- Castel San Lorenzo. La XXIX Festa del Vino D.O.P. riaccende la storia della Val Calore
- Nera D’Auto, attraversare la storia senza farsene travolgere
- PER VITO CAPONIGRI
- Capaccio Paestum, le 16 firme sul PUC che pesano come macigni
- AI Act, dal 2 agosto 2026 cambia il modo in cui incontriamo l’intelligenza artificiale: riconoscere l’artificiale diventa parte della trasparenza digitale
- Antonio Rubano ha raggiunto la sua Antonietta
- Capaccio Paestum, dal 57,63% all’8 a 8: la crisi esplode nel cuore dell’estate
- XIX Domenica per annum
Sfoglia: Parco Cilento Diano Alburni
Anche a livello regionale l’Associazione è chiamata a svolgere un ruolo delicato: raccogliere le istanze degli amministratori locali
Ma quando alle partenze non corrisponde più alcun arrivo, il declino smette di essere una fase storica e diventa una condizione permanente.
Ogni estate il Cilento torna sulle prime pagine. Arrivano le bandiere blu, le classifiche delle spiagge più belle, i dati sulle presenze turistiche, le sagre, i festival e le campagne promozionali.
Eppure, mentre il racconto del territorio sembra procedere senza intoppi, c’è un’altra narrazione che raramente conquista spazio.
Dalla stagione fondativa con Domenico Nicoletti e Vincenzo La Valva alla riconferma ministeriale del 2026: il direttore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni attraversa quasi trent’anni di storia dell’Ente
L’accordo con Università di Salerno, ASL e Istituto Zooprofilattico diventa il segnale di una nuova stagione: non solo un evento istituzionale, ma il recupero di una funzione strategica per il territorio
Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Posidonia spiaggiata: l’emergenza torna sulle coste cilentane ma resta aperto il nodo della strategia di lungo periodo
Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni invoca una governance unitaria, ma i numeri e le alleanze raccontano un’altra realtà: quella di un sistema che rischia di moltiplicare i centri decisionali
«Si tratta di un percorso adatto a tutte le persone – ha dichiarato il Presidente del Parco, Giuseppe Coccorullo – per la fruizione di un cammino che costeggia la meravigliosa flora dunale del lungomare di Ascea».
Mentre ci accompagna in una visita guidata nella sua bellissima casa, racconta la sua storia con naturalezza. Oggi vive con Pietro, il compagno della sua seconda vita, ma il suo percorso non è stato semplice.
Arrivato giovane in Australia, Antonio Scandizzo ha vissuto a Melbourne, dove ha lavorato e costruito la sua famiglia. Come molti emigranti della sua generazione, ha mantenuto per tutta la vita un legame profondo con il paese d’origine, Rofrano, dove è tornato più volte negli anni.
Nato a Rofrano nel 1939, a vent’anni lascia l’Italia. Prima lavora per qualche mese in Francia, poi viene chiamato dalla sorella già emigrata in Australia. Arriva a Melbourne dopo un viaggio di un mese in nave e trova lavoro in una fabbrica di materassi dove resterà per tutta la vita, diventando capo operaio. Una storia di lavoro, famiglia e legame costante con il paese d’origine.
Arrivata giovanissima in Australia, Maria ha lavorato prima in una fabbrica di lana, poi in una sartoria e in una fabbrica di carta. A Melbourne ha conosciuto il marito, con cui ha costruito una famiglia. Dopo più di sessant’anni vissuti in Australia continua però a mantenere un legame profondo con l’Italia, con il suo paese d’origine e con Rofrano, dove negli anni ha trovato amicizie e affetti.



