Per produrre un vaccino, prima gli scienziati devono identificare il virus, analizzarne il genoma (ossia il patrimonio genetico di DNA e RNA) ed effettuare una meticolosa serie di test per verificare che funzioni

Ma come funzionano i vaccini?

È molto importante che i vaccini siano iniettati al più alto numero di persone possibile perché solo riducendo il numero di coloro che possono ammalarsi si rende difficile la propagazione e la riproduzione dei microbi responsabili

I Piccoli
Cilento venerdì 07 febbraio 2020
di La Redazione
Ma come funzionano i vaccini?
Ma come funzionano i vaccini? © web

Introducendo nel sangue un piccolissimo rappresentante del virus o batterio da combattere, il sistema immunitario si “allena” a riconoscerlo e a combatterlo. È troppo piccolo affinché possa bastare a farci ammalare, ma abbastanza grande per dare al corpo tutte le informazioni necessarie per combatterlo e distruggerlo.

Per produrre un vaccino però, prima gli scienziati devono identificare il virus, analizzarne il genoma (ossia il patrimonio genetico di DNA e RNA) ed effettuare una meticolosa serie di test per verificare che funzioni e, soprattutto, che non sia dannoso per il paziente. Ovviamente ciò richiede tempo e se per le influenze stagionali che ogni anno tornano a farci visita non occorre molto per mettere a punto una difesa efficace, per virus più aggressivi e sconosciuti, come il coronavirus che dall'inizio del 2020 sta spaventando la Cina, serve più tempo.

È molto importante che i vaccini siano iniettati al più alto numero di persone possibile, perché solo riducendo il numero di coloro che possono ammalarsi si rende difficile la propagazione e la riproduzione dei microbi responsabili. Ed è per questo motivo che in molti Paesi i vaccini sono obbligatori e gratuiti. In Italia sono disponibili gratuitamente i vaccini per i dieci gruppi di infezioni considerate di rilevante interesse pubblico.

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