C’è una generazione di uomini che ha attraversato la seconda metà del Novecento lasciando un’impronta profonda nella vita politica, culturale e civile di Capaccio Paestum, del Cilento e dell’intera pianura del Sele. Tra questi figura certamente Paolo Paolino, protagonista di un lungo percorso umano e intellettuale che continua ancora oggi con un’attività instancabile di ricerca e divulgazione.

Politico, amministratore, osservatore attento delle trasformazioni sociali e soprattutto studioso appassionato della storia locale, Paolino ha scelto negli ultimi anni di dedicarsi con ancora maggiore intensità alla ricostruzione della memoria collettiva di Capaccio Paestum e del Cilento. Un lavoro che si concretizza in pubblicazioni, raccolte documentarie e iniziative culturali che hanno tutte un filo conduttore: impedire che la “fiaccola” della ricordanza si spenga.
Da questa visione nasce “Codex Poseidonia”, un progetto ambizioso che punta a raccogliere, catalogare e rendere fruibili alle nuove generazioni le pubblicazioni dedicate a Capaccio Paestum, alla Piana del Sele e al Cilento. Libri, saggi, studi archeologici, opere storiche e testimonianze culturali che raccontano il territorio e ne custodiscono l’identità profonda.

Per Paolino, questi testi rappresentano molto più di semplici pubblicazioni: sono strumenti capaci di aiutare una comunità a comprendere chi è, da dove viene e persino quale direzione stia prendendo. Non a caso, nel corso della serata, ha richiamato una celebre riflessione di Umberto Eco: «Chi non legge vive una sola vita; chi legge vive cinquemila anni».
L’incontro pubblico organizzato presso la Biblioteca Erika di Capaccio Scalo per presentare l’avvio della raccolta dei primi duecento libri ha richiamato numerosi autori, studiosi, giornalisti e semplici curiosi. Una partecipazione significativa che testimonia come, nonostante la crisi della lettura, esista ancora nel territorio una domanda viva di conoscenza e approfondimento culturale.
Prima dell’intervento conclusivo di Paolo Paolino, si sono alternati diversi relatori che hanno evidenziato aspetti differenti dell’iniziativa.
Carmine Caramante ha richiamato l’attenzione sulla necessità di continuare a raccontare il territorio, sottolineando come molto della sua storia resti ancora immerso nell’oblio.
Sara Serra ha invece posto l’accento sul valore del libro come patrimonio culturale stratificato nel tempo, fondamentale per comprendere il passato e interpretare il presente. Nel suo intervento ha ricordato come Paestum e Velia rappresentino autentici laboratori di conoscenza, luoghi nei quali si sono sviluppati processi culturali, filosofici e agricoli che ancora oggi influenzano il territorio. Ha inoltre evidenziato come la rassegna possa diventare un’importante opportunità per riavvicinare le giovani generazioni alla lettura e alla ricerca storica.
Suggestivo anche l’intervento di Antonio Della Pepa, che ha evocato il legame simbolico tra Paestum e Velia, tra i fiumi Sele e Alento, richiamando figure come Parmenide e Zenone di Elea e il loro rapporto ideale con Socrate e Platone.
Nel suo intervento conclusivo, Paolo Paolino ha annunciato con soddisfazione di aver già raccolto 212 libri e pubblicazioni dedicate al territorio. Un patrimonio che comprende opere di studiosi di altissimo livello nel campo della storia antica e dell’archeologia, tra cui Giovanni Battista Spinazzola, Mario Napoli e Mario Mello.
Tra i presenti alla serata numerosi esponenti del mondo culturale e civile locale, tra cui le famiglie Bellelli e D’Alessio, Marina Chiaramello, Antonio La Greca, Mimmo Tambasco, Antonio Ragni, Mariangela Mari, Massimo Caramante, Angelo Di Lascio, Giusi Puca, Nera D’Auto … e molti altri non presenti all’evento!
Più che una semplice raccolta bibliografica, “Codex Poseidonia” sembra così candidarsi a diventare un archivio vivente della memoria del territorio: un ponte tra passato e futuro costruito attraverso i libri, le storie e le idee di chi ha raccontato il Cilento e la sua anima più profonda.



