MONTESANO SULLA MARCELLANA – Fotografia come memoria, formazione come strumento di tutela, territorio come spazio da valorizzare. Si è conclusa a Montesano sulla Marcellana la seconda edizione della scuola estiva “Una settimana da archivista: la gestione del materiale fotografico”, promossa da IL DIDRAMMO APS – Museo Didattico della Fotografia (MuDiF) e dalla Fondazione CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino ETS.
Un’esperienza che, per una settimana, ha trasformato la sede operativa del MuDiF di Montesano in un luogo di alta formazione, confronto e approfondimento, richiamando studiosi, docenti e allievi provenienti da diverse regioni italiane.
«Un corso di alta formazione che sintetizza in maniera efficace competenze, cultura, rigore scientifico e valorizzazione del territorio», ha sottolineato il sindaco di Montesano sulla Marcellana, Giuseppe Rinaldi, evidenziando l’importanza di mantenere aperta la sede del MuDiF alle attività formative.
Per il primo cittadino, proprio la fotografia può diventare uno degli strumenti principali per costruire una rete culturale capace di mettere in relazione enti, istituzioni e realtà formative. «La fotografia continua a tessere, attraverso le immagini, la narrazione di un mondo che parla al nostro presente e dialoga con il futuro», ha spiegato Rinaldi.
Alla scuola hanno preso parte 11 allievi provenienti da Benevento, Arezzo, Mantova, Torino, Brescia, Napoli, Trieste, Foggia, Ragusa, Pescara e Roma. Il percorso formativo, della durata complessiva di 45 ore, ha alternato lezioni teoriche, laboratori, attività pratiche su fondi archivistici, conferenze e momenti di restituzione.
Al centro del programma il riconoscimento e la conservazione dei diversi materiali fotografici, la catalogazione secondo gli standard ministeriali, la digitalizzazione, la metadatazione e gli aspetti legali legati alla gestione e alla tutela degli archivi fotografici.
Accanto alla formazione tecnica, particolare attenzione è stata riservata alla conoscenza del territorio. I partecipanti hanno visitato la Certosa di San Lorenzo a Padula, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, il museo civico Demo Etno Antropologico e Palazzo Gervasio, nel centro storico di Montesano.
Un modo per legare direttamente la formazione archivistica alla conoscenza dei luoghi, ribadendo il ruolo che la fotografia e gli archivi possono avere nella conservazione e nella trasmissione dell’identità culturale di una comunità.
A seguire gli allievi sono stati professionisti del settore: Barbara Bergaglio, responsabile Archivi di CAMERA Torino e docente all’Università degli Studi di Torino; Enrico Demaria, esperto in digitalizzazione e metadati; Rosario Petrosino, direttore del Museo Didattico della Fotografia di Sarno e docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli.
In collegamento sono intervenuti anche Gabriele Capone, soprintendente Archivistico e Bibliografico della Campania, che ha illustrato gli interventi di valorizzazione degli archivi fotografici realizzati dalla Soprintendenza negli ultimi anni, e l’avvocato Salvo dell’Arte, che ha affrontato il tema della tutela degli archivi attraverso il diritto d’autore.
«Il corso ha consentito agli allievi di acquisire conoscenze complessive del lavoro dell’archivio fotografico, dal trattamento fisico dei materiali alla valorizzazione online», ha spiegato Barbara Bergaglio, sottolineando come il percorso abbia permesso ai partecipanti di raggiungere un livello di preparazione omogeneo e spendibile anche sul piano professionale.
Per il direttore del MuDiF, Rosario Petrosino, il significato della scuola va oltre la semplice formazione: «Salvare la fotografia significa prendersi cura della nostra memoria visiva».
Una memoria che, se custodita e interpretata con competenza, può diventare non soltanto patrimonio da conservare, ma anche strumento di conoscenza e di rilancio culturale.
La seconda edizione della scuola estiva di Montesano conferma così una vocazione sempre più definita: fare del territorio un luogo di formazione specialistica e, allo stesso tempo, utilizzare la fotografia come ponte tra memoria, cultura e futuro.




