Il mondo segue con apprensione le vicende del Venezuela scosso dal terremoto più potente registrato nell’area settentrionale del Paese dal 1900. Alla tragedia dei numerosi morti si uniscono le gravi perdite economiche, che assumono tratti allarmanti alla luce dell’attuale condizione finanziaria venezuelana: una situazione estremamente fragile che, dopo la caduta di Maduro, il 3 gennaio 2026, vede la leader ad interim Delcy Rodriguez impegnata nel difficile tentativo di riprendere il controllo del debito pubblico e, non ultimo, di far aumentare produzione di petrolio a livelli vicini a quelli di una volta perché la ricchezza non resti solo sulla carta.
L’emergenza del terremoto crea una ulteriore fattore di destabilizzazione finanziaria: il governo dovrà affrontare l’emergenza umanitaria, ricostruire edifici, infrastrutture e reti di trasporto. Tutto senza aggravare la difficile situazione economica e senza compromettere i negoziati già avviati con i creditori internazionali.
Dal secondo dopoguerra, sono migliaia gli italiani che vivono in Venezuela. Gli italiani registrati nei due Consolati italiani di Caracas e Maracaibo sono circa 160.000 e la maggior parte di loro possiede la doppia cittadinanza. Oltre un milione e mezzo di venezuelani sono di ascendenza italiana. Flussi significativi di immigrati vi giunsero dall’ Italia centrale e meridionale: da Sicilia, Abruzzo, Puglia e, in moltissimi, dalla Campania.
Molti di quegli emigrati che, con valigia di cartone in mano e nostalgia di casa nel cuore, partirono per il Venezuela in cerca di fortuna erano nati nel Cilento.
Moio della Civitella, Sicignano degli Alburni e Camerota sono i paesi del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni da cui, nel secondo dopoguerra, emigrarono giovani e intere famiglie. I loro discendenti hanno mantenuto stretti rapporti con la loro terra d’origine. D’estate, i venezuelani di ascendenza italiana tornano nella terra delle loro radici e sono spesso venezuelani con doppio passaporto.
Si prefigura un’ estate in cui saranno sempre meno i venezuelani di ascendenza italiana che torneranno nelle terra dei loro antenati. E nelle vie di molti paesi si sentirà sempre meno parlare spagnolo.
ANTONELLA CASABURI





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Puntuale come sempre l’informazione e i commenti della nostra giornalista Antonella Casaburi, su una situazione che vede coinvolta una terra cui noi cilentani siamo particolarmente legati.