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Sfoglia: Parco Cilento Diano Alburni
L’accordo con Università di Salerno, ASL e Istituto Zooprofilattico diventa il segnale di una nuova stagione: non solo un evento istituzionale, ma il recupero di una funzione strategica per il territorio
Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Posidonia spiaggiata: l’emergenza torna sulle coste cilentane ma resta aperto il nodo della strategia di lungo periodo
Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni invoca una governance unitaria, ma i numeri e le alleanze raccontano un’altra realtà: quella di un sistema che rischia di moltiplicare i centri decisionali
«Si tratta di un percorso adatto a tutte le persone – ha dichiarato il Presidente del Parco, Giuseppe Coccorullo – per la fruizione di un cammino che costeggia la meravigliosa flora dunale del lungomare di Ascea».
Mentre ci accompagna in una visita guidata nella sua bellissima casa, racconta la sua storia con naturalezza. Oggi vive con Pietro, il compagno della sua seconda vita, ma il suo percorso non è stato semplice.
Arrivato giovane in Australia, Antonio Scandizzo ha vissuto a Melbourne, dove ha lavorato e costruito la sua famiglia. Come molti emigranti della sua generazione, ha mantenuto per tutta la vita un legame profondo con il paese d’origine, Rofrano, dove è tornato più volte negli anni.
Nato a Rofrano nel 1939, a vent’anni lascia l’Italia. Prima lavora per qualche mese in Francia, poi viene chiamato dalla sorella già emigrata in Australia. Arriva a Melbourne dopo un viaggio di un mese in nave e trova lavoro in una fabbrica di materassi dove resterà per tutta la vita, diventando capo operaio. Una storia di lavoro, famiglia e legame costante con il paese d’origine.
Arrivata giovanissima in Australia, Maria ha lavorato prima in una fabbrica di lana, poi in una sartoria e in una fabbrica di carta. A Melbourne ha conosciuto il marito, con cui ha costruito una famiglia. Dopo più di sessant’anni vissuti in Australia continua però a mantenere un legame profondo con l’Italia, con il suo paese d’origine e con Rofrano, dove negli anni ha trovato amicizie e affetti.
Da anni si discute della possibile fusione tra piccoli comuni del Cilento interno. Il tema ritorna ciclicamente nel dibattito pubblico, nei convegni e sui giornali locali, ma raramente si traduce in atti concreti. Nel frattempo, la popolazione continua a diminuire, i servizi essenziali si riducono, le scuole chiudono e il patrimonio abitativo si deteriora.
Dall’Australia al Cilento: il confronto impietoso tra mobilità sostenibile reale e infrastrutture senza manutenzione nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Dovevano portare sviluppo, servizi, futuro.
Hanno lasciato strade dissestate, cantieri infiniti, edifici chiusi e milioni spesi senza ritorno.
Il progetto di metanizzazione Vallo di Diano–Laurino, la Fondovalle Calore e il Centro per l’Impiego di Roccadaspide sono tre simboli di una stessa deriva: infrastrutture pensate senza visione, realizzate male, abbandonate peggio.
Il risultato è un territorio più fragile, più isolato e più disilluso.
Un viaggio nelle ferite aperte dell’entroterra cilentano che chiede finalmente responsabilità, non nuovi annunci.
Un incontro, a Paestum, per ripercorrere trent’anni di storia editoriale nata quasi per scommessa e diventata nel tempo una comunità di idee, relazioni e impegno civile.
Collaboratori storici e nuove firme di UNICO si sono ritrovati per raccontarsi, confrontarsi e riconoscersi in un’esperienza che ha formato oltre cento giovani giornalisti.
Tra memoria e futuro, la serata ha restituito il senso profondo di un progetto che ha sempre scelto di dare voce al territorio senza mettersi al servizio di nessuno.
Un racconto corale che conferma come l’informazione locale possa ancora essere scuola di pensiero, palestra di cittadinanza e presidio culturale.



