Nella seconda decade di aprile, il Ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, è intervenuto all’evento “La scuola ferma i bulli. Esempi di buone pratiche educative”. La manifestazione si è svolta presso la sala “Aldo Moro” del MIM.
Nell’ambito delle iniziative promosse dal Ministero dell’istruzione e del merito volte a favorire l’educazione al rispetto e a prevenire e contrastare i fenomeni di bullismo e cyberbullismo, il 16 aprile u.s., si è svolto anche in diretta streaming, un evento nazionale dedicato alla presentazione e alla valorizzazione delle buone pratiche realizzate dalle istituzioni scolastiche su tutto il territorio nazionale, dal titolo “LA SCUOLA FERMA I BULLI – Esempi di buone pratiche educative”. Questa iniziativa è sorta col fine di fornire un prezioso confronto e dialogo tra le scuole. In tanti nella scuola si adoperano nella costruzione di ambienti scolastici accoglienti, sicuri e inclusivi. Nel corso della giornata sono state proposte varie esperienze progettuali. Tanti progetti hanno tradotto nel concreto i principi di rispetto reciproco, collaborazione e responsabilità digitale, contribuendo in modo significativo alla crescita civile e sociale delle comunità scolastiche. Alla manifestazione hanno preso parte diverse delegazioni delle istituzioni scolastiche. Per ogni regione della penisola è stata selezionata un rappresentanza. La scuola del Paese ha quindi offerto, da vari territori, le diverse esperienze attraverso contributi audiovisivi, testimonianze degli studenti e momenti di confronto, illustrando obiettivi, metodologie e risultati conseguiti, con speciale attenzione alla replicabilità e alla sostenibilità delle iniziative. E’ stata, di sicuro, una importante proposta, di elevato valore educativo e istituzionale. Il Ministro Valditara è intervenuto all’evento presso la sala “Aldo Moro” del MIM. All’evento, assicurano le fonti del MIM, “..sono state presentate 21 buone pratiche di 21 scuole, una per ciascuna regione e provincia autonoma, individuate fra 450 progettualità pervenute al Ministero. Gli studenti, attraverso contributi audiovisivi, testimonianze e momenti di confronto, hanno presentato le proprie esperienze, incoraggiando altri studenti a condividere e a replicare la propria “buona pratica”. Fra i presenti: Patrizio Oliva, (campione olimpico e mondiale di pugilato, impegnato a diffondere i valori dello sport, dell’impegno e della dedizione e la cultura del rispetto nella scuola e nella vita quotidiana); Samuele Carrino, (attore protagonista nel film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, dedicato alla drammatica storia di bullismo di Andrea Spezzacatena). Nella giornata dedicata al tema “La scuola ferma i bulli. Esempi di buone pratiche educative” si è tenuto un laboratorio ispirato alla cultura del rispetto e alla gentilezza. Questa la dichiarazione del Ministro Valditara: “Le 21 buone pratiche provenienti dalle scuole che abbiamo conosciuto oggi dimostrano che gli studenti, insieme ai loro docenti, hanno già in sé la forza e le capacità di sconfiggere il bullismo e la violenza. Un messaggio emerso chiaramente quando ho incontrato il giovane studente che ha salvato la sua insegnante da un’atroce aggressione a Trescore Balneario. I progetti che abbiamo ascoltato si focalizzano su punti precisi che devono essere alla base dell’insegnamento dell’educazione all’empatia, che ho fortemente voluto: capacità di immedesimarsi nell’altro; combattere l’odio; non voltarsi dall’altra parte di fronte a violenze e inciviltà; seguire la cultura delle regole; ripristinare il senso del limite; difendere valori forti come amicizia, amore, rispetto; sradicare quella vigliaccheria che è alla base del bullismo e che l’anonimato consentito dal web ha rafforzato”. Patrizio Oliva, soprannominato Sparviero (Napoli, 20 gennaio 1959), ex pugile italiano, campione olimpico di pugilato a Mosca 1980, campione europeo EBU nei superleggeri e welter e campione mondiale WBA nei superleggeri, ha poi preso la parola e ha dichiarato: “Lo sport è uno strumento altamente educativo e formativo, un deterrente per combattere il bullismo. La forza non va usata per colpire, ma per accogliere, per chiedere aiuto, per dire basta a ogni sopruso. Nel silenzio si coltiva il bullismo: chi si volta dall’altra parte diventa complice. Il bullo, che in realtà non è altro che un vigliacco, non riesce a gestire le proprie fragilità e le trasforma in violenza. Tutto questo si contrasta con l’educazione e la cultura”. Samuele Carrino, giovane attore, interprete di Andrea Spezzacatena nel film “Il ragazzo dai pantaloni rosa“, storia vera del 15enne suicidatosi nel 2012 per cyber bullismo, ha dichiarato:. “Di fronte a una persona in difficoltà o vittima di bullismo non bisogna mai tacere e voltarsi dall’altra parte. Le parole possono distruggere una vita, ma anche salvarla. Per questo è importante ascoltare, non restare in silenzio, denunciare e non aver paura di essere sé stessi. Questa è la vittoria più grande: essere capaci di generare cambiamento”, ha concluso Samuele Carrino. Carrino, in passato, ha fra l’altro dichiarato di aver subito bullismo, usa il suo ruolo per sensibilizzare contro la violenza psicologica, sottolineando l’importanza di parlare e difendendo la gentilezza. Attraverso la sua interpretazione, Carrino mira a portare l’attenzione sul peso delle parole e sulla necessità di fermare la violenza tra adolescenti. Come Carrino, interpretando da protagonisti i ruoli che ci appartengono nella realtà, ogni giorno, senza mollare mai, dobbiamo anche noi essere testimonianza di cordialità e di pace. Il bullismo in Italia rappresenta un fenomeno di crescente preoccupazione che coinvolge studenti di tutte le età e si manifesta attraverso comportamenti aggressivi, intimidatori e vessatori, sia in ambienti scolastici che online. Il bullismo è un insieme di comportamenti ripetuti nel tempo che causano sofferenza o danno a una vittima. Può essere di diversi tipi: fisico, verbale, relazionale, online (cyberbullismo). Nel nostro Paese, il bullismo si evidenzia sia nelle scuole che sui social media. Secondo dati raccolti da diverse indagini, una significativa percentuale di studenti ha vissuto episodi di bullismo o ne è stata testimone. Le vittime spesso si sentono sole, impotenti e possono sviluppare problemi emotivi e psicologici come ansia, depressione e perdita di autostima. Il governo italiano e le istituzioni scolastiche hanno avviato diverse iniziative per contrastare il fenomeno: programmi di sensibilizzazione e educazione nelle scuole; linee guida per il riconoscimento e la gestione del bullismo; campagne di informazione sui rischi del cyber bullismo; collaborazioni con associazioni e enti specializzati. Assumono un ruolo di assoluta rilevanza scuola e famiglia in termini di prevenzione. È importante promuovere un ambiente scolastico inclusivo, insegnare ai giovani il rispetto reciproco e incoraggiare la comunicazione aperta.elgr



