Di Gina Chiacchiaro
Il mio contributo a questo numero speciale di UNICO Patrimonio, dedicato alle opportunità che l’Istituto Magistrale di Piaggine ha offerto ai figli e alle figlie del territorio, nasce da una storia personale che ha cambiato profondamente la mia vita.

Vengo da Roccadaspide, un paese non molto distante da Piaggine.
Dopo aver frequentato il liceo scientifico, mi iscrissi alla facoltà di Fisica, dove studiai per tre anni. Il mio desiderio era diventare insegnante di matematica. Per motivi personali, però, decisi di interrompere gli studi universitari.
Mia madre fu categorica: qualunque scelta avessi fatto, avrei dovuto conseguire comunque un diploma che mi offrisse una concreta possibilità di lavoro.
Era convinta che una donna dovesse essere autonoma e capace di costruirsi il proprio futuro.
Fu così che decisi di sostenere, da privatista, gli esami presso l’Istituto Magistrale di Piaggine.
Non ero sufficientemente preparata nelle materie specifiche del corso, soprattutto pedagogia e psicologia, che affrontai concentrandomi intensamente nelle settimane precedenti. Nelle altre discipline, invece, potevo contare sulla solida preparazione ricevuta al liceo scientifico e durante gli anni universitari.
Ricordo ancora le prove d’esame.
Per il tema d’italiano scrissi mettendo sulla carta tutto ciò che sapevo e sentivo.
Il compito di matematica, invece, non mi creò nessuna difficoltà: riuscii a svolgerlo completamente e ottenni il massimo risultato. Mi dissero che, in quella sessione, ero stata una delle poche a risolverlo correttamente.
L’esito finale fu più che positivo. Quel diploma mi aprì le porte del mondo della scuola e mi permise di realizzare, anche se in una forma diversa da quella inizialmente immaginata, il mio sogno di diventare insegnante.
Scelsi di partire per il Nord e arrivai a Varese, accettando incarichi anche nelle scuole dei piccoli centri di montagna.
Furono anni intensi, durante i quali ebbi anche la gioia di fermarmi per due periodi, perché diventai madre di due figli.
Il mio cammino nella scuola fu straordinario.
Lontano da casa incontrai colleghi validi e generosi, che mi offrirono collaborazione e sostegno. Mi impegnai a studiare, ad aggiornarmi continuamente e a imparare ogni giorno qualcosa di nuovo.
Con il tempo diventai, almeno secondo quanto mi hanno sempre restituito gli alunni e le loro famiglie, un’insegnante capace e appassionata.
La soddisfazione più grande è stata riuscire a far amare la scuola a tanti bambini, accompagnandoli nella crescita e aiutandoli a scoprire le proprie capacità.
Dopo molti anni tornai nel mio paese, dove conclusi il mio percorso lavorativo. Guardandomi indietro, posso dire che la mia esperienza nella scuola è stata piena, felice e profondamente positiva.

Per questo devo ringraziare Piaggine e il suo Istituto Magistrale, che mi offrirono una seconda possibilità.
Ma devo ringraziare soprattutto mia madre, che con fermezza mi impose di conseguire quel “diploma finito”, perché una donna, mi ripeteva, doveva essere economicamente indipendente e capace di badare a sé stessa.
Aveva ragione. Quel diploma non mi diede soltanto un lavoro: mi diede la libertà di costruire la mia vita.
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