Il Museo Naturalistico degli Alburni, inaugurato il 6 agosto del 1997, si trova in un palazzo del centro storico di Corleto Monforte. La sua nascita si deve al favore di Camillo Pignataro, attuale direttore scientifico del museo

Museo Naturalistico di Corleto Monforte

Il museo annovera oltre 60 specie di mammiferi, in particolare canidi, felidi e mustelidi, 530 specie di uccelli europei, tra cui spiccano per bellezza le serie dei rapaci notturni e dei passeriformi.

I Piccoli
Cilento mercoledì 02 ottobre 2019
di La Redazione
Museo Naturalistico di Corleto Monforte
Museo Naturalistico di Corleto Monforte © web

Corleto Monforte è ubicato su una cresta degli Alburni scavata dal corso di due torrenti laterali. Sembra che sia di origine lucana i quali, dopo aver assoggettato i vicini insediamenti greci di “Montepruno” (Roscigno) e “Phasis” (Sant’Angelo a Fasanella) vi abbiano eretto Corleto Monforte per poterli più agevolmente dominare. Una seconda ipotesi storica, propone che l’origine del paese risalga al periodo medioevale. Di sicuro si sa, comunque, che Corleto Monforte venne edificata sull’alto costone roccioso per poter dominare la vallata di Fasanella.

Il centro fu originariamente chiamato “Coryletum” per indicare il luogo in cui abbondavano i noccioli. In epoca più recente, Corleto Monforte è stata proprietà di numerosi feudatari e a quest’ultima epoca risalgono le numerose fortificazioni che ancora vi si possono ammirare.

Il Museo

Il Museo Naturalistico degli Alburni, inaugurato il 6 agosto del 1997, si trova in un palazzo del centro storico di Corleto Monforte. La sua nascita si deve al favore di Camillo Pignataro, attuale direttore scientifico del museo, il quale nel 1997 donò la sua collezione privata, un ricco patrimonio zoologico appartenente alla fauna dei Monti Alburni.

Il museo annovera oltre 60 specie di mammiferi, in particolare canidi, felidi e mustelidi, 530 specie di uccelli europei, tra cui spiccano per bellezza le serie dei rapaci notturni e dei passeriformi. Presenti anche più di 20.000 insetti, rappresentati prevalentemente da lepidotteri, coleotteri, soprattutto scarabeidi europei, e una ricca raccolta di entomofauna tipica della zona montuosa a cui il museo è dedicato, oltre a vari esemplari di aracnidi e di crostacei decapodi. Tutti i campioni sono corredati di informazioni relative alla nomenclatura scientifica e volgare e in alcuni casi arricchiti con una cartina che mostra l’areale di distribuzione della specie. Il museo tende verso un suo ampliamento attraverso l’acquisizione di collezioni di pesci, anfibi e rettili riprodotti in resina. Sono altresì in preparazione diorami che mostrano gli ambienti più interessanti del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.

Il museo riveste anche il ruolo di istituto di ricerca, collaborando con enti, associazioni e istituti del settore e organizzando convegni, seminari e incontri culturali. A supporto di queste finalità, nella struttura sono a disposizione un laboratorio didattico, una sala conferenze dotata di strumentazioni multimediali e una ricca biblioteca faunistica.

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