La Festa dei Lavoratori, venne istituita il 20 luglio 1889 a Parigi, durante il Congresso della Seconda Internazionale Socialista; in Italia, fu riconosciuta festa nazionale civile il 20 maggio 1970, con lo Statuto dei Lavoratori. A scuola muoiono 5-8 lavoratori l’anno, soprattutto collaboratori scolastici, per cadute, crolli e solitudine. Più gli studenti in PCTO. È discriminazione anche questa: la scuola è percepita come luogo sicuro, quindi la sicurezza vera viene dopo. Ma chi apre i cancelli all’alba e chiude i laboratori la sera rischia quanto un operaio, con uno stipendio da fame e zero retorica. Il cambio da “bidello” a “collaboratore” non serve se poi muore da solo su una scala, senza che nessuno lo chiami eroe.
La Festa dei Lavoratori, venne istituita il 20 luglio 1889 a Parigi, durante il Congresso della Seconda Internazionale Socialista; in Italia, fu riconosciuta festa nazionale civile il 20 maggio 1970, con lo Statuto dei Lavoratori. A scuola muoiono 5-8 lavoratori l’anno, soprattutto collaboratori scolastici, per cadute, crolli e solitudine. Più gli studenti in PCTO. È discriminazione anche questa: la scuola è percepita come luogo sicuro, quindi la sicurezza vera viene dopo. Ma chi apre i cancelli all’alba e chiude i laboratori la sera rischia quanto un operaio, con uno stipendio da fame e zero retorica. Il cambio da “bidello” a “collaboratore” non serve se poi muore da solo su una scala, senza che nessuno lo chiami eroe. La Festa dei Lavoratori nacque il 1° maggio con una precisa data di istituzione internazionale, il 1889. Esattamente venne istituita il 20 luglio 1889 a Parigi, durante il Congresso della Seconda Internazionale Socialista. Decisero di proclamare il 1° maggio come giornata di lotta internazionale per le 8 ore lavorative. La data fu scelta per ricordare i martiri di Chicago: il 1° maggio 1886 negli USA, infatti, ci fu uno sciopero generale per le 8 ore e il 4 maggio a Haymarket Square la polizia sparò sugli operai, con morti e condanne. In Italia arrivò più tardi, nel 1891 si celebrò la prima volta, ma senza essere riconosciuta. Nel 1923 il Governo Fascista la spostò con la denominazione “Festa del lavoro italiano” al 21 aprile, Natale di Roma. Soltanto dopo la Liberazione, nel 1945, il 1 maggio tornò ufficialmente festivo. Fu riconosciuta festa nazionale civile il 20 maggio 1970, con lo Statuto dei Lavoratori, Legge 300/1970. Prima era solo festività riconosciuta, dal 1970 entrò a far parte tra le feste nazionali per legge. Più di ottanta Paesi nel mondo oggi festeggiano i lavoratori. Negli USA e in Canada il Labor Day è il primo lunedì di settembre, proprio per prendere le distanze dai fatti di Chicago e dal socialismo. Oggi la Chiesa Cristiana Cattolica spolvera le statue di San Giuseppe. Proprio San Giuseppe, nella sua condizione di operaio, di carpentiere, è patrono dei lavoratori. E’ una festa istituita da Pio XII nel 1955, con l’intenzione di dare un protettore e modello al mondo del lavoro, sin d’allora, interessato a problematiche nuove e di grande peso su tutta la società. Con riguardo ai lavoratori della scuola, mentre desideriamo ricordarli tutti, un pensiero speciale vogliamo rivolgerlo a quanti, per adempiere al proprio dovere, sono mancati. In verità il tema dei lavoratori infortunati o morti a scuola è doloroso e, purtroppo, poco narrato. La scuola rientra nel comparto “Istruzione” INAIL. I dati più recenti dicono che, nel 2023, sono state registrate 3.267 denunce di infortunio nel settore istruzione, di cui 7 mortali. Nel 2024 si attestano gli stessi dati, con 5-8 morti l’anno tra docenti, ATA, collaboratori scolastici. Dal 2023, con la Legge 85/2023, gli studenti sono equiparati ai lavoratori per l’assicurazione INAIL durante attività didattiche, PCTO, laboratori. Prima non erano contati. Si attesta la media di diciassette morti ogni anno; sembrano pochi rispetto all’edilizia o all’agricoltura, ma a scuola non dovrebbe morire nessuno. Fra i più esposti vi sono i collaboratori scolastici. A scuola si muore cadendo dalle scale, durante le pulizie dei vetri, nel cambio delle lampadine, a causa di elettrocuzione con macchinari vecchi, intossicazione da prodotti chimici usati senza DPI, crolli/malori. A Rivoli, nel 2019, un CS, è deceduto per crollo controsoffitto. Nel 2022 una CS, a Palermo, per malore mentre apriva la scuola alle 6:30, in totale solitudine. A scuola muoiono i Docenti e gli ATA per malori, incidenti in itinere, aggressioni (se pure rare). La piaga recente, comunque, è quella degli studenti in PCTO. Dal 2018 al 2024 sono diversi gli alunni morti in alternanza scuola-lavoro. Da qui la Legge 85/2023 che ha esteso tutela INAIL. La questione si pone in termini strutturali, in primo luogo interessa l’edilizia scolastica, il 40% delle scuole italiane non ha certificato di agibilità; in diverse strutture scolastiche crollano solai, cadono intonaci, si registra la presenza di amianto. Il collaboratore scolastico è il primo costretto a rischio; questi generalmente apre all’alba e chiude al tramonto, spesso da solo. Se ha un infarto non se ne accorge nessuno per ore. Manca una vera diffusa formazione: la Legge 85/2023, ha rafforzato la sicurezza, ma per anni i CS hanno usato acidi, candeggina senza formazione reale. Bisognerebbe arieggiare i locali, è disposto dall CCNL, ma quanti sanno che mescolare candeggina e acido fa gas tossici? I tagli al personale non aiutano, oggi aumentano e domani moltiplicheranno ancora rischi e lavoro. Un respiro di sollievo lo offre la Legge 85/2023: il “Decreto Lavoro” ha esteso la tutela INAIL a studenti, docenti e ATA anche durante attività didattiche normali, non solo laboratori e palestre. Prima di questa Legge gli infortuni non erano coperti. La stessa norma, fortunatamente, oggi obbliga le scuole a progettare i PCTO in sicurezza, con relativo docente coordinatore.“Il 1 maggio, ha scritto nel suo profilo facebook, il Ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, noi vogliamo celebrare quelle tante donne e quei tanti uomini che con il loro lavoro contribuiscono alla crescita della nostra Italia. In questa giornata, desidero rivolgere un pensiero speciale a tutti i lavoratori della scuola: dirigenti, docenti, personale ATA. A loro va il mio ringraziamento per l’impegno quotidiano a favore dei nostri giovani. Una scuola che insegna il valore del lavoro, per un Paese che torna a credere nel proprio futuro”. A margine dello scritto di Valditara, parimenti leggiamo il breve commento di un lettore, Domenico Maritato: “Due giorni fa non avete neanche approvato il nuovo contratto in Consiglio dei Ministri per sbloccare gli aumenti, questo è il Vostro rispetto!



