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Sfoglia: Parco Cilento Diano Alburni
Un ricordo intimo e profondo di Emilio, uomo della Valle del Calore, musicista e custode della memoria popolare. Nato nel 1955 a Piaggine, compagno di scuola e amico di una vita, Emilio ha attraversato il tempo restando fedele alle sue radici, alla musica e alla comunità che lo ha generato. Un omaggio a una persona buona, capace di interpretare l’anima antica della sua terra e di trasmetterla alle nuove generazioni.
L’Europa appare sempre più priva di un’identità condivisa e incapace di affrontare le crisi che essa stessa genera. La risposta passa anche dalla pace ecologica, dalla valorizzazione dei territori marginali e da una nuova coscienza culturale che rimetta al centro l’uomo, la storia e l’ambiente. Il Cilento e il Vallo di Diano come paradigma possibile.
Presentato a Castellabate il volume Dall’America all’Europa, che ricostruisce l’epica traversata oceanica di Vincenzo Fondacaro, Orlando Grassoni e Pietro Troccoli. Un viaggio unico nella storia della marineria, nato dall’emigrazione italiana in Sud America e animato dallo spirito risorgimentale, per rendere omaggio a Giuseppe Garibaldi.
Primo presidente del Parco Nazionale, botanico ed etnobotanico di respiro mediterraneo, La Valva ha trasformato la tutela dell’ambiente in una visione culturale capace di unire storia, biodiversità e comunità. La sua lezione, ancora attuale, mostra come il paesaggio sia un dialogo millenario tra uomo e natura, e perché comprenderlo significhi proteggere il futuro del territorio.
Paestum, Roccadaspide, Aquara, Bellosguardo, Roscigno, Corleto Monforte, Sacco, Teggiano, Sassano, Sala Consilina, Padula, Montesano sulla Marcellana, Casalbuono, Lagonegro, Lauria, Castelluccio Inferiore e Superiore, Campotenese, Castrovillari, Cassano allo Ionio, fino a Sibari.
Diciannove località principali, ma l’anima del cammino è custodita in ogni angolo che i piedi hanno toccato e lo sguardo ha potuto abbracciare.
Il neo presidente Roberto Fico ha parlato di aree interne. Bene. Era inevitabile. Ma le dichiarazioni non bastano più. Le aree interne non hanno bisogno di compassione, hanno bisogno di scelte politiche vere.
Il dato più eclatante è, nonostante tutto, l’ulteriore calo degli elettori, che sta a significare una cosa chiara: la “gente” è stanca di un rito democratico che seleziona una classe dirigente alla quale affidare le sorti amministrative della Regione Campania senza che cambi realmente nulla.
Dopo quasi 20 anni di guida, fede, cultura, attenzione ai giovani, cura degli anziani, sostegno nei momenti difficili, promozione delle tradizioni, progetti sociali, eventi culturali e pastorali, don Luigi Rossi lascia un segno indelebile nella nostra storia.
Dalla Caritas al restauro della Chiesa, dalle iniziative dell’Oratorio al gemellaggio con Maiorca, dalle celebrazioni più importanti ai momenti di dolore, dagli eventi scientifici e culturali ai film e alle attività teatrali: tutto porta la sua impronta.
Nel cuore della Campania, tra mare, montagne e borghi di pietra, si estende un territorio…
Sorgono come funghi uffici e comitati elettorali, segno tangibile di una presenza episodica e discontinua dei partiti, non più intesi come incubatori di idee e di classe dirigente, ma ridotti a semplici “talent show” per aspiranti candidati, spesso cooptati non per capacità e merito, ma per logiche di affiliazione e familismo.
Le normative europee, sempre più complesse e uniformi, impongono parametri stringenti e modelli automatizzati che tendono a sostituire la conoscenza diretta, la fiducia e l’esperienza umana con la logica dei numeri.
Il 9 novembre 2017, nella sala consiliare del Comune, l’On. Enrico Borghi, presidente nazionale UNCEM e consigliere della Presidenza del Consiglio per la strategia delle aree interne, ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Gioi dalle mani del sindaco Andrea Salati e dell’amministrazione comunale.


