C’è voluto l’intervento del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, per riportare all’attenzione un problema che da anni accompagna cantieri e sottoservizi in gran parte della Campania.

Nei giorni scorsi, nel durante una riunione con i responsabili di Enel Distribuzione, il primo cittadino ha ribadito un principio tanto semplice quanto spesso disatteso: non si aprono nuovi cantieri se prima non vengono ripristinate correttamente le strade interessate dagli scavi.
Una posizione condivisibile e, soprattutto, necessaria.
La domanda che molti cittadini delle aree interne si pongono è però un’altra: perché ciò che vale per Salerno non dovrebbe valere anche per i piccoli comuni della provincia?
Negli ultimi anni i lavori per la realizzazione della rete del metano, affidata ad AmalfitanaGas, hanno interessato numerosi centri dell’Alta Valle del Calore e del Cilento interno. Un intervento importante, atteso da decenni e destinato a migliorare la qualità della vita delle comunità locali.
Il problema non è l’opera.
Il problema è ciò che è rimasto dopo il passaggio dei cantieri.

La regola non scritta sembra essere sempre la stessa: si scava, si posa la condotta, si ricopre il tracciato con materiale di risulta, si compatta il terreno e si va avanti verso il cantiere successivo. Il ripristino definitivo del manto stradale, invece, resta spesso una promessa affidata a tempi indefiniti.
Eppure chi percorre quotidianamente quelle strade sa bene quali siano le conseguenze.

Il tracciato della nuova condotta attraversa il territorio provenendo dal Vallo di Diano, supera la zona di Vaddivona, valica la sella tra il Monte Motola e il Monte Cervati, scende verso il Santuario della Madonna del Vivo, percorre la Provinciale 11, attraversa l’area della Madonna della Grazia, raggiunge l’Epitaffio e si dirama verso Laurino, Piaggine, Valle dell’Angelo e gli altri comuni interessati.
Lungo questo percorso restano evidenti i segni degli scavi.
In alcuni casi si tratta di strade già compromesse dal tempo e dalla carenza di manutenzione. In altri, come nel caso della circonvallazione di Valle dell’Angelo, il danno appare ancora più evidente perché l’asfalto era stato rifatto da poco.
La strada che conduce alla parte bassa del paese, al camping per camper e all’area utilizzata dagli elicotteri antincendio, oggi presenta una lunga cicatrice che testimonia il passaggio del cantiere.

Durante l’esecuzione dei lavori, la Polizia Municipale aveva perfino richiamato formalmente l’impresa esecutrice all’obbligo di ripristinare lo stato dei luoghi una volta completato l’intervento.
Ma il ripristino definitivo non è mai arrivato.
Al suo posto sono comparse toppe provvisorie che, in molti tratti, risultano peggiori del problema che avrebbero dovuto risolvere.
Nessuno mette in discussione l’utilità del metano.
Nessuno rimpiange le bombole di GPL.
Ma sviluppo e modernizzazione non possono diventare sinonimo di degrado.
Un’opera pubblica si considera conclusa soltanto quando viene restituito ai cittadini un territorio almeno nelle condizioni in cui si trovava prima dell’apertura del cantiere.

Ora che il problema è stato sollevato anche a Salerno, i cittadini dell’Alta Valle del Calore si aspettano che i sindaci dei comuni interessati facciano altrettanto. Non per ostacolare i lavori, ma per pretendere il rispetto degli impegni assunti e la corretta esecuzione delle opere.
Perché migliorare la qualità della vita delle persone significa portare servizi moderni nei territori, ma anche garantire che le strade restino percorribili, sicure e dignitose.
Altrimenti il rischio è paradossale: realizzare un’infrastruttura nata per migliorare il futuro lasciando dietro di sé i segni di un presente peggiorato.
In questo caso, più che il passaggio del metano, i cittadini continuano a vedere il passaggio degli scavi. E finché le strade resteranno nelle condizioni attuali, sarà difficile convincerli che il bilancio dell’operazione sia davvero positivo.
Perché il vero sviluppo non si misura soltanto dalle infrastrutture che arrivano, ma anche dalla capacità di rispettare i territori che attraversano.




