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Arrivato giovane in Australia, Antonio Scandizzo ha vissuto a Melbourne, dove ha lavorato e costruito la sua famiglia. Come molti emigranti della sua generazione, ha mantenuto per tutta la vita un legame profondo con il paese d’origine, Rofrano, dove è tornato più volte negli anni.

Nato a Rofrano nel 1939, a vent’anni lascia l’Italia. Prima lavora per qualche mese in Francia, poi viene chiamato dalla sorella già emigrata in Australia. Arriva a Melbourne dopo un viaggio di un mese in nave e trova lavoro in una fabbrica di materassi dove resterà per tutta la vita, diventando capo operaio. Una storia di lavoro, famiglia e legame costante con il paese d’origine.

Arrivata giovanissima in Australia, Maria ha lavorato prima in una fabbrica di lana, poi in una sartoria e in una fabbrica di carta. A Melbourne ha conosciuto il marito, con cui ha costruito una famiglia. Dopo più di sessant’anni vissuti in Australia continua però a mantenere un legame profondo con l’Italia, con il suo paese d’origine e con Rofrano, dove negli anni ha trovato amicizie e affetti.

Da anni si discute della possibile fusione tra piccoli comuni del Cilento interno. Il tema ritorna ciclicamente nel dibattito pubblico, nei convegni e sui giornali locali, ma raramente si traduce in atti concreti. Nel frattempo, la popolazione continua a diminuire, i servizi essenziali si riducono, le scuole chiudono e il patrimonio abitativo si deteriora.

Dovevano portare sviluppo, servizi, futuro.
Hanno lasciato strade dissestate, cantieri infiniti, edifici chiusi e milioni spesi senza ritorno.
Il progetto di metanizzazione Vallo di Diano–Laurino, la Fondovalle Calore e il Centro per l’Impiego di Roccadaspide sono tre simboli di una stessa deriva: infrastrutture pensate senza visione, realizzate male, abbandonate peggio.
Il risultato è un territorio più fragile, più isolato e più disilluso.
Un viaggio nelle ferite aperte dell’entroterra cilentano che chiede finalmente responsabilità, non nuovi annunci.

Un incontro, a Paestum, per ripercorrere trent’anni di storia editoriale nata quasi per scommessa e diventata nel tempo una comunità di idee, relazioni e impegno civile.
Collaboratori storici e nuove firme di UNICO si sono ritrovati per raccontarsi, confrontarsi e riconoscersi in un’esperienza che ha formato oltre cento giovani giornalisti.
Tra memoria e futuro, la serata ha restituito il senso profondo di un progetto che ha sempre scelto di dare voce al territorio senza mettersi al servizio di nessuno.
Un racconto corale che conferma come l’informazione locale possa ancora essere scuola di pensiero, palestra di cittadinanza e presidio culturale.

Camminare come esperienza di lettura del territorio

Camminare è una passione che riserva sorprese, conferme e occasioni per riflettere. È accaduto anche durante l’ennesima passeggiata lungo un tratto del Cammino del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, nella sua parte costiera che va da Pioppi ad Ascea Marina.

Una giornata inondata dal sole dicembrino ha reso il percorso piacevole, confermando quanto sia possibile muoversi a piedi lungo la costa lontano dal traffico, dai rumori estivi e dall’affollamento delle spiagge.

Un ricordo intimo e profondo di Emilio, uomo della Valle del Calore, musicista e custode della memoria popolare. Nato nel 1955 a Piaggine, compagno di scuola e amico di una vita, Emilio ha attraversato il tempo restando fedele alle sue radici, alla musica e alla comunità che lo ha generato. Un omaggio a una persona buona, capace di interpretare l’anima antica della sua terra e di trasmetterla alle nuove generazioni.

L’Europa appare sempre più priva di un’identità condivisa e incapace di affrontare le crisi che essa stessa genera. La risposta passa anche dalla pace ecologica, dalla valorizzazione dei territori marginali e da una nuova coscienza culturale che rimetta al centro l’uomo, la storia e l’ambiente. Il Cilento e il Vallo di Diano come paradigma possibile.

Presentato a Castellabate il volume Dall’America all’Europa, che ricostruisce l’epica traversata oceanica di Vincenzo Fondacaro, Orlando Grassoni e Pietro Troccoli. Un viaggio unico nella storia della marineria, nato dall’emigrazione italiana in Sud America e animato dallo spirito risorgimentale, per rendere omaggio a Giuseppe Garibaldi.