“Orto della Minima speranza”, recita un’insegna elegante e discreta all’ingresso di uno spazio minimo di aranci e roseti, in una terra celebrata già dagli antichi per le sue rose che “redolent”, profumano di primavera tutto l’anno e la fanno brillare nella poesia.
È nel Cilento, in provincia di Salerno, a Giungano, che guarda Paestum e i suoi dorici templi dall’alto, che una nuova casa editrice lancia provvidenziale un annuncio di rinascita, nel segno della cultura e dei libri.

In questo incantevole borgo medievale adagiato sul crinale del Monte Cantenna, la Casa Editrice Luigi Orlotti ha trapiantato l’amore per ciò che nutre l’anima e la mente, promettendo di cogliere e tramandare il testimone di un’idea che, in controtendenza rispetto ai tempi, porta avanti una visione culturale e morale in cui credeva un uomo di fede, “prete per vocazione, filosofo per scelta intellettuale e morale”, come era stato definito, don Luigi Orlotti.

Da parroco don Luigi aveva fatto della cultura l’insegna della sua missione, prima con una Biblioteca, poi con un Premio di Poesia Religiosa, che, nella vicina Santa Maria di Castellabate, ha avuto vita per oltre un decennio e che oggi, dal suo paese d’origine Giungano grazie al suo omonimo nipote, forte di una lunga esperienza editoriale, dapprima con Bompiani e poi già in proprio con altra sigla, promette di proseguire coraggiosamente per la stessa strada, per quel che riguarda i libri, scommettendo in molte direzioni (saggistica, narrativa, poesia).
Inaugurata il 21 giugno 2025, la Casa Editrice Luigi Orlotti vanta già molti libri (tra i quali almeno tre, mi piace segnalare: Il Rubasogni di Irma Cantoni, Chi aiuta i Santi? di Lorenza Perale, e soprattutto Le volte celesti di Dario Galimberti) fanno bella mostra di sé sui banchi di molte librerie non solo nel Cilento e in Italia, ma anche nel Canton Ticino, in Svizzera.
ANTONELLA CASABURI





1 commento
Eccellente…il compianto don Luigi Orlotti merita questo omaggio alla memoria, grazie all’intelligenza e intraprendenza dell’omonimo nipote. Con fine sensibilità la scrittrice e giornalista Antonella Casaburi ha saputo, come pochi, cogliere e interpretare il senso di una iniziativa davvero geniale.