La sua sigla italiana, Dolce Candy, fu interpretata da Cristina D'Avena

​Candy Candy, i 40 anni della ragazza più dolce e tenace degli “anime”

L'orfanella più amata dall'animazione, che ci insegna che mai bisogna smettere di lottare per i propri ideali

I Piccoli
Cilento giovedì 12 marzo 2020
di Gina Chiacchiaro
Un'altra immagine di Candy Candy
Un'altra immagine di Candy Candy © web

Il primo ottobre del 1976 andava in onda su una tv giapponese la prima puntata del cartone Candy Candy, l’orfanella più amata dell’animazione.

In Italia arrivò quattro anni più tardi, il 2 marzo 1980, e dal 1982 al 1997 Canale 5 trasmise le sue 115 puntate, conquistando bambini e adolescenti.

Nell’arco di 15 anni le puntate furono spesso intervallate da cicli abbondanti di repliche che non ne hanno mai rovinato il successo.

Il cartone “Candy Candy” è nato dall’omonimo “manga” giapponese e la sua protagonista è stata un mito assoluto per due generazioni di bambini e teenager.

I suoi 115 episodi furono anche integrati in due super-episodi al cinema.

La sua prima sigla, interpretata dai Rocking Horse ebbe un successo clamoroso, vendette 500 mila copie. Dieci anni dopo fu sostituita in Italia dalla canzone “Dolce Candy” interpretata da Cristina D’Avena.

Quello di Candy Candy fu un vero e proprio fenomeno tanto che in breve tempo i negozi per bambini e i grandi magazzini si riempirono di quaderni, block notes, gomme per cancellare, bambole, tazze e piatti.

La dolce Candy ha insegnato che non bisogna mai smettere di lottare per i proprio archetipi umanistici, proprio come lei che si è trovata ad affrontare situazioni difficili quando venne adottata da una perfida famiglia o quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale.

Purtroppo, a causa di una controversia tra le due autrici del manga, la trasmissione di Candy Candy in televisione è bloccata da vent’anni altrimenti, molto probabilmente, la conoscerebbero e la amerebbero anche i millennials.

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