L’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) rappresenta i Comuni italiani nei rapporti con lo Stato, le Regioni e le altre istituzioni, offrendo supporto tecnico, formazione e promuovendo iniziative di sviluppo locale.
Anche a livello regionale l’Associazione è chiamata a svolgere un ruolo delicato: raccogliere le istanze degli amministratori locali, trasformarle in proposte e rappresentarle nei luoghi in cui vengono assunte le decisioni. È questo il compito delle ANCI regionali.

Il 3 luglio 2026 ANCI Campania ha completato la propria organizzazione interna, assegnando le deleghe ai componenti del Comitato esecutivo, ai coordinatori esterni e istituendo un nuovo Dipartimento dedicato alla salute.
Una squadra ampia e articolata, composta da amministratori che mettono a disposizione competenze ed esperienze maturate nei rispettivi territori.
A tutti loro non possiamo che rivolgere gli auguri di buon lavoro.
Le deleghe, però, rappresentano soltanto il punto di partenza.
Ciò che realmente interessa ai Comuni è sapere quali risultati saranno prodotti.

Il comunicato diffuso da ANCI Campania dedica ampio spazio all’elenco degli incarichi. Molto meno spazio è riservato agli obiettivi misurabili, ai tempi di realizzazione e agli indicatori attraverso i quali sindaci e cittadini potranno valutare l’efficacia dell’azione svolta. Né vengono richiamati, almeno nel comunicato, i risultati conseguiti dalla precedente gestione, utili per comprendere da dove si riparte e quali obiettivi restano ancora da raggiungere.
Ed è proprio qui che altre esperienze regionali offrono spunti interessanti.
ANCI Lombardia pubblica periodicamente un Bilancio Sociale, nel quale rendiconta attività, risultati, progetti e impatto prodotto sui territori.
ANCI Toscana ha presentato al termine del mandato un Bilancio Sociale 2019-2024, illustrando il lavoro svolto e gli obiettivi perseguiti, mantenendo inoltre tavoli permanenti su temi strategici come la montagna e le aree interne.
Lo Statuto di ANCI Emilia-Romagna prevede che, prima di ogni Assemblea congressuale, venga presentata una relazione sull’attività svolta nel corso del mandato.
ANCI Piemonte, infine, ha pubblicato una Relazione del Presidente come bilancio del mandato 2014-2019, presentata nell’ultima Assemblea prima del rinnovo delle cariche, nella quale vengono illustrati attività, risultati, rapporti istituzionali e prospettive future.
Sono strumenti che non servono soltanto a raccontare ciò che è stato fatto.
Servono soprattutto a rendere verificabile l’azione dell’Associazione.
Per questo sarebbe auspicabile che anche ANCI Campania adottasse stabilmente un sistema pubblico di rendicontazione.
Un Bilancio Sociale annuale.
Una Relazione di metà mandato.
Una Relazione conclusiva, nella quale indicare obiettivi programmati, iniziative realizzate, proposte avanzate alla Regione e al Governo, risultati conseguiti e criticità ancora aperte.
Sarebbe un modo concreto per trasformare le deleghe in responsabilità e la rappresentanza in un impegno misurabile.
Il tema diventa ancora più importante quando si parla di aree interne e piccoli Comuni.
Qui la realtà non ha bisogno di essere raccontata.
La si vive ogni giorno.
La si vede nelle scuole che perdono alunni, negli anziani che aumentano, nei giovani che continuano a partire, nelle attività economiche che chiudono, nel patrimonio immobiliare che perde valore perché i paesi si svuotano e nella difficoltà crescente di garantire servizi essenziali.
È la fotografia quotidiana di gran parte dei territori del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ma anche di molte altre aree interne della Campania.
Ed è una fotografia che non cambia con un comunicato stampa.
Cambia soltanto quando le politiche producono effetti concreti.
Per questo la delega alle Aree Interne e quella ai Piccoli Comuni rappresentano probabilmente la sfida più difficile dell’intera organizzazione.
Perché nessun tema è più urgente dello spopolamento.
Nessun tema è più urgente dell’invecchiamento della popolazione.
Nessun tema è più urgente della progressiva perdita di valore economico e sociale dei nostri borghi.
Naturalmente ANCI non dispone delle risorse finanziarie della Regione, dello Stato o dell’Unione Europea.
Non realizza direttamente opere pubbliche.
Non gestisce i servizi.
Ma può fare una cosa che pochi altri soggetti istituzionali sono in grado di fare con la stessa autorevolezza: rappresentare unitariamente la voce dei Comuni, trasformando i problemi quotidiani dei territori in proposte legislative, amministrative e finanziarie.
È questa la sua missione.
Ed è proprio su questo terreno che sarà chiamata a misurarsi.
Le deleghe, gli organigrammi e i comunicati spiegano come è organizzata un’associazione.
I cittadini, invece, giudicano un’organizzazione per ciò che riesce realmente a cambiare.
Nelle aree interne il metro di giudizio è semplice.
Ogni anno diminuiscono gli abitanti.
Aumenta l’età media.
Crescono le case vuote.
Diminuiscono i servizi.
È questa la relazione più sincera sullo stato dei territori.
Ed è su questi indicatori che, tra qualche anno, sarà giusto misurare il lavoro della nuova squadra di ANCI Campania.
Perché la migliore rendicontazione non è quella che si legge in un documento.
È quella che i cittadini possono verificare vivendo, ogni giorno, il proprio paese.




