Le grandi multinazionali sfruttano le miniere presenti nel territorio africano e, di conseguenza, i congolesi che ci lavorano.

L'oro nero del Congo

Il coltan viene utilizzato per la fabbricazione di telecamere, cellulari e molti altri apparecchi elettronici.

I Piccoli
Cilento sabato 06 marzo 2021
di La Redazione
Il coltan è composto da una miscela di due ossidi, la colombite e la tantalite.
Il coltan è composto da una miscela di due ossidi, la colombite e la tantalite. © web

Gli oggetti tecnologici, che noi oggi utilizziamo, vengono costruiti con un minerale particolare, il coltan, composto da una miscela di due ossidi, la colombite e la tantalite. Si presenta sotto forma di sabbia nerastra e contiene una parte d'uranio, elemento con un certo livello di radioattività, che provoca un gran numero di tumori. Viene utilizzata per la fabbricazione di telecamere, cellulari e molti altri apparecchi elettronici, poiché ottimizza il consumo della corrente elettrica nei chip di nuova generazione, portando perciò un notevole risparmio energetico.

La parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, la zona del Kivu, è la zona più ricca in assoluto di minerali e risorse di tutto il territorio congolese, ma è pure uno dei polmoni ecologici del mondo. Da anni è presa d’assalto da aerei provenienti dall'Europa, dall'America e dall'Asia che arrivano, caricano la sabbia preziosa e se ne vanno.

Le grandi multinazionali sfruttano le miniere presenti nel territorio africano e, di conseguenza, i congolesi che ci lavorano, che vengono pagati all'incirca 200 dollari al mese. Un qualsiasi altro lavoratore congolese riceve una paga pari a 10 dollari al mese, perciò c'è una vera e propria corsa per lavorare nelle miniere, non solo da parte dei congolesi ma anche di uomini del vicino Rwanda e dell'Uganda.

 

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