scolastico e docente di filosofia e storia, ha saputo conferire un degno risalto meritando il plauso degli astanti.
La studentessa Elisabetta Cammarano ha delineato il ruolo che le giovani generazioni si sentono di dover e voler incarnare sulla scena di realtà ancorché piccola, come il paese, tutt’altro che indifferente e avulsa dal contesto più generale dell’Italia e del mondo alle prese con epocali rivolgimenti: un ruolo non da spettatori bensì da attori seri e responsabili, cui sentono di doversi oggi già preparare in vista del domani, sulle orme degli illustri modelli rappresentati anche dai Testa.
Il prof. Gaetano De Luca, già docente e Dirigente Scolastico, ha discusso del contesto sociale e culturale del paese, specchio di una realtà molto simile a quella di tanti altri paesi del circondario che fu dominato e condizionato da micragnosi interessi personali.
Don Aniello Scavarelli, sacerdote che nella sua lunga carriera religiosa ha fatto della cultura il perno della sua missione pastorale sotto l’ala di un illustre presule come il compianto vescovo mons. Casale, ha tenuto a ribadire proprio questo ruolo della cultura come lievito morale e civile per un’autentica crescita responsabile di ogni comunità.
In conclusione è intervenuto il prof. Vincenzo Guarracino, poeta, critico letterario e d’arte, traduttore, che vanta tra i suoi antenati ascendenze barbaresi, il quale, autore assieme al prof. Di Gironimo di un volume dedicato ai Testa (Tiberio e Felice Testa poeti da Ceraso al Cilento, Centro di Promozione Culturale per il Cilento, 2025) ha posto l’attenzione sull’ attualità dei due illustri concittadini Testa, autentiche cartine al tornasole dei conflitti generazionali di ieri come di oggi (emblematicamente incarnati nelle diverse posizioni assunte da padre e figlio nei confronti dei fatti della loro epoca), da cui ciascuno di noi è chiamato a prendere esempio per una composizione e una crescita armonica della società.
Al termine del convegno, in un clima di serena e feconda armonia tra i partecipanti, la serata è proseguita con un rinfresco che le Donne di Santa Barbara hanno preparato con la loro proverbiale sapienza gastronomica.
ANTONELLA CASABURI





